Migranti, la prefetta di Trapani: “Accoglienza e rispetto della dignità umana non è solo dovere istituzionale”

Dai campi per i lavoratori stagionali alla gestione del CPR di Milo alle strutture per la quarantena: tutti gli impegni della Prefettura

Una chiacchierata a tutto tondo, quella di oggi con la prefetta di Filippina Cocuzza su diversi aspetti legati alla presenza sul territorio e alla gestione dell’arrivo di migranti nella provincia di Trapani.

Oltre, infatti, al coordinamento – insieme alla Questura – della prima accoglienza in occasione degli sbarchi al porto di Trapani, la Prefettura è impegnata anche su altri fronti del fenomeno: basti pensare al lavoro che sta facendo, insieme con altri attori istituzionali, per mettere fine alla “indecenza” – così l’ha definita la prefetta – dei campi abusivi in cui i lavoratori stagionali che arrivano a Campobello di Mazara e a Castelvetrano per la raccolta delle olive si trovano da anni a dover vivere.

“Fin dal mio insediamento – prosegue Cocuzza – ho voluto rendermi conto di persona della situazione visitando l’area dell’ex cementificio di Castelvetrano e ho capito che una situazione del genere non poteva più essere tollerata. Ho quindi chiesto alla locale amministrazione comunale, così come a quella di Campobello di Mazara, di produrre due progetti di Campi attrezzati per i lavoratori stagionali che sono stati sottoposti al Ministero dell’Interno per essere finanziati”.

“Ci siamo resi conto – prosegue – che, data la complessità dell’iter, non si sarebbe fatto in tempo a realizzarli per l’attuale campagna di raccolta e, quindi, avevamo già individuato la soluzione alternativa grazie alla disponibilità dell’Unhcr che ha donato 50 moduli abitativi. Purtroppo, nel frattempo, a Castelvetrano si è verificato l’incendio nel quale è morto un uomo”.

“Assicuro – prosegue la prefetta Cocuzza – che stiamo lavorando con il massimo impegno e abbiamo a cuore la dignità e la sicurezza di queste persone che sono una risorsa per gli imprenditori agricoli del nostro territorio. Non posso dire altrettanto, purtroppo, per qualche associazione che, almeno in un primo momento, ha remato contro le soluzioni di sistemazione – tra cui una palestra a Castelvetrano – proposte, a fronte di quanto accaduto, in alternativa all’accampamento estemporaneo realizzato dai migranti. Adesso le cose stanno migliorando e noi non perdiamo certo di vista l’obiettivo che resta quello di avere due Campi attrezzati per la stagione 2022”.

Altro fronte caldo è quello, e lo abbiamo registrato anche in occasione dell’ultimo , in porto della Sea-Eye 4 con 847 migranti, dell’utilizzo del Centro per i Rimpatri di Contrada Milo, i cui lavori di ristrutturazione sono terminati da qualche mese, al momento utilizzato solo in piccola parte rispetto alla capienza. Nell’ultima occasione, i migranti sono stati ospitati – per il tempo necessario alle procedure di identificazione – nei locali del Centro che sono di pertinenza dell’ufficio Immigrazione della Questura e non nel padiglione attualmente attivo come CPR.

La prefetta rimanda al mittente polemiche di un sindacato di Polizia  “spiace che le critiche arrivino da chi è dentro il sistema e dovrebbe conoscere le dinamiche” – che ha sollevato la questione, con una nota inviata al Ministero dell’Interno, sottolineando come 140 minori non accompagnati e altri soggetti che dovevano essere identificati prima di essere trasferiti altrove siano stati ospitati in locali “non idonei”.

“Siamo consapevoli che quello non fosse un hotel, ma avevamo la necessità di garantire, comunque, a queste persone sbarcate dalla nave una sistemazione dignitosa nell’attesa che l’iter di identificazione fosse completato e potessero essere trasferite nell’Agrigentino – sottolinea la prefetta di Trapani – tant’è che quando da Roma è stata prospettata l’eventualità che, in vista di un trasferimento fuori regione, dovessero permanere per altro tempo in quella situazione, ci siamo opposti”.

Sulla possibilità di utilizzare appieno l’intera struttura la prefetta riferisce che è in corso di pubblicazione il bando, da parte della Prefettura di Trapani, per individuare l’ente gestore e rendere così fruibile tutti i padiglioni che, comunque, restano destinati a CPR e non ad Hotspot, come fu negli anni passati, quando al porto di Trapani arrivavano migliaia di migranti e fu messa in piedi la “macchina” della prima accoglienza, modello anche per realtà simili in ambito nazionale e non solo.

Quanto alla necessità di sottoporre i migranti alla quarantena prevista dall’attuale normativa anti covid, come è noto – al momento – vengono utilizzati una nave, che staziona al largo della costa di Trapani, e due centri nel Salemitano, il “Siciliabedda” e il “Mokarta”.

L’ampia struttura “Villa Sant’Andrea” di Valderice, gestita dalla cooperativa sociale “Badia Grande” di Trapani, infatti, non viene più utilizzata allo scopo ed è attualmente, vuota. La cooperativa ha partecipato all’avviso per la manifestazione di interesse per la procedura negoziata pubblicato Prefettura e volto ad individuare strutture disponibili.

Badia Grande precisa di avere “ricevuto il sopralluogo da parte di Asp e Vigili del fuoco e di essere ancora in attesa del relativo esito”. Dalla Prefettura chiariscono che, in quella fase preliminare dell’iter,  nessuna comunicazione è dovuta ai partecipanti.

La struttura di Valderice – sottolineano dalla cooperativa sociale trapanese – “non è stata chiusa per volontà dell’ente gestore ma per la mancanza, da marzo 2020 a luglio 2021, della necessaria copertura convenzionale con la Prefettura di Trapani”.

“Nei limiti dei nostri compiti, posso affermare che la Prefettura di Trapani è sempre attenta – conclude la prefetta Filippina Cocuzza – all’aspetto umano di queste situazioni perché quello dell’accoglienza non è soltanto un dovere per i nostri uffici ma anche umano e sociale”.

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