Europeade, botta e risposta tra Garuccio, Lo Curto e Tranchida

Interviene anche Fabio Bongiovanni: le due anime dell'UDC sono decisamente in disaccordo tra loro

Polemiche a non finire. Dopo l’annuncio della rinuncia di Trapani ad ospitare la rassegna “Europeade” nel 2023, si è aperto il vaso di pandora.

Il primo ad esprimere grande rammarico è stato il sindaco di Valderice Francesco Stabile. Poi si acceso un dibattito duro. Uno scontro diretto. Due prese di posizioni contrapposte dentro l’UDC.

La prima, critica, è della consigliera comunale Anna Garuccio che, dopo essere transitata in VIA, è tornata molto vicina alla deputata Eleonora Lo Curto, capogruppo all’ARS per l’Unione di Centro.

“La verità – dice Anna Garuccio – non si può nascondere a lungo. Trapani è stata utilizzata per riempire un vuoto. Un luogo di attesa su cui traghettare verso un lido più conveniente. Un sindaco pronto a chiedere l’aiuto economico degli altri Comuni e ad indietreggiare senza interpellarli. Anni di lavoro – aggiunge Anna Garuccio – pagati dai contribuenti, soldi pubblici spesi per la costruzione del dossier, per la creazione di video, viaggi, partecipazione in risorse umane ed economica tanto di Trapani che degli altri Comuni, vengono buttati via nello stile del sindaco Tranchida: da solo senza alcun confronto con i sindaci collaboratori. Dice bene il sindaco di Valderice Francesco Stabile. Quanti soldi è costata ai cittadini trapanesi l’organizzazione dell’Europeade? Nessun’altra motivazione poteva essere più deludente: nel 2023 Tranchida non ci sarà, non vuole lasciare l’evento ad altri, quindi lo disdice”.

“E nel frattempo – continua la consigliera Anna Garuccio – tra le righe il sindaco Tranchida ha comunicato la candidatura alle regionali. Significa che Trapani verrebbe nuovamente commissariata per l’egoismo di un politico che per tre anni è stato chiuso dentro il suo palazzo ignaro di ciò che accadesse nella Trapani abbandonata. Mi duole affermare che tutto ciò chiarisca le improvvise uscite del #sindacofuoridalcomune. Non un improvviso atto di amore verso la città – prosegue Garuccio – bensì l’ennesimo atto di amore verso se stesso. La risposta è giunta ed è l’imminente campagna elettorale che ha meritato gli ultimi atti di protagonismo. Ancora una volta il sindaco Tranchida ha anteposto il suo interesse personale all’interesse della collettività trapanese. Ancora una volta ha dimostrato di non essere in grado di prendersi cura della città di Trapani. Ai trapanesi auguro di saper scegliere e di ricordarsi del politico Tranchida e della sua squadra assessoriale, che in questi anni hanno fatto vergognare molti di noi”.

Anche la deputata regionale e capogruppo Udc all’Ars, Eleonora Lo Curto, interviene sulla rinuncia di Trapani all’organizzazione dell’Europeade 2023. “L’assessorato regionale al Turismo – afferma Eleonora Lo Curto – avrebbe finanziato con un cospicuo contributo l’Europeade. In assessorato si erano già svolti diversi tavoli tecnici per far riuscire al meglio l’evento di caratura europea che avrebbe avuto ricadute importanti sul territorio trapanese. Questa marcia indietro del sindaco Tranchida la dice lunga su quanto egli abbia a cuore gli interessi veri della città di Trapani, privilegiando come ha sempre fatto quelli personali ed elettorali”.

Totalmente opposta è l’opinione di Fabio Bongiovanni, assessore del Comune di Trapani e soprattutto Commissario Provinciale dell’UDC di Trapani.

“Sulla rinuncia alle Europeade su cui si è sviluppata una polemica anche interna all’UDC è doveroso precisare che le posizioni sia dell’onorevole Lo Curto sia della consigliera Garuccio di Trapani esprimono un punto di vista personale che per quanto legittimo non rispecchia certamente il pensiero di tutto l’UDC” afferma Fabio Bongiovanni.

Nel merito precisa: ”Il nostro è un partito veramente plurale, la dialettica e la diversità di opinioni sono da sempre un valore imprescindibile che ci permette di mettere insieme le nostre diverse sensibilità con l’impegno e le intelligenze nel rispetto di tutti. Il sindaco Tranchida ha il diritto di operare le proprie scelte, che naturalmente condivido, e non c’è dubbio che dalla sua ha ragioni che parimenti possono venire criticate. L’importante, io penso, è che in ogni caso critica e polemica siano continenti e rispettose, sempre, nei confronti di tutti e delle ragioni di ciascuno”.

“Gli esponenti istituzionali dell’UDC – prosegue – com’è perfino banale rilevare, ma forse per alcuni non tanto ovvio, non vengono a chiedere mai alcuna bollinatura preventiva a questo Commissario provinciale prima di esternare dichiarazioni proprie attraverso un comunicato alla stampa, a riprova proprio del rispetto che ciascuno porta alle naturali dinamiche dialettiche interne e soprattutto all’amicizia reciprocamente dimostrati in ogni circostanza; questo perchè ed in quanto, per il ruolo rivestito, ognuno deve poter godere come in effetti gode della massima autonomia all’interno della linea politica che, per l’incarico di responsabilità e le funzioni conferitemi direttamente dal Segretario politico nazionale Lorenzo Cesa e da tutti condiviso, ricordo che viene tracciata a livello provinciale”.

Insomma, due anime in contrapposizione. E la replica del primo cittadino non si è fatta attendere. Pubblichiamo interamente anche il suo pensiero.

Noto con piacere che alcuni pseudo commentatori politici, da principi del foro a dame dell’Ars, da comparse consiliari a macchiette comiche locali, ovviamente animati da invidie e demagoghi fini strumentali, si rendono oggi conto della valenza politico-culturale di Europeade, scontando però l’ignoranza nello scambiare tale evento come una sorta di grande sagra di paese. Stesso errore che fa l’attuale sindaco di Valderice, come tanti alle prese per garantire il co-finanziamento dei servizi sociali prima che panem et circenses. Europeade è il più grande evento folkloristico europeo che soggiace a regole e protocolli ben precisi e ad una organizzazione che non può lasciare nulla al caso. Un’idea di massima sui numeri: circa 5000 protagonisti – artisti distribuiti in centinaia di gruppi di nazionalità diverse (che arrivano nel luogo di destinazione a proprie spese); molte decine di migliaia di visitatori; l’organizzatore deve invece garantire alloggio con servizi idonei (in estate, per le persone nordiche non abituate alle nostre temperature, si capisce bene che l’accomodation deve tenere conto anche del notevole impatto climatico); colazione, pranzo e cena; collegamenti da e per i siti destinatari delle esibizioni; centinaia di collaboratori, guide/tutor accompagnatori, allestimento siti e location per eventi; sicurezza e presidi sanitari ovunque, anche per turisti e visitatori che partecipano da spettatori attivi agli eventi. Sulla scorta di precedenti edizioni l’evento parte da una base costi non inferiori a 1,5 milioni di euro, oltre a tutta la logistica organizzativa e strumentale locale. A tutto questo si sommino oggi i nuovi protocolli COVID oltre a quelli sanitari internazionali. La conquista di Europeade edizione 2021 è stata frutto del lavoro di questa Amministrazione Comunale e delle garanzie di credibilità e serietà personali oltre che logistiche e organizzative in termini di pianificazione logistica ed operativa messe in piedi, scontando peraltro la diffidenza della distanza geo-politica più estesa tra i paesi europei interessati (in genere del nord) e la città di Trapani nel profondo mediterraneo europeo. Distanza anche alimentata (purtroppo non a caso) da pregiudizi persistenti sulle classi politiche siciliane, per arrivare alla macchia mafiosa e criminale, originata da quel grigiore politico ed unto che ha fatto le fortune di certe stagioni politiche. Ebbene non solo abbiamo dato e dimostrato garanzie e credenziali personali e politiche anche in tale direzione ma pianificati financo collegamenti possibili e comodi (es. quelli navali da Genova e non solo) e più difficilmente non abbiamo sottaciuto che via terra era comunque possibile, seppur faticosa per i vari gruppi, l’attraversata in pullman dell’intero stivale oltre che di mezza Europa. Ebbene rispetto a tanto la credibilità politica ed istituzionale di questa Amministrazione Comunale, grazie anche al supporto del Prefetto Ricciardi, in periodo ante COVID aveva offerto peraltro garanzie di pianificazione esecutiva, il tutto insieme ai vertici di Protezione Civile Nazionale (che avrebbe garantito financo la copertura della logistica per l’accomodation nella città di Trapani e nella vicina Erice), coinvolto l’Esercito Italiano per il necessario supporto ospitalità, l’Istituto Alberghiero quale primo supporto nella preparazione dei pasti, l’Autorità di Sistema Portuale per l’ospitalità in banchina con compagnie di navigazione ed anche sponsor. Abbiamo fatto non a caso con i vertici nazionali di Protezione Civile sopralluoghi su sopralluoghi non trascurando nulla. Insomma avevamo messo su una macchina organizzativa inter istituzionale con il professionale supporto nazionale di Protezione Civile, riconosciuta ed autorevole anche in Europa. Peraltro, a fronte del massimo contenimento dei costi di bilancio (alias tasse dei cittadini trapanesi), la richiesta reiterata di contributo alla Regione non è mai stata riscontrata in maniera concreta, diversamente dal fumo “onorevole” oggi sventolato. Negli altri paesi europei le regioni intervengono corposamente e talvolta anche gli Stati. Ciò nonostante questa Amministrazione Comunale, come filosofia di valorizzazione territoriale, si è fatta carico anche di coinvolgere il territorio onde offrire piazze di visibilità nelle giornate libere dagli appuntamenti ufficiali dei vari gruppi. Invero, ricorderà il dispiaciuto collega Stabile di Valderice, che lo sforzo dei Comuni contermini era stato limitato alla mera ospitalità dell’esibizione in primis degli stessi. Rispetto a tanto, la sottoscrizione unilaterale del contratto con oneri e sanzioni nel rispetto del tribunale belga a cui si rimandava per eventuali contenziosi, la candidatura 2021 com’è noto di fatto viene automaticamente rinviata a causa dello scoppiare del COVID nei primi del 2020. Poi la decisione unilaterale, qualche mese fa, del comitato europeo di Europeade di optare con l’edizione Klaipeda nel 2022 e lasciare a Trapani il 2023. Ebbene, allo stato non ci stanno le condizioni minime per avere garantito il supporto nazionale (fondamentale!) di Protezione Civile, ed a cascata dell’Esercito e dunque del sistema statale (unico serio e credibile interlocutore in questa nostra avventura), ancora alle prese con le code (speriamo..) della pandemia Covid 19, ne è possibile richiedere investimenti alle compagnie di navigazione/autorità portuale che scontano evidenti ragioni di difficoltà sempre a causa della recessione pandemica. Si aggiunga il silenzio della Regione, che per la verità avevamo messo nel conto atteso che parte dell’attuale classe parlamentare e di governo, con debito di riconosciute eccezioni, si muove solo sospinta da logiche note di “putia politica”, si aggiunga poi che la preparazione – pianificazione materiale presuppone almeno 6 mesi di task force sul campo (protocolli , autorizzazioni , verifiche , etc ..oltre variabil COVID) e che tale periodo coincide nella fase elettorale per il rinnovo ordinario della guida amministrativa della città e dunque in una fase condizionata da supplemento d’impegni etc che non consentirebbe una guida sicura e pronta a 360 gradi. Rispetto a tanto, il comitato europeo sollecita a 24 mesi dall’evento il rinnovo delle condizioni contrattuali. Ecco perché tale edizione nel 2023 non si può fare assumendo oneri milionari sulle tasche dei cittadini trapanesi rispetto a cotante incertezze e variabili che rischierebbero di avere un ritorno d’immagine negativo e nefasto per il territorio anche dal punto di vista promozionale e turistico. Non si tratta di un evento internazionale che può essere seguito in tv o sui social (come qualche mancato comico locale ironizza tirando ad esempio i campionati sportivi) ma necessariamente partecipato e vissuto attivamente e fisicamente, senza distanziamento ma con mescolanza sociale non solo culturale. Peraltro avevamo anche pensato ad un “ponte” culturale col Maghreb, atteso che a Trapani non finisce l’Italia ma inizia l’Europa e di tanto l’Europa deve occuparsene. Amministrare con serietà ed energia significa raggiungere anche risultati impensabili, come stiamo dimostrando su più fronti, non ultimo quello dei finanziamenti per opere e servizi attesi in città da decenni, ma significa anche farsi carico di posizioni di equilibrio e seria responsabilità. Ecco i motivi della dolorosa scelta, che comunque non ci porta indietro sulla credibilità internazionale, anzi paradossalmente valorizza un credito notevole che intendiamo spendere per il futuro prossimo. A tanto si accompagna la serietà di una nuova classe politica di governo in città diversamente da quella del razzolar cortile che purtroppo, al netto della correttezza di taluni rappresentanti, abbonda in casa UDC. Spero proprio che le prossime elezioni regionali possano aiutare anche questa forza politica a fare un po’ di chiarezza al proprio interno ed a mandare in pensione anticipata, non proprio meritata, esponenti imbarazzanti. Dal canto nostro continueremo a privilegiare gli interessi dei trapanesi e di quanti operatori economici del comparto turistico e dei servizi hanno già avuto modo di apprezzare riscontrando i benefici effetti di ritorno dalla strategia ed azioni di promozione della destinazione Trapani West Sicily che ci ricandidiamo a guidare.

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