La Ocean Viking sottoposta a fermo nel porto di Trapani

Rilevate carenze a bordo riguardanti la sicurezza della navigazione

La Guardia costiera ha sottoposto a fermo amministrativo nel porto di Trapani la Ocean Viking, la nave della Ong Sos Mediterranée gestita assieme alla Croce Rossa Internazionale che la mattina dello scorso 25 dicembre aveva sbarcato 114 migranti tratti in salvo al largo della Libia.

Il provvedimento è stato adottato a seguito di un Port State Control, l’attività di controllo che i Paesi che accolgono una nave straniera in un proprio porto possono condurre per accertare che tutti i requisiti legati alla sicurezza della navigazione a bordo siano soddisfatti.

A comunicare il fermo amministrativo è stata la stessa Ong: «Dopo più di 11 ore di ispezione, il 10 gennaio la Ocean Viking è stata sottoposta a fermo amministrativo nel porto di Trapani. Poco più di un anno dopo il rilascio della nave da un altro fermo amministrativo durato cinque mesi, la nave è stata nuovamente bloccata, per motivi che non sono collegati al precedente provvedimento», ha fatto sapere Sos Mediterranée secondo cui dopo il fermo amministrativo conclusosi nel luglio 2020 la Ong «in collaborazione con l’armatore della nave e delle autorità dello Stato di bandiera – la Norvegia – ha intrapreso sforzi amministrativi e tecnici per soddisfare i nuovi standard di sicurezza richiesti dalle autorità italiane. Nel dicembre 2020, un altro Port State Control aveva confermato che tutti i requisiti erano stati soddisfatti, e tutte le carenze rilevate durante l’ispezione di luglio erano state corrette. Da allora, nel corso del 2021, l’equipaggio della Ocean Viking ha soccorso e portato in salvo 2.832 persone in 33 operazioni di soccorso».

Dopo lo sbarco del giorno di Natale, le autorità sanitarie avevano posto in quarantena per una settimana l’equipaggio della nave e, finita la quarantena è stato effettuato il controllo da parte della Guardia Costiera.
Secondo quanto riferito da Sos Mediterranée, le irregolarità riscontrate riguardano i container collocati sul ponte di poppa. «Durante questa ispezione è stato valutato che queste strutture, aggiunte alla nave per fornire riparo ai naufraghi e contenere le attrezzature necessarie per il nostro lavoro di salvataggio, devono essere registrate in modo diverso. La certificazione di queste strutture come “carico” è messa in discussione, ben due anni e mezzo dopo che tali strutture sono state installate in un cantiere professionale e certificate da tutti gli organismi di regolamentazione pertinenti», ha commentato la Ong.

«Ci rattrista questo estremo livello di attenzione e controllo cui la nostra nave continua ad essere sottoposta – ha detto la direttrice generale di Sos Mediterranée Italia, Valeria Taurino -. Questa ispezione rappresenta il sesto controllo dello Stato di approdo a cui è stata sottoposta la Ocean Viking dall’inizio delle operazioni nel Mediterraneo centrale nell’agosto 2019. Saremo nuovamente costretti a ritardare le nostre operazioni, ben consapevoli che il 2021 è stato l’anno più letale nel Mediterraneo centrale dal 2017: solo il mese scorso, almeno 240 persone sono annegate alle porte dell’Europa».

Negli ultimi giorni dell’anno appena trascorso, diverse navi Ong hanno soccorso in mare migranti, ottenendo poi di poterli sbarcare nei porti della Sicilia: la Geo Barents di Medici senza frontiere, la Sea Watch3 e la Sea-Eye4 delle due omonime Ong tedesche. Non risulta che su queste navi siano stati effettuati Port State Control dopo le operazioni di sbarco dei migranti.

La Guardia costiera, in un comunicato, ha spiegato che «l’ispezione ha evidenziato diverse irregolarità di natura tecnica, tali da compromettere la sicurezza degli equipaggi e delle persone recuperate a bordo nel corso del servizio di assistenza svolto. In particolare, tra le altre, sono state rilevate irregolarità come il malfunzionamento dell’alimentazione elettrica di bordo, essenziale in caso di un’emergenza in mare, e la presenza di liquidi infiammabili stoccati in locali della nave non idonei. Le deficienze riscontrate – alcune delle quali già rilevate in pregresse ispezioni – hanno evidenziato un carente sistema di gestione della sicurezza a bordo».

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