Pallacanestro Trapani, coach Parente: “Non meritiamo di giocare nello stesso campionato in cui gioca Cantù”

Un commento duro da parte di coach Parente nel post partita. Un match che è durato 3 minuti, per poi essere surclassati da Cantù che ha giocato da capolista e non ha fatto sconti ad un Trapani presuntuoso e distratto

Si è giocata ieri, fuori casa, la partita tra Acqua San Bernardo Cantù e la 2B Control Trapani. Una partita – potremmo dire – non giocata, dove il Cantù si è imposto e non ha fatto sconti ai granata che, perdendo anche Childs – il giocatore ha dovuto lasciare il campo per un infortunio al ginocchio – ha perso la partita per un 103 a 67.

“La nostra paura più grande era che uscisse una partita del genere, perché oltre delle motivazioni che poteva avere Cantù – commenta coach Parente – ero preoccupato di come avessimo approcciato questa partita. La partita è durata 3 minuti, poi quello che ha mostrato il match è che non abbiamo il diritto di giocare lo stesso campionato che gioca Cantù; perché come ci hanno messo le mani addosso siamo spariti”.

“Abbiamo giocato in maniera molto presuntuosa puntando sul talento, che non abbiamo rispetto a loro, dovevamo giocare tutt’altro tipo di partita. Siamo stati distratti in tutti i lati del campo, perché non si possono prendere 6 canestri in contropiede da tiro libero, non si può non seguire il piano partita, non si può parlare con l’arbitro sotto di 40 punti. Cantù ha giocato una partita da capolista, noi avremmo perso contro qualsiasi squadra di questo campionato e forse anche di quello sotto – conclude il coach granata -. Bisogna farsi un bagno di umiltà e ripresentarsi perché il campionato è lungo e insidioso”.

In merito a Childs, che durante il match si è infortunato, il coach commenta che “al momento cammina sulle sue gambe, al rientro a Trapani farà gli accertamenti sperando che non sia nulla di preoccupante o grave, noi lo aspettiamo”.

 

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