Odori nauseabondi che rendono difficile persino aprire le finestre di casa, utilizzare le verande o trascorrere qualche ora in giardino. È la situazione denunciata da alcuni residenti della zona di Porticalazzo, nella periferia di Trapani, che hanno deciso di rivolgersi alla stampa dopo mesi di disagi e ripetute segnalazioni agli enti competenti.
Una problematica che, secondo quanto riferito dai cittadini, interessa anche le aree circostanti e si manifesta soprattutto nelle ore serali, durante la notte e al mattino presto.
«Da mesi siamo costretti a convivere con odori nauseabondi, spesso talmente intensi da impedirci di utilizzare le verande, trascorrere del tempo nei giardini o semplicemente tenere aperte le finestre delle nostre abitazioni», scrivono i cittadini in una lettera indirizzata alla nostra redazione. «Non parliamo di episodi isolati, ma di una situazione ricorrente che si protrae da mesi e che sta diventando insostenibile».
Una condizione che, secondo le testimonianze raccolte nella segnalazione, starebbe compromettendo la qualità della vita quotidiana delle famiglie. Il fenomeno si presenterebbe con maggiore intensità proprio nelle fasce orarie in cui i cittadini si trovano nelle proprie abitazioni, rendendo problematico anche il normale ricambio d’aria.
Nella lettera viene richiamato quanto accaduto nel marzo 2025, quando fu disposta la sospensione dell’attività dell’impianto di compostaggio di via Salemi, in seguito ad accertamenti che avrebbero evidenziato irregolarità, anche nei sistemi di contenimento delle emissioni odorose. Una vicenda che, secondo i residenti, presenterebbe analogie con la problematica attuale: «All’epoca i residenti denunciarono disagi praticamente identici a quelli che stiamo vivendo oggi. È quindi legittimo domandarsi cosa sia cambiato da allora, quale sia l’attuale situazione autorizzativa e operativa dell’impianto e se siano stati effettuati nuovi controlli».
Gli stessi firmatari precisano, tuttavia, di non essere in grado di individuare con certezza la provenienza degli odori e di non voler attribuire responsabilità senza elementi oggettivi. Nell’area sono presenti attività legate al trattamento di materiali organici, tra cui un impianto di compostaggio e lavorazioni delle sanse, ma non esistono, sulla base della segnalazione, riscontri che consentano di stabilire un collegamento diretto tra queste attività e i fenomeni lamentati. Proprio per questo chiedono che siano gli organi competenti a individuare, attraverso verifiche e rilevamenti, l’effettiva origine del problema
A suscitare ulteriore preoccupazione è soprattutto quella che i residenti descrivono come una mancanza di risposte da parte delle Istituzioni. Nella lettera si riferisce dell’invio di numerose segnalazioni formali tramite posta elettronica certificata ad ARPA Sicilia, Comune di Trapani, ASP, Prefettura e altri organismi competenti, senza che, a oggi, siano arrivate risposte ritenute esaustive o informazioni sugli eventuali controlli effettuati.
Da qui una serie di interrogativi che i cittadini rivolgono agli Enti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica: «A chi dobbiamo rivolgerci per ottenere ascolto? Quante segnalazioni occorrono prima che venga effettuata una verifica concreta? È normale che delle famiglie debbano rassegnarsi a vivere con le finestre chiuse senza sapere cosa stiano respirando?».
La richiesta è quella di avviare accertamenti ambientali per individuare l’origine delle emissioni, verificarne l’eventuale rilevanza sanitaria e stabilire quali interventi siano necessari per risolvere il problema. «Non chiediamo privilegi, né intendiamo accusare qualcuno senza prove. Chiediamo semplicemente di poter vivere serenamente nelle nostre abitazioni e di conoscere la provenienza di questi odori, la loro eventuale rilevanza sanitaria e le misure necessarie per eliminarli», ribadiscono i residenti.
«Il diritto a respirare aria pulita e a godere della propria casa non può diventare una concessione», concludono i firmatari della lettera, chiedendo che venga fatta chiarezza su una situazione che, a loro dire, si trascina da troppo tempo senza una soluzione.












