Violenza sulle donne, i numeri dell’attività di contrasto dei Carabinieri nel Trapanese [VIDEO]

Attività di contrasto ai reati ma non solo, per aiutare le vittime ad uscire da situazioni difficili

Sono 55 i casi di maltrattamenti in famiglia, 48 quelli di atti persecutori, 27 le violenze sessuali e 2 gli episodi di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti per i quali i Carabinieri della provincia di Trapani hanno proceduto nell’ultimo anno.

I dati sono stati diffusi oggi in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ricorrenza istituita per mantenere istituita per mantenere viva l’attenzione su quella che è una gravissima violazione dei diritti umani che va riconosciuta e debitamente contrastata.

Ancora troppo spesso, però, le violenze appaiono difficili da denunciare, soprattutto quelle che si verificano in ambito familiare: paura e sensi di colpa si mescolano alla speranza che la persona amata possa cambiare, smettendo i panni del carnefice.

In queste circostanze alle Forze dell’ordine è richiesto non solo di dare una risposta ai reati commessi assicurando i responsabili alla Giustizia ma anche di comprendere la situazione emotiva della vittima, aiutandola a chiedere aiuto.
Per raggiungere questo scopo, già a partire dal 2014, l’Arma dei Carabinieri si è dotata della “Rete Nazionale di Monitoraggio sul Fenomeno della Violenza di Genere” composta da personale appositamente addestrato con il compito di sostenere i eparti sul territorio nello sviluppo delle indagini. Inoltre, da tempo è stata avviata la collaborazione con l’associazione “Soroptimist International d’Italia” per creare locali appositi per l’ascolto protetto di donne e minori vittime di violenza nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”. A Trapani la struttura è stata allestita presso il Comando provinciale dell’Arma già nel giugno 2018.

Tra i più recenti e gravi episodi di violenza perseguiti dai Carabinieri nella provincia di Trapani indagini svolte dai Carabinieri, si ricordano lo stupro di gruppo a Campobello di Mazara, per il quale sono stati individuati i quattro presunti responsabili che andranno a breve sotto processo; l’arresto di un 32enne trapanese che, nel perseguitare la propria ex convivente ha anche danneggiato due auto, di cui una data alle fiamme; l’arresto di uomo di 45 anni, condotto in carcere per maltrattamenti e minacce di morte ai danni dell’ex moglie e della figlia minorenne.

Nell’ambito delle misure cautelari appositamente istituite per realizzare una “protezione anticipata” della vittima in modo efficace e celere, con le modifiche del cosiddette “Codice Rosso”, è stata introdotta la possibilità di applicare i braccialetti elettronici anche nei confronti dei soggetti destinatari della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima. Nell’ultimo anno, la Centrale Operativa di Trapani ha gestito, a livello provinciale, 36 braccialetti elettronici anti-stalker. Il sistema consente di tracciare i movimenti della persona protetta e quelli del potenziale aggressore grazie a due dispositivi di diverso genere in possesso degli interessati: quando le apparecchiature rilevano una distanza inferiore alla soglia minima imposta dal giudice, scatta l’allarm presso le Centrali Operative. GUARDA IL VIDEO diffuso dal Comando generale dell’Arma dei Carabinieri