Coronavirus e carceri, Romano (FSA-CNNP): “Prioritario vaccinare poliziotti penitenziari”

Inviata nota a Musumeci, Razza e vertici Asp di Trapani

I contagi del coronavirus nelle carceri aumentano e riguardano poliziotti penitenziari e detenuti. Anche nel Trapanese la problematica si fa più pressante ed è di ieri la notizia di agenti e detenuti trovati positivi nella Casa di reclusione di Favignana.

Oggi il coordinatore nazionale Funzionari della FSA–CNPP, Giuseppe Romano (che è anche il comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Trapani), ha inviato una nota al presidente della Regione Musumeci, all’assessore Razza e ai vertici dell’Asp di Trapani per chiedere che la vaccinazione contro il coronavirus nell’ambito penitenziario sia considerata una priorità.

“A quasi un anno dalle terribili rivolte che hanno devastato le carceri italiane [ndr. anche il carcere di Trapani, nel marzo scorso, è stato teatro di una violenta protesta] e che hanno causato ingenti danni materiali, morti e feriti – scrive Romano – la Polizia Penitenziaria ha svolto un lavoro silenzioso, sempre in prima linea durante l’emergenza covid (che ancora non è cessata) volto ad assicurare i diritti dei reclusi e a contrastare le enormi tensioni giornaliere causate dalle inevitabili restrizioni dei colloqui tra detenuti e familiari” con un “accresciuto carico di lavoro che ha reso necessario rimodulare l’organizzazione delle attività”.

“Il personale di Polizia Penitenziaria – prosegue l’esponente sindacale – ne sta pagando le conseguenze a livello di stress, causato dalle enormi difficoltà lavorative in un contesto di carenza di personale generalizzata” e “con un alto numero di poliziotti deceduti che fa degli operatori penitenziari, tra le forze dell’ordine, la prima categoria a rischio contagio. La Polizia Penitenziaria potrebbe, assolutamente, essere classificata per rischio appena subito dopo i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari delle RSA ecc. ai quali va, comunque, tutta la nostra solidarietà”.

Secondo Romano “ciò che è incomprensibile è il fatto che non viene data la giusta luce al lavoro svolto da un anno a questa parte dalla Polizia Penitenziaria e, quindi, il vaccino per la Polizia Penitenziaria non sembra essere una priorità per questo Governo”.

“Il tema dei vaccini da somministrare in ambiente penitenziario è un argomento rilevante. Su questa delicata materia – si legge nella nota inviata a Musumeci e Razza – vorremmo che qualcuno si pronunciasse chiaramente una volta e per tutte, sul fatto se si ritenga vera o meno la circostanza che il virus si propaghi più facilmente in carcere e che ci si adegui poi a questa valutazione. L’unica ragione per decidere di negare la priorità del vaccino a chi sta in carcere (e ci riferiamo alla Polizia Penitenziaria ma anche a tutti gli operatori che in ragione del lavoro svolto prestano la propria opera all’interno delle carceri) potrebbe fondarsi solo su una valutazione certa del Governo che ritenga non sussistente un maggiore pericolo di contagio e che l’infezione sia gestibile in ambiente penitenziario allo stesso modo di come si affronta all’esterno. Purtroppo non è così, poiché nel malaugurato caso di una infezione dilagante, il panico prenderebbe il sopravvento con probabili seri rischi per la sicurezza degli Istituti di pena”.

“Una delle grandi omissioni del dibattito sulle carceri – afferma il coordinatore nazionale Funzionari della FSA–CNPP – riguarda proprio il sacrificio quotidiano della Polizia Penitenziaria ma anche quello di tutti gli operatori penitenziari la cui funzione strategica è indispensabile rispetto al buon funzionamento delle carceri”.

“Dare priorità al vaccino per chi vive e opera nelle carceri – conclude il dirigente aggiunto Giuseppe Romano – contribuirebbe a dare serenità agli operatori ma anche a smorzare le tensioni tra la popolazione detenuta che, vivendo a contatto con operatori penitenziari vaccinati, si sentirebbe più tranquilla rispetto ad un eventuale possibile contagio portato dall’esterno”. Per questo il sindacato chiede al governo regionale di inserire tra le categorie a rischio con priorità di vaccinazione gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria di tutti i penitenziari della Sicilia.

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