Trapani, il giocattolo si è rotto

Comportamento ondivago tenuto dall’attuale Presidente, che fa e disfà a suo piacimento e senza soluzione di continuità

Il giocattolo si è rotto. Gli stracci volano ed ora siamo al rimbalzo delle responsabilità fra i due soci del F.C. Trapani 1905.

Due comunicati stampa, l’uno l’esatto contrario dell’altro, che riportano due versioni diverse di una stessa triste situazione: il fallimento di un progetto sportivo, dopo appena sei mesi di vita.
Il tutto sulla pelle di tifosi ed appassionati trapanesi, che rischiano seriamente di vedere scomparire ancora una volta l’oggetto della loro passione.

Saranno i fatti e le evidenze a stabilire chi fra Marco La Rosa e Michele Mazzara dice il vero. Ammesso che stabilire una verità serva davvero a qualcosa, se non a distinguere fra le responsabilità dei singoli protagonisti di questa imbarazzante querelle.

Però un elemento traspare in modo evidente in tutta questa vicenda, ossia il comportamento ondivago tenuto dall’attuale Presidente, che fa e disfà a suo piacimento e senza soluzione di continuità.

Siamo quindi passati da una conferenza stampa di inizio dicembre, in cui La Rosa stendeva tappeti rossi al suo socio di minoranza, significandone l’apporto fattivo nel sostenere il peso della gestione finanziaria della società, ad un comunicato di nove giorni dopo in cui lo stesso Presidente dice esattamente il contrario.

Cosa sarebbe cambiato in quel ristretto lasso di tempo? E come è possibile un così radicale mutamento di giudizio, se nove giorni prima si era trovato fra i due un accordo di gestione in una riunione mattutina tenuta lo stesso giorno della conferenza stampa?

Idem in tema di mercato calciatori: prima in conferenza stampa La Rosa afferma che qualche rinforzo arriverà per sostituire una parte dei calciatori che lasceranno Trapani, non tutti; adesso invece nell’ultimo comunicato dichiara il blocco delle operazioni in entrata, con ciò rinnegando l’intenzione di dare vita adesso ad uno zoccolo duro di squadra, su cui costruire un Trapani vincente l’anno prossimo.

E ciò solo a causa dell’asserita mancata contribuzione alle spese del suo 30%. E basta questo per bloccare la gestione di una società? Delle due l’una: o La Rosa non ha a disposizione risorse personali per gestire un campionato in serie D, oppure si è trattato di un tentativo per stanare Mazzara, costringendolo a corrispondere ciò che il secondo non vorrebbe scucire.

Tentativo obiettivamente di pessimo gusto, perché stracci e panni sporchi si lavano in famiglia.

Ed ancora, prima ha gestito da solo, senza minimamente concordare le decisioni operative con il socio di minoranza, tutta la parte tecnico/sportiva, cambiando totalmente management, esonerando un allenatore e dicendo addio ad alcuni calciatori, dopo averli ricoperti d’oro con contratti da serie C.

Adesso di quel socio ne lamenta il distacco, cosa peraltro smentita dallo stesso Mazzara.

Beh, che Mazzara si distaccasse era anche prevedibile, visto l’andazzo e visto che non compariva mai al fianco del Presidente né in conferenza stampa, né in tribuna in occasione delle gare casalinghe.

Insomma, ad una scarsissima chiarezza comunicativa su intenzioni e programmi, glissando sempre sulla domanda relativa a se e quanto avrebbe investito l’anno prossimo in caso di mancata promozione in C quest’anno, si è aggiunta strada facendo una certa contraddittorietà di atteggiamenti e comportamenti. Ed il peggio, mi sa, sotto forma di disimpegno, deve ancora venire.

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