Villino Nasi, scatta il divieto per la discoteca all’aperto

Niente discoteca all’aperto nell’area del Villino Nasi, l’immobile storico che sorge all’estrema propagine di Trapani, nelle vicinanze di un altro simbolo della città, la Torre di Ligny. A darne notizia è il commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Raimondo Cerami, che – in una nota stampa – interviente per ristabilire la verità sull’attività dell’Ente da lui rappresentato dopo gli accadimenti di questi ultimi giorni alla ex “Casa del custode”, posta all’ingresso del giardino del Villino Nasi e concessa ad un’azienda per lo svolgimento di attività di ristorazione.

Dopo aver appreso, lo scorso 20 luglio tramite i social – sui quali circolavano immagini della discoteca all’aperto realizzata dai gestori della struttura – dice Cerami, dalle quali “emergeva chiaramente l’utilizzo improprio di quel luogo, ho dato immediate indicazioni al Servizio competente di diffidare la società affidataria dal proseguire nell’attività di intrattenimento musicale perché quanto accaduto rappresentava una chiara violazione del contratto di concessione, finalizzato esclusivamente all’organizzazione di attività di ristorazione”.

“Successivamente – prosegue il commissario straodinario del Libero Consorzio Comunale di Trapani – si è appreso che la ditta concessionaria, senza interpellare preventivamente il LCC, aveva richiesto apposita autorizzazione al SUAP del Comune di Trapani. In occasione della convocazione della Commissione Comunale di Vigilanza sui pubblici spettacoli per l’autorizzazione delle iniziative estive da svolgersi presso il locale “Lo Scoglio”, ex Casa del Custode, il LCC aveva formulato la propria opposizione all’Ente comunale, esponendo che l’attività sottoposta all’esame della Commissione risultava in netto contratto con quanto previsto nel contratto di locazione”.

“Nonostante la formale comunicazione del LCC di Trapani – riferisce Cerami – il SUAP del Comune di Trapani ha rilasciato ugualmente l’autorizzazione per svolgere gli eventi, classificati in serate danzanti con diffusione di musica registrata o dal vivo o in musica di intrattenimento dal vivo”.

A questo punto il commissario straordinario ha deciso di interessare della vicenda la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Trapani per le valutazioni di competenza in relazione al rispetto della destinazione museale, storica-culturale e monumentale dei luoghi. “Proprio oggi – prosegue Cerami – ho avuto notizia che è stata emessa un’apposita ordinanza con la quale viene interdetta qualsiasi forma di intrattenimento musicale e viene disposto il ripristino originario dei luoghi, cosa che pone fine all’utilizzo improprio di quel luogo di interesse culturale”.

Cerami afferma, in ultimo, che “non saranno vanificati gli sforzi finora compiuti e i sacrifici fin qui profusi da tutta la struttura organizzativa del LCC di Trapani per valorizzare il Villino Nasi, avendolo restituito, dopo tanti anni di degrado e di abbandono, alla fruizione della comunità trapanese mediante visite guidate e altro, organizzate con personale interno appositamente formato che sta registrando un elevato numero di visitatori. Le visite – conclude – saranno incrementate a partire da settembre nei confronti delle scolaresche che potranno così riappropriarsi di una parte della storia trapanese”.

Sulla questione si registra la dichiarazione del sindaco Giacomo Tranchida che ripercorre la cronistoria dei passaggi burocratici e precisa che la Commissione pubblici spettacoli – nel corso della riunione presso gli uffici del Comune durante la quale è stata espressa opposizione da parte del LCC e a cui ha partecipato anche un rappresentante della società che ha in affidamento l’ex Casa del custode del Villino Nasi – ha espresso un parere “di competenza, senza entrare nel merito dei rapporti contrattuali tra l’Ente proprietario e il locatario”. Il primo cittadino precisa, inoltre, che “l’autorizzazione ai pubblici spettacoli è di competenza della Questura”.
In relazione a quest’ultima sua dichiarazione, abbiamo chiesto un chiarimento al questore di Trapani che siamo in attesa di pubblicare.

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