Restituire alla piccola pesca professionale di Favignana la possibilità di pescare il tonno rosso nelle acque delle Egadi, recuperando e riassegnando quote destinate alla marineria locale.
La richiesta è stata avanzata dal Comune di Favignana con una nota indirizzata al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, al commissario europeo per la Pesca e gli Oceani e ai deputati siciliani al Parlamento europeo e, per conoscenza, alla Regione Siciliana, al Dipartimento regionale della Pesca Mediterranea, alla Capitaneria di Porto di Trapani e alle organizzazioni professionali della pesca.
La nota porta la firma del sindaco Giuseppe Pagoto e punta a riportare al centro dell’attenzione istituzionale il rapporto storico tra la comunità favignanese e la pesca del tonno. Nel documento si sottolinea come il riconoscimento di una quota di pesca del tonno rosso alla piccola pesca costiera professionale delle isole possa rappresentare un’opportunità concreta di lavoro e reddito per i pescatori delle Egadi, nel rispetto della normativa nazionale ed europea e degli obblighi internazionali di tutela della specie.
L’intervento mira anche a salvaguardare una parte della storia e dell’identità di Favignana dove, per generazioni, il rapporto con il tonno e con il mare ha caratterizzato la vita economica e sociale della comunità. Pagoto ricorda che, negli ultimi anni, è venuta meno la possibilità di partecipare alla pesca del tonno rosso, prima attraverso il ridotto numero di tonnellate assegnate alla tonnara di Favignana e poi con l’esclusione determinata dagli ultimi provvedimenti.
Da qui l’obiettivo indicato dall’amministrazione: riconoscere ai pescatori professionali locali, ancora presenti e attivi, la possibilità di accedere alla risorsa tonno rosso attraverso il sistema delle quote destinate alla piccola pesca, permettendo loro di esercitare l’attività nelle acque del proprio territorio secondo le modalità previste. La marineria egadina, si legge nella nota, dispone di una flotta peschereccia composta da circa 40 imbarcazioni professionali, molte delle quali, negli anni, sono state costrette a diversificare la propria attività, rivolgendosi anche al settore turistico a causa delle crescenti difficoltà economiche della pesca tradizionale. L’amministrazione sostiene che la storia della pesca del tonno a Favignana non debba essere conservata solo come patrimonio culturale e memoria del passato, ma possa recuperare, nel rispetto delle moderne regole di tutela, anche una dimensione economica e produttiva.
Per raggiungere questo obiettivo il sindaco dell’arcipelago chiede formalmente l’apertura di un tavolo tecnico-istituzionale che coinvolga il Ministero, la Regione Siciliana, il Libero Consorzio Comunale di Trapani, il Comune di Favignana, le autorità marittime e le rappresentanze della pesca professionale. L’obiettivo è individuare una soluzione che garantisca alla marineria delle Egadi un accesso stabile e regolamentato alla risorsa, conciliando la tutela e la sostenibilità della pesca con la salvaguardia dell’occupazione e il riconoscimento delle specificità territoriali.
La richiesta è stata trasmessa anche alla deputazione siciliana al Parlamento europeo e al commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, ai quali viene chiesto di sostenere iniziative che tengano conto delle esigenze delle comunità insulari e delle piccole marinerie tradizionalmente legate alla pesca del tonno.



















