CISL: “Puntare su piano vaccinale anche per lavoratori servizi essenziali, su politiche attive del lavoro, su investimenti e cantieri”

“La rinascita dei nostri territori di Palermo e Trapani – dice La Piana - passa oltre che dagli investimenti anche dalla occupazione che va agevolata pensando anche a forme alternative di flessibilità di uscita dal lavoro che sostituiscano la quota 100 attiva per quest’ultimo anno"

Un piano vaccinale nazionale che tenga conto delle categorie dei lavoratori essenziali, prendendo spunto dai codici Ateco elaborati durante il lockdown dello scorso anno; la rimodulazione dei protocolli su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, stipulati all’inizio dell’emergenza e che tenga conto delle conseguenze della pandemia e quindi il tema psicologico del ritorno in azienda post covid; ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro come alternativa allo sblocco dei licenziamenti, quando e se scatterà, e misure alternative alla quota 100 che è in scadenza nel 2021 per dare una scossa al mercato del lavoro e assicurare flessibilità in uscita.

Sono solo alcuni dei punti attraverso i quali, secondo la Cisl Palermo Trapani, passa la rinascita dei territori: “di un’economia che era già precaria e che sta patendo i colpi di una pandemia che rende ancora impossibile tornare alle nostre vite”, ha affermato Leonardo La Piana il segretario generale, durante i lavori del comitato esecutivo. Sul piano vaccinale “l’unica cabina di regia deve essere nazionale, e siamo dell’idea che considerare fra le priorità i lavoratori dei servizi essenziali che dai primi giorni di pandemia hanno portato avanti il Paese, sia fondamentale. Bisogna accelerare anche sui vaccini per le persone fragili, per gli anziani, perché il piano vaccinale resta l’unica strada per riattivare i diversi settori dell’economia in stasi. Ma bisogna allo stesso tempo potenziare la sanità, bisogna dare risposte a tante esigenze e richieste di servizi al di là della gestione, peraltro da rivedere, dell’emergenza covid anche alla luce delle indagini di ieri”.

La Piana ha poi aggiunto altri due punti necessari per lo sviluppo: Investimenti e Flessibilità in uscita dal lavoro per riattivare l’occupazione. “Continuiamo a ribadire l’assoluta esigenza che si facciano investimenti nei nostri territori e si aprano i cantieri per le opere attese, e, punto fondamentale, la semplificazione dei passaggi burocratici non deve prevedere l’eliminazione di ogni forma di controllo sugli appalti. Sia chiaro è piuttosto fondamentale che si trovi una via intermedia che consenta di accelerare le procedure e impedisca allo stesso tempo di far trovare terreno fertile alle infiltrazioni dell’organizzazione mafiosa nella nostra economia”.

“La rinascita dei nostri territori di Palermo e Trapani – ha aggiunto La Piana – passa oltre che dagli investimenti anche dalla occupazione che va agevolata pensando anche a forme alternative di flessibilità di uscita dal lavoro che sostituiscano la quota 100 attiva per quest’ultimo anno. Cosi si può imprimere quella spinta necessaria al mercato del lavoro, e a tutte quelle nuove professioni che richiedono competenze specifiche”. Infine per la Cisl Palermo Trapani è fondamentale puntare su “misure più concrete per le categorie produttive in forte crisi, su nuovi ammortizzatori sociali che devono attivarsi intervenendo, quando giungerà lo sblocco dei licenziamenti e quindi su politiche attive del lavoro”.

A concludere i lavori il segretario generale Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio: “per cambiare e imprimere un cambio di passo ormai non più rinviabile – ha affermato Cappuccio -, c’è bisogno di un nuovo modello di società che sia più solidale, di sviluppo che metta al centro il rispetto ambientale, il progresso economico all’insegna della innovazione, della digitalizzazione, della ricerca tecnologica, dell’ammodernamento della Pubblica Amministrazione, della realizzazione delle infrastrutture, di investimenti e della formazione, di politiche di inclusione sociale e ancora più centrale di una Sanità che funzioni. Serve lavorare allo stesso tempo sull’Emergenza e la Ripartenza. E’ un momento molto delicato, e negli ultimi anni la politica non è stata capace di delineare un percorso di crescita valido e ancor meno oggi. Lo scenario è quello paragonabile a una guerra, tante famiglie hanno perso i propri cari, la devastazione dell’economia non ha precedenti. E’ dunque il momento di collaborare tutti insieme e agire subito con un vero piano per la ripartenza”.

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