Questione incendi: il Coordinamento “Salviamo i boschi Sicilia” chiede intervento Commissione antimafia

Il Coordinamento “Salviamo i Boschi Sicilia”, che negli ultimi giorni ha ampliato la sua rete fino a comprendere circa 30 associazioni e comitati civici diffusi su tutto il territorio regionale, ha inviato – lo scorso 20 settembre – al presidente della Commissione Regionale Antimafia Claudio Fava, una richiesta urgente per ottenere che la Commissione si occupi della questione incendi in Sicilia, verificando le implicazioni criminali e le eventuali responsabilità o negligenze della Pubblica Amministrazione.

Al gruppo iniziale, che comprendeva sigle storiche dell’ambientalismo come Italia Nostra e WWF, si sono aggiunti FAI, Libera, BCsicilia, molte giovani associazioni come Thàlia APS, Trapani per il futuro, Vivere Slow (solo per citarne alcune) e comitati
civici come Salviamo i boschi Sicilia Orientale, il Comitato Antudo Lentini e il neo costituito Istituto Terra che raccoglie la protesta spontanea di tanti cittadini e operatori turistici
dell’area di San Vito e Castellammare del Golfo.

Alla richiesta il Coordinamento ha allegato la denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Trapani, già nel dicembre 2017, e un dossier circostanziato sulla stagione degli incendi di quell’anno.

“Il presidente Fava – dicono dal Coordinamento – ci ha rassicurato che, in seguito alla nostra richiesta e a consimili segnalazioni, verrà avviata un’indagine specifica. Siamo soddisfatti dell’interessamento mostrato dal presidente della Commissione Antimafia e riteniamo questo un primo passo importante verso l’accertamento della verità, come da noi richiesto ormai da anni e ripetuto nella petizione lanciata su Change. Org che, grazie alla collaborazione tra promotori di altri appelli simili, ha già raggiunto quasi 45.000 firme. È la conferma che i cittadini sono stanchi di promesse e che la richiesta di affrontare l’emergenza incendi in Sicilia come una priorità assoluta è condivisa da una fetta consistente di opinione pubblica”.

I componenti sono tutti uniti dalla convinzione che non c’è più tempo da perdere: “L’emergenza incendi deve diventare una priorità nell’agenda della politica regionale, così come l’intera questione ambientale. Ci sono tante azioni concrete da mettere in pratica, a partire dagli interventi di prevenzione che devono essere eseguiti entro il 15 giugno e non a fine stagione o dall’uso di mezzi di controllo più moderni ed efficaci (tanto per fare qualche esempio), fino ad arrivare a una riforma della Forestale e a una nuova legge quadro per la salvaguardia delle riserve naturali e del patrimonio boschivo. Ma – concludono dal Comitato – bisogna farlo subito, prima che il dissesto del territorio provocato dai roghi diventi irreparabile”.