Alcamo, raccomandazioni nei concorsi pubblici: i Carabinieri eseguono 14 misure cautelari [VIDEO]

Gli indagati sono accusati di corruzione, traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio

I Carabinieri della Compagnia di Alcamo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal gip presso il Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di 14 persone accusate, a vario titolo, dei reati di corruzione, atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio. I candidati che sarebbero stati favoriti da questo sistema sono otto, sette per il concorso nei Vigili del fuoco e uno per quello nella Polizia.

Nell’ambito dell’operazione, denominata “Concorsopoli”, un soggetto è finito in carcere, tre ai domiciliari e dieci indagati sono stati sottoposti all’obbligo di dimora. L’indagine, avviata dai Carabinieri nel giugno 2020, prende le mosse da precedenti risultanze investigative acquisite dalla sezione di pg del Corpo Forestale presso la Procura di Trapani su presunti episodi corruttivi per il superamento di prove di esame, svoltesi tra i 2017-2018, di alcuni concorsi pubblici.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 54enne alcamese Giuseppe Pipitone, direttore ginnico-sportivo e vice dirigente del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, sfruttando sia le proprie conoscenze all’interno delle amministrazioni pubbliche sia il fatto di essere stato nominato in una sottocommissione di esame per le prove psicomotorie, si sarebbe impegnato a “sponsorizzare” alcuni candidati e a prepararli fisicamente a fronte della promessa e successivo pagamento di denaro: fino a 2.500 euro a candidato per un posto nei Vigili del fuoco e fino a 5.000 euro nella Polizia.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Pipitone – destinatario della misura restrittiva in carcere – avrebbe nascosto dietro lo “schermo” di una scuola di preparazione per concorsi con sede ad Alcamo un vero e proprio meccanismo illecito di collocamento nella Pubblica Amministrazione avvalendosi dei suoi contatti con soggetti che rivestivano ruoli essenziali nelle procedure concorsuali in vari Corpi dello stato, in primis quello di appartenenza.

Tra i soggetti che, a vario titolo, avrebbero contribuito a falsare i concorsi risultano complessivamente 10 dipendenti di diversi Corpi dello Stato, tra cui un ispettore dei Vigili del Fuoco (poi sospeso dal servizio per un analoga vicenda iscritta presso la Procura di Benevento) e due poliziotti – uno sottoposto agli arresti domiciliari e l’altro all’obbligo di dimora dai colleghi della Mobile di Trapani – e gli stessi presunti corruttori risultati grazie alle “sponsorizzazioni”.

Questi i nominativi degli altri soggetti coinvolti: agli arresti domiciliari sono finiti l’alcamese Vincenzo Faraci, 47 anni, Filippo Alessandro Lupo, originario di Marettimo, 59 anni, e Francesco Renda, pure lui nato ad Alcamo, 26 anni. Obbligo di dimora per Vittorio Costantino (Palermo), 53 anni, Roberto Di Gaetano (Alcamo), 21 anni, Mauro Parrino (Alcamo) 29 anni, Antonino Pirrone (Alcamo) 24 anni, Davide Castrogiovanni (Alcamo), 26 anni, Silvia Pisciotta (Erice), 31 anni, Giacomo Rizzotto (Salemi), 29 anni, Mattia Turin (Dolo) 26 anni, Andrea Doretto (San Donà di Piave), 31 anni, Alessio La Colla, (Alcamo), 28 anni. GUARDA VIDEO