Trapani, si torna a parlare di Europeade

L'obiettivo è organizzare l'evento nel capoluogo nel 2025

L’Amministrazione di Trapani ci riprova: nuovamente si torna a parlare di Europeade, il festival folk itinerante più importante in Europa. La storia, quindi, si ripete: Trapani dopo una lunga corsa era stata designata quale sede per Europeade nel 2019 con l’evento che si sarebbe dovuto svolgere dal 7 all’11 luglio 2021. L’evento, però, non si svolse: il Covid fermò tutto e l’organizzazione di Europeade dovette slittare.

Europeade è l’incontro annuale indipendente di persone coinvolte nella danza e nella musica folkloristica e provenienti da tutta Europa. Durante l’Europeade si incontrano ogni anno per una settimana, in estate, spesso in una nuova città in Europa, dove i vecchi partecipanti si uniscono ai nuovi gruppi. Si esibiscono nelle danze tipiche nel corso degli spettacoli che si tengono nelle grandi arene cittadine: organizzano un ballo, una parata ed una funzione ecumenica. I gruppi possono ballare, cantare e suonare la propria musica in costume per tutta la città, durante tutto il giorno. È centrale la condivisone della cultura regionale con gli abitanti del luogo e gli uni con gli altri. L’Europeade è l’espressione di una convinzione nella fraternità e nella fratellanza tra i popoli del continente europeo, fondata sull’idea di “unità nella diversità”. Questo evento è organizzato da un comitato internazionale composto da membri che rappresentano le varie regioni europee. Il Comitato assegna l’autorità a un consiglio esecutivo.

L’idea di rilanciare la candidatura di Trapani emerge dalla partecipazione del primo cittadino, Giacomo Tranchida, all’assemblea regionale dei gruppi folkloristici che si è svolta ieri a Marsala al complesso monumentale San Pietro.

“Ribadito il valore culturale dei gruppi folkloristici, testimonianza di contaminazione e dominazioni culturali sopratutto in Sicilia, due le azioni di rilancio a sostegno della cultura e dei gruppi folk” afferma Tranchida.

“La prima è Europeade 2025: confidando in una sinergia organizzativa e finanziaria con lo Stato (Dip. politiche immigratorie, dunque con un occhio ad ampliare l’evento europeo al mediterraneo quale ponte culturale) o con la Regione anche in termini di incoming turistico culturale (occorrono comunque non meno di 1,5 milioni di euro). La seconda riguarda la Casina delle Palme, quale front office culturale ai crocieristi nell’ambito di un più generale percorso turistico culturale cittadino su cui sta lavorando l’assessora d’Alì”.

Insomma: senza l’aiuto finanziario di qualche altro ente, difficilmente è fattibile. Riguardo i calcoli, già nel 2019 i numeri erano chiari: Europeade sarebbe costato alle casse del Comune una cifra che oscillava tra il milione e il milione e mezzo. Solo dall’iscrizione dei 5.000 partecipanti sarebbero reientrati circa 400 mila euro. “La differenza, se saremo bravi, grazie alla collaborazione sistema Statale – aveva dichiarato Tranchida a novembre 2019 – per quanto riguarda gli interventi di logistica Protezione Civile e grazie anche a qualche contributo che ci aspettiamo dalla Regione Siciliana, potremmo arrivare al pareggio”. L’indotto, creato dalle persone provenienti da tutta Europa, con una presenza stimata di circa 75.000-100.000 persone (tra turisti e visitatori), non era stata calcolata.

Insomma, vedremo i risvolti nel prossimo futuro.

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