Faciemu scrusciu, perchè con le lacrime non si spengono gli incendi [AUDIO]

Per salvare i boschi in Sicilia occorre una azione preventiva e sinergica tra Regione Siciliana, Forestali ed Associazioni.

E’ vero, la situazione è tragica, non ci restano che gli occhi per piangere ma, con le lacrime non si spengono gli incendi, ci vuole ben altro! Per salvare i boschi in Sicilia occorre una azione preventiva e sinergica tra Regione Siciliana, Forestali ed Associazioni.
Dell’argomento ne avevamo parlato già qualche mese fa in questi nostri articoli:
Questione incendi: il Coordinamento “Salviamo i boschi Sicilia” chiede intervento Commissione antimafia del 26 settembre 2020 ed in
“Salviamo i boschi”, Maria Angela Galante “Da Musumeci ora vogliamo risposte!” [AUDIO] del 12 marzo 2021.
Questo pomeriggio, nell’immediata vigilia del flash mob “FACIEMU SCRUSCIU” che dalle 18.00 in poi si svilupperà in molti luoghi “simbolo” dell’intera Sicilia, dalla riserva naturale di Vendicari, alla baia Santa Margherita di Makari, fino a Palazzo d’Orleans a Palermo, siamo tornati a parlare di come la prevenzione degli incendi sia diventata ormai una emergenza nella nostra isola, con la portavoce del Coordinamento Regionale “Salviamo i boschi” Mariangela Galante. Per ascoltare schiaccia PLAY:

In merito al flash mob di oggi:  

E’ in corso una mobilitazione regionale dal nome “No Fire Flash Mob – Faciemu Scrusciu For Future”, per chiedere maggiore impegno alle Istituzioni rispetto alla problematica degli incendi in Sicilia, che vedrà protagoniste moltissime associazioni di tutta l’Isola, tra le quali il Coordinamento Salviamo i Boschi.
San Vito Lo Capo, su impulso di “AOTS” e “Comitato No Marine Resort” che già dal 2020 aderiscono al Coordinamento Salviamo i Boschi, “farà scruscio”, e lo farà attraverso le sue associazioni (in ordine alfabetico): Associazione degli Operatori Turistici Sanvitesi, Acqueruci; Arca di San Vito Onlus; Associazione Ristoratori Sanvitesi; Azione Cattolica San Vito Lo Capo; Comitato No Marine Resort; Eterotopia; Federalberghi San Vito Lo Capo; Istituto Terra; Kalos; Legambiente circolo Pizzo Cofano;  Noi di… Purgatorio; Pro Loco San Vito Lo Capo; San Vito Lo Capo Sviluppo; Se lo Abbandoni il Rifiuto Sei Tu.
Una grande ed eccezionale partecipazione dal basso, simbolo di unità e coesione della comunità sanvitese di fronte ad un dramma che la colpisce gravemente.
LA SICILIA E’ STANCA DI VEDERE IL PROPRIO FUTURO ANDARE IN FUMO E CHIEDE IL MASSIMO IMPEGNO ALLE ISTITUZIONI REGIONALI E LOCALI.
I partecipanti si incontreranno alle ore 18:00 di venerdì 7 maggio presso Baia Santa Margherita dove, in silenzio, guarderanno le ferite oggi inverdite lasciate da fuoco mentre una voce narrante lancerà il messaggio di rabbia di Madre Natura.
Per la partecipazione al flash mob è assolutamente obbligatorio l’uso della mascherina ed il rispetto del distanziamento sociale imposto dalla normativa anti-Covid.
Questo il link all’evento regionale: FACIEMU SCRUSCIU

Questo invece il resoconto dell’incontro di mercoledì scorso in commissione Territorio e Ambiente :
Comunicato Stampa
Un incontro con l’amaro in bocca: Il 2021 peggio del 2020?
Coordinamento Regionale Salviamo i Boschi – Sicilia, 6 maggio 2021 

Ieri, mercoledì 5 maggio il Coordinamento “Salviamo i Boschi” è stato ricevuto in Commissione Territorio e Ambiente dell’ARS, alla quale aveva fatto richiesta di audizione per aprire un dialogo costruttivo sulla questione incendi in Sicilia.
Nonostante una mobilitazione che va avanti ormai da anni da parte del Coordinamento, nonostante la raccolta di ben 43.000 firme di cittadini indignati, nonostante un flash mob di proporzioni gigantesche con oltre 100 associazioni da tutta l’isola programmato per domani 7 maggio, nonostante la richiesta dello scorso dicembre di incontro con il Presidente di Regione, alla quale è seguito soltanto un silenzio assordante, nonostante tutto ciò, la politica regionale dimostra ancora una sostanziale sottovalutazione del fenomeno degli incendi e cosa ancor più grave si mostra sorda di fronte alle richieste della società che pur dovrebbe rappresentare.
Il Coordinamento ha iniziato un dialogo che si spera possa essere costruttivo con la Commissione Territorio e Ambiente, riportando in quella sede le stesse richieste, racchiuse in 20 punti, già inviate al Presidente di Regione Musumeci. Quella che doveva essere l’audizione di un Coordinamento regionale che conta ormai ben 54 associazioni della società civile, si è però subito trasformata nell’audizione del Dirigente generale del Corpo forestale e dello stesso Assessore Cordaro, come d’altronde riporta anche la stessa dicitura dell’ordine del giorno della Commissione, pubblicato nel sito web dell’ARS. La Presidente di Commissione, l’on. Savarino ha quindi dato subito parola al Dirigente della Forestale, impedendo di fatto alla portavoce del Coordinamento, Mariangela Galante, di fare il suo intervento, per enorme slittamento dei tempi previsti, in ragione di impegni lavorativi della stessa che erano d’altronde già stati preannunciati. Oltre a ciò, ha abbandonando la Commissione immediatamente dopo l’audizione del dirigente, senza ascoltare le posizioni dei nostri rappresentanti. Un comportamento che mostra poca considerazione delle istanze della società civile e che, a nostro parere, svilisce il ruolo stesso della Presidenza della Commissione.
L’intervento iniziale del Dirigente Generale del CFRS, dott. Giovanni Salerno, lontano dal sortire l’effetto – forse sperato – di rassicurazione di fronte all’inefficienza degli interventi messi in atto finora, ha invece messo subito in evidenza i problemi atavici in cui si trova il Corpo Forestale e il territorio siciliano: mancanza di uomini in campo, personale in età avanzata e mancanza di nuove assunzioni, mancanza di mezzi e strumenti adeguati, moderni ed efficienti, dovuto al blocco dei fondi e alla lentezza della macchina burocratico-amministrativa. Le proposte e le azioni messe in campo per la stagione 2021 dal Corpo Forestale risentono della mancanza – a monte – di una vera volontà politica che miri a costruire una politica di tutela del territorio integrata e moderna, che cambi l’approccio evidentemente fallimentare attuato finora.
Per stessa ammissione del Dirigente forestale, anche quest’anno – come d’altronde ogni anno – la stagione di pulizia dei viali parafuoco partirà in ritardo, a causa dei tempi di approvazione del bilancio regionale, contravvenendo alla legge che prevede il termine della pulizia entro il 15 giugno.
Il dott. Salerno prosegue ammettendo che, a fronte della richiesta di assunzione di almeno 200 posti di Guardia Forestale, ne saranno messi a concorso appena 46, e che le strategie di quest’anno sono riconducibili a delle semplici convenzioni con associazioni agricole e associazioni di volontari, per svolgere la funzione di “Sentinelle del territorio”. Su questo punto, il timore del Coordinamento è che il coinvolgimento di volontari e relative associazioni, sia un modo per continuare a non intervenire in maniera sostanziale ed organica attraverso gli organi preposti che pur ci sono. L’unica vera novità messa in campo dalla Forestale riguarda l’uso di droni, ma puntare sui droni e sulla formazione di “50/60 persone” – i cui corsi di formazione però devono ancora iniziare – non ci sembra per nulla un’idea efficiente, ma soltanto fintamente “moderna”. Troppo poco dopo un’estate tragica come quella del 2020 e la distruzione di 35.000 ettari di superficie di bosco e di interfaccia! Non si parla di interventi strategici, il contingente a disposizione della Forestale rimane invariato e anche i fondi per l’ammodernamento sono gli stessi due milioni di euro di fondi europei di cui si parla da tempo, che dovrebbero coprire tutte le spese, ma sui quali manca ancora una progettazione unitaria.
Insomma, nessun cambio di passo, nessuna misura di contrasto efficace, nessuna volontà politica di reale ascolto delle istanze della società civile e di dialogo sulle proposte effettive di cui il Coordinamento si fa portatore.
Lo stesso tono dell’intervento era di rassegnazione e di consapevole ammissione di inadeguatezza. Quindi, ahinoi, aspettiamoci un’altra stagione di incendi perché non c’è nessun segnale di cambiamento. Pur mostrando timidi segnali di apertura, la politica regionale, in sostanza, mostra indifferenza o scarsa consapevolezza del fenomeno e non è capace di andare oltre le parole. Non si è dimostrata capace di reale negoziazione per una soluzione adeguata e una programmazione di lungo periodo che consenta di superare le carenze strutturali e andare oltre l’ottica dell’emergenza.
I rappresentanti del Coordinamento (Rubino, Gruppuso, Pellegrino, Cuda) hanno ribadito la necessità di una riforma profonda della politica forestale orientata a: polifunzionalità dei boschi, congrua assunzione di giovani dirigenti con competenze specifiche, ammodernamento di mezzi e strutture, efficienza delle procedure, assunzioni qualificate, rafforzamento dei presidi di controllo e investigazione, programmazione pluriennale delle attività e dei relativi costi che consenta di superare l’abituale ritardo nell’approvazione del bilancio, uso mirato di nuove tecnologie, applicazione delle norme su redazione e aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco e relative ordinanze di vincoli e di divieto al pascolo, gestione pubblica dei Canadair e degli elicotteri per lo spegnimento degli incendi.
Siamo consapevoli della difficoltà del momento, ma rimaniamo convinti della necessità di un intervento immediato ed organico per contrastare questo fenomeno così devastante per l’ambiente e anche per l’economia dell’Isola. Continueremo la nostra campagna di mobilitazione a partire dal Flash Mob “Faciemu Scruscio” di domani, davanti il palazzo della Presidenza della Regione. 

Coordinamento Salviamo Boschi Sicilia 

06-05-2021