Trapani, il Comune replica al commissariamento per “questioni di fuoco”

Siamo forse al cospetto di un altro evitabilissimo "cortocircuito" burocratico che sta scatenando uno "scarica barile" tra Comune di Trapani e Regione Siciliana?

In merito al nostro articolo di ieri: Il Comune di Trapani è stato commissariato per questioni di “fuoco”, questa mattina, la redazione di Trapanisì.it ha ricevuto dal Gabinetto del sindaco la seguente richiesta di replica: (alleghiamo il pdf della nota protocollata al 63959 del 11/08/2023 nel Protocollo Generale 2023)
CC_63959_diritto-di-replica

In allegato anche un altro pdf riportante il testo dell’articolo succitato dove però non era presente il documento che la Regione Siciliana aveva mandato ai 147 comuni siciliani per comunicarne il commissariamento. Documento che noi abbiamo pubblicato nell’articolo di cui fa parte integrante.
Questo il secondo pdf allegato alla richiesta di replica:
trapanisi.it-articolo

Per praticità e facilitare il lettore, riportiamo nell’articolo anche il corsivo virgolettato che è stato diramato, presumiamo, anche ad altre redazioni locali in una successiva nota spedita nella mailing list che il sindaco di Trapani utilizza per spedire i suoi comunicati stampa. Il corsivo virgolettato è un “copia e incolla” di quanto inviato dal Gabinetto del sindaco a Trapanisì.it nella richiesta di replica e recita:

Appreso del commissariamento del Comune da parte della Regione Sicilia con D.A. n. 357 del 9/8/2023, il sindaco Giacomo Tranchida ha dichiarato:
Quando succede qualcosa di grave la Regione all’indomani trova un modo per scaricare le proprie responsabilità sui comuni. È il caso degli ultimi disastrosi incendi che hanno bruciato la Sicilia. E allora la Regione all’indomani che fa? Invece di fare mea culpa e dire scusate anche questa volta non siamo stati in grado dfronteggiare/prevenire l’emergenza, commissaria i comuni sul catasto incendi. Un modo per dire, vedete, è colpa degli altri. Peccato che un pó di comuni, tra cui Trapani, ha approvato lo strumento da mesi…
Vedasi quanto pubblicato sul sito istituzionale del Comune al seguente link:
https://comune.trapani.it/informazioni/catasto-dei-soprassuoli-percorsi-dal-fuoco/
Sempre per praticità e facilitare il lettore facciamo “copia e incolla” di quanto pubblicato nel sito istituzionale del Comune di Trapani seguendo il suindicato link:

“Il comune di Trapani si dota del Catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, ai sensi della legge 353 del 2000, come recepita dalla legge regionale 14 aprile 2006 n. 14.
L’atto è stato approvato dalla giunta Tranchida in data 13 febbraio e successivamente con Delibera di Consiglio comunale n. 29 del 30/03/2023.
Il Sindaco e l’Assessore alle politiche agricole Giuseppe Pellegrino hanno voluto provvedere a emanare questo documento per difendere e conservare il patrimonio boschivo comunale quale bene insostituibile per la qualità della vita.
In base ai dati ricevuti dall’ Sistema Informativo Forestale S.I.F. dell’ARTA (relativi al quinquennio 2017/2021) il comune di Trapani risulta aver avuto aree percorse dal fuoco solo negli anni 2020 e 2021.
Detto atto sarà pubblicato all’albo pretorio e sul sito del Comune con tutti gli allegati, elenco delle particelle catastali percorsi dal fuoco, inquadramento catastale dei fogli di mappa che riguardano: Montagna Grande per il 2020 e Borgo Fazio per il 2021.
Il Catasto suddetto sarà aggiornato annualmente.
Nell’ambito degli obiettivi della legge vengono applicate, tra l’altro, azioni volte alla prevenzione degli incendi.
Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. E’ comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti, deve essere espressamente richiamato il vincolo, pena la nullità dell’atto. E’ inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché insediamenti civili.
Sono vietati su questi suoli per cinque anni le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale. Sono altresì vietate per dieci anni il pascolo e la caccia.”

A questo punto, siamo noi di Trapanisì.it a chiedere al Comune di Trapani di spiegare, sia alla nostra redazione che a tutti i cittadini, il motivo per cui, se la Regione Siciliana in tre momenti diversi, (il 26 gennaio il primo sollecito, il 28 febbraio il secondo, fino all’ultimo del 13 marzo 2023, come si evince dal documento che alleghiamo anche in questo articolo più in basso) l’atto definitivo “è stato approvato dalla giunta Tranchida in data 13 febbraio e successivamente con Delibera di Consiglio comunale n. 29 del 30/03/2023.” e quindi diciassette giorni dopo l’ultimo sollecito in cui la Regione comunicava ai comuni inadempienti che avrebbe provveduto ai commissariamenti?
DA n. 357 - Catasto Soprassuoli

Se adesso anche a Trapani arriverà un commissario ad acta i cui emolumenti ed indennità saranno a carico del Comune di Trapani e quindi dei contribuenti, qual è il motivo?
Forse, per qualche spiacevole contrattempo, qualcuno a Trapani si è dimenticato di riferire alla Regione che tutto era a posto?
O forse, per evitare questa impasse burocratica, al Comune di Trapani sarebbe bastato inviare in tempo utile alla Regione la Deliberazione di Giunta del 13 febbraio 2023 il cui documento vi alleghiamo?
E’ nostra opinione di essere al cospetto di un altro evitabilissimo “cortocircuito” burocratico che sta scatenando un altro “scarica barile” tra Comune di Trapani e Regione Siciliana. Attenti però, perchè spesso, il cortocircuito provoca scintille e da queste altri inutili e dannosi incendi. Possiamo solo sperare che dentro questi “barili” scaricati e scaricabili in futuro ci sia acqua estinguente, e non benzina infiammabile.
In merito, infine, alle “inesattezze riportate sul portale Trapanisì.it” come dichiarato dal sindaco Tranchida nella lettera che il suo gabinetto ha inviato stamattina alla redazione di Trapanisì.it, teniamo a precisare che, pur non essendo infallibili, nel nostro lavoro, cerchiamo sempre di attenerci ai fatti “documentati” lasciando ai lettori la libera interpretazione degli stessi. Abbiamo volutamente inserito in questo e nei nostri precedenti articoli tutti i documenti ufficiali e pubblici che hanno determinato quest’ultima querelle istituzionale. Chiunque in questo modo potrà confrontarne tempistica e contenuti e farsi un’idea di quanto accaduto. La nostra speranza intanto è solo una “fuoco non ne vogliamo più!”.

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