Erice, presentato il programma delle attività della Fondazione “Ettore Majorana”

Da marzo a dicembre 2023, in programma oltre 40 seminari scientifici

“Una scienza senza segreti e senza frontiere”. Fedele al “Manifesto di Erice del 1982”, sottoscritto finora da oltre 100.000 scienziati e oggetto di impegno morale e politiche attive da parte di numerosi capi di Stato, la Fondazione Ettore Majorana e Centro di cultura scientifica di Erice – fondata nel 1963 dal fisico Antonino Zichichi, e da allora frequentata da Nobel e cervelli di tutto il mondo – ha presentato ieri le attività per il 2023 con gli interventi dello stesso (presidente della Fondazione) e di Antonio Zoccoli (presidente INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) con la sindaca Daniela Toscano, Nicola Adragna (presidente della Fondazione Erice Arte) e Fabrizio e Lorenzo Zichichi.

Fra gli ospiti – in video collegamento da Parigi, dove vive – lo scrittore e intellettuale marocchino Tahar Ben Jelloun che, su iniziativa della Fondazione Majorana, espone dodici sue tele nella Torretta Pepoli.

Da marzo a dicembre 2023, in programma oltre 40 seminari scientifici che, come da tradizione, ormai da 60 anni porteranno a Erice docenti, ricercatori e dottorandi da tutto il mondo, facendo del borgo medievale della Vetta il laboratorio internazionale di cultura scientifica più “open” d’Italia e pure più accreditato: dal 1962 oltre 150 Nobel fra i relatori ospiti, 100 dei quali sono stati qui prima della candidatura e del premio a Stoccolma. Senza dimenticare la vocazione al dialogo e al confronto del Centro di Erice: terreno neutrale, spazio di dialettica super-partes storicamente frequentato da scienziati russi e americani negli anni della Guerra Fredda e che anche adesso si apre alle eccellenze di tutto il mondo, senza barriere politiche ed ideologiche. Prova ne sia che nel 2022, fra i circa 3300 partecipanti dei 41 seminari tutt’ora in corso e in programma fino al 10 dicembre, figurano una trentina di iscritti – fra docenti e studenti – provenienti da Russia e Ucraina.

Nel calendario 2023 spiccano le scuole più antiche della Fondazione Ettore Majorana, come quella di Fisica Subnucleare, diretta dal Premio Nobel Gerardus ‘t Hooft e da Antonio Zoccoli, e quella di Fisica Quantistica con 45 edizioni alle spalle e diretta da Arthur Chester e Diederik Wiersma; e poi quella di Etologia, intitolata al popolare scienziato Danilo Mainardi, a cui si affiancano le scuole di Matematica, di Medicina e Nanomedicina, Cristallografia, materie correlate alla Fisica (fenomeni di non equilibrio, strumentazione dei neuroni, danni dalle radiazioni). Ma anche di Archeologia, disciplina, quest’ultima strettamente legata alla storia millenaria del territorio, patria del popolo degli Elimi, gli ultimi troiani, e collegata alla Scuola Normale di Pisa che la dirige tutt’ora. La Scuola di Archeologia di Erice è stata fondata da Giuseppe Nenci, normalista e storico dell’arte antica, e dall’archeologo Vincenzo Tusa.

Collegato in video da Ginevra, il professore Antonino Zichichi ha spiegato: “Sono 136 le scuole della Fondazione attive a Erice da marzo a dicembre 2023 aperte a studenti e docenti internazionali. E già quest’anno abbiamo ospitato il primo Simposio sull’Idrogeno alla presenza di 60 scienziati, esponenti del mondo industriale e politico, e il Seminario sulle Emergenze Planetarie, svoltosi in agosto in modalità virtuale. Una gran mole di lavoro che ho affidato ai miei figli Fabrizio e Lorenzo mentre, per la parte scientifica, ho deciso di essere coadiuvato da un mio illustre collega, Antonio Zoccoli. L’ho voluto al mio fianco e nominato co-direttore della Scuola di Fisica Subnucleare, la prima e più determinante fra le attività della Fondazione Ettore Majorana”.

Da parte sua, Zoccoli (INFN) ha commentato: “La Fondazione Majorana e Centro di Cultura Scientifica è rinomata in tutto il mondo per le proprie attività nel campo della scienze e della pace. E’ per me un grande piacere e onore parteciparvi direttamente affiancando il professore Zichichi nella direzione della sua Scuola internazionale più prestigiosa e tradizionale, quella di fisica subnucleare”.

Riconosciuta dalle massime istituzioni pubbliche, da Atenei e Istituti di ricerca internazionali – MIUR (Ministero Istruzione, Università e Ricerca), Ministero degli Esteri, Ministero della Salute, WFS (World Federation of Scientists), NATO, CNR, INFN, Commissione della Comunità Europea (CEC), WWF etc. – la Fondazione Majorana e Centro di Cultura Scientifica è un ente autofinanziato dove la partecipazione dei docenti, totalmente gratuita, avviene in regime di volontariato scientifico. Di recente, per consentire agli studenti delle Università siciliane di partecipare ai seminari (le cui lezioni sono a porte chiuse) la Fondazione organizza alla fine di ogni corso una lezione “open” in cui i docenti illustrano i risultati del corso e condividono studi e osservazioni con una platea più ampia degli addetti ai lavori. Info su: http://www.ccsem.infn.it/

S’intitola “Erice un posto unico al mondo”, la mostra delle dodici opere di Tahar Ben Jelloun visitabile nella Torretta Pepoli da ieri, 20 settembre, fino al 4 novembre 2023. Si tratta di tele realizzate dallo scrittore e poeta marocchino tra il 2010 e il 2011 e che rappresentano l’approdo di un intellettuale raffinato, testimone con la sua scrittura dei tormenti e delle istanze della società contemporanea, a alla pittura. Un linguaggio a lungo inesplorato che, nel 2014, insieme ad altri artisti lo ha portato fino a Lipari, con una installazione permanente nell’ala dedicata all’arte contemporanea del Parco Archeologico delle Eolie.

Spiega Jelloun: “Fu Lorenzo Zichichi a convincermi che potevo dipingere, unendo la pittura al mestiere di scrittore. Per lavorare al meglio, nell’estate del 2010, arrivai in Sicilia dove, prima ad Agrigento e poi ad Erice, ho realizzato le mie prime grandi tele. La pace e la tranquillità, i colori, l’atmosfera regale nella quale vivevo e la luce che cangiava tra sole e nuvole in piena estate, mi hanno molto ispirato. Oggi alterno la mia attività di scrittore – spesso indirizzata ai mali del mondo, alle angosce del nostro tempo, alle disavventure sentimentali e psicologiche che viviamo – a quella di pittore, che per me è gioia e allegria. Sono davvero grato ad Erice che mi ha fatto intraprendere questa seconda carriera, e quanto mai felice che alcune delle mie opere, realizzate proprio in Italia, siano oggi esposte nella Torretta della Pace, parola, quest’ultima, indispensabile al benessere dell’uomo”.

A introdurre l’esposizione di Tahar Ben Jelloun è un volo di colombe che, dal Castello di Venere, punteggia il sentiero che conduce alla Torretta Pepoli. Un’installazione curata da Studio PLS – collettivo di artisti e artigiani di Erice – per ricordare ai visitatori la vocazione e l’appellativo di “Erice, città della Scienza e della Pace”.

INFO: biglietto con Erice Card. Visite tutti i giorni da luglio a settembre (h.10-19) e ottobre (h. 10-18); da novembre a marzo aperture nei giorni di sabato, domenica e festivi (h. 10.30 – 18); da aprile a giugno aperture tutti i giorni (10-18). Ulteriori informazioni su www.fondazioneericearte.or

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