Trapani-Urania Milano: l’analisi tecnica dalla gara

Decisivi gli atleti che hanno potuto riassaggiare il parquet dopo un lungo periodo di assenza

C’era il rischio di ritrovarsi con… l’acqua alla gola (ogni riferimento è causale) dopo la brutta sconfitta di domenica scorsa, ma ha prevalso lo spirito di gruppo e di squadra per riprendere il giusto cammino in campionato e un po’ di fiato in classifica. La formazione di Daniele Parente dopo una settimana a dir poco travagliata per variegati motivi (infortuni, allenamenti a ranghi e a campo ridotti) si è ripresentata al pubblico del PalaConad, assai diminuito per presenze sugli spalti, come squadra compatta in tutti i reparti, vogliosa e combattiva per la tutta la gara, determinata a guadagnare l’intera posta.

I granata hanno combattuto sin dalle prime battute contro un avversario per nulla arrendevole, che sul piano del gioco ha contrastato e rintuzzato quasi tutti i tentativi di allungo, tentativi supportati anche da buone percentuali di tiri, scelti con raziocinio o con giocate a più… passaggi!

I quintetti che si sono alternati in campo, con e senza stranieri a volte con la presenza di soli “piccoli” hanno prodotto buoni risultati sia in termini di punti in attacco, ma anche d’importanti recuperi in chiave difensiva, che, hanno innescato veloci e spettacolari contropiedi spesso vincenti.

La possibilità di poter contare su un organico più ampio ha permesso al coach granata di poter alternare soluzioni tattiche e profondere energie differenziate nell’arco dei quaranta minuti: protagonisti in alcune giocate sono stati proprio quegli atleti che hanno potuto riassaggiare il parquet dopo un lungo periodo di assenza. Massone ha letteralmente messo al tappeto il sistema difensivo milanese, spaccando il match in corso d’opera con incursioni vincenti in uno contro uno oltre a dei buoni tiri dalla distanza, Taflaj ha segnato i canestri importanti quando la squadra ospite ha tentato di riportarsi sotto nel punteggio.

Il “duo” U.S.A ha prodotto il consueto “bottino” di punti: Childs sempre presente ed efficace nell’area colorata, Wiggs capace di “frenare” quelle giocate che spesso gettano nel panico pubblico e compagni, apprezzato per alcuni “tuffi sbucciaginocchia” per recuperare palloni vaganti.

Oltre la sufficienza le prove dell’instancabile “capitan” Mollura, guerriero e combattente su tutto il campo. Difendere sempre sugli avversari più pericolosi non è sempre semplice e non solo dal punto di vista tecnico così come giocare in un ruolo “tattico” per esigenze tecniche. Buono il rientro di Matteo Palermo, bravo a gestire i ritmi del gioco insieme a Romeo, valido cambio nel settore degli esterni. Lodevoli per impegno Guaiana e Biordi.