Carcere di Trapani, la Polizia Penitenziaria trova telefonino e droga nascosti nelle parti intime da un detenuto

È stato utilizzato il Manta Ray, un'apparecchiatura capace di individuare oggetti all'interno del corpo umano

Ancora un ritrovamento di oggetti e sostanze non consentite, da parte della Polizia Penitenziaria, alla Casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani.

A tentare di introdurre un micro telefonino e alcuni grammi di hashish è stato il 38enne alcamese Francesco Domingo, arrestato da Polizia e Carabinieri lo scorso 18 febbraio dopo il suo allontanamento da una comunità di Macerata dove si trovava in regime di affidamento in prova.

L’uomo, con un passato piuttosto pesante – è stato arrestato per omicidio a soli 18 anni e in seguito ha collezionato altre condanne, tra cui una per spaccio di stupefacenti – aveva nascosto nell’ano un micro telefono e lo stupefacente, riuscendo a eludere le precedenti perquisizioni a cui era stato sottoposto prima di essere condotto in carcere.

Oltre alla professionalità dei poliziotti penitenziari, fondamentale per il ritrovamento si è rivelato il Manta Ray un’apparecchiatura di cui il carcere trapanese si è dotato, tra i primi in Italia, capace di individuare questo tipo di dispositivi anche all’interno di un corpo umano.