Trapani e la mensa scolastica: lettera aperta di due genitori

"Un servizio essenziale per le famiglie, determinante per le mamme lavoratrici"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta da parte di due genitori trapanesi riguardo il servizio di mensa scolastica sospeso ad inizio anno per la mancanza dei Bilanci del Comune.

Siamo due semplici cittadini – genitori di un’alunna frequentante la Scuola Primaria a tempo pieno – una famiglia come tante che in questi giorni sta affrontando il terremoto mensa scolastica.

Come reso noto dal nostro Sindaco di Trapani, le speranze che il servizio mensa – già momentaneamente sospeso dal primo dell’anno – potesse essere reintegrato sono vane.  Ci è stato confermato che è stato definitivamente soppresso con motivazioni indipendenti dalla volontà del nostro Sindaco… e così pare in effetti.

Un servizio essenziale per le famiglie, determinante per le mamme lavoratrici, di fondamentale supporto per le famiglie meno fortunate (o più semplicemente: basilare in una società civile)  è stato eliminato con un comunicato stampa e una breve intervista!

La motivazione risiede nella nostra condizione, incontrovertibile, di gestione provvisoria del Comune. Che si traduce, per i meno avvezzi al burocratese, con un freno a mano tirato su qualunque spesa (servizio) che non sia definita come “essenziale”. Spesa/servizio che sono definiti dallo Stato come tali tramite apposita legge. Nessuna opinione o possibile intervento del Sindaco o di qualsivoglia Consigliere: la legge dice che il servizio mensa non fa parte dei servizi essenziali e quindi si sopprime. Punto.

La soluzione, però, arriva subito ed efficientemente ci viene fornita la possibilità di accordarci privatamente con una ditta per riavere il nostro servizio, così essenziale per noi e così poco essenziale per altri.

E quindi, vi raccontiamo cosa sta avvenendo in queste ore nella nostra tranquilla e normalissima cittadina:

  • Dirigenti Scolastici e segreterie di Istituti totalmente nel caos per la gestione di richieste, appuntamenti e problematiche legate a vario titolo alla somministrazione/gestione del cibo/spazio
  • Genitori che si improvvisano F&B manager o Responsabili Acquisti e vanno a richiedere preventivi/negoziare porzioni e portate, definire quantitativi per plesso, richiedere le eventuali certificazioni del caso per poter lavorare in un ambiente come quello scolastico/alimentare.
  • Genitori chef che alle 06 di mattina trovano soluzioni creative per riuscire a preparare un pasto caldo alle 08.00 che sia quantomeno commestibile alle 13.00.
  • Genitori che affilano arti oratorie e politiche per raggiungere un miraggio di unanimità, unica possibilità di giungere a una soluzione definitiva.
  • E poi, dulcis in fundo, ci sono i nostri bambini – a cui nessuno, e sottolineo NESSUNO sembra pensare: bambini cui viene levato in un secondo e senza tanto clamore il diritto alla parità, a cui è stata tolta la dignità di un’alimentazione completa e uguale per tutti. Bambini che adesso mangiano tutti insieme come prima, ma i cui zainetti contengono pietanze molto diverse tra loro – selezionate con cura in base alla bravura/capacità/volontà/possibilità/caparbietà del genitore.

Noi viviamo in una città in cui ci danno una spiegazione qualsiasi e non ci si pone la domanda che deriva da ogni spiegazione, e che è poi il motore del pensiero critico … E perché? Perché siamo in gestione provvisoria?

E allora vi rispondiamo noi, anche se non ce lo ha chiesto nessuno… e lo facciamo per destare gli assopiti, che seppur arrabbiati e indignati a guardarli subire quotidianamente le ingiustizie ci appaiono proprio dormienti nell’orgoglio.

Le cose stanno così, semplici semplici: la gestione provvisoria di Un Comune è responsabilità degli amministratori, che nella fattispecie non hanno depositato i bilanci economici comunali nei tempi previsti. Punto.

Oltre questo punto non ci addentriamo perché non siamo né informati dei fatti né tantomeno delle leggi in vigore. E, ingenuamente, crediamo ancora nelle competenze: crediamo nella favola in cui ognuno impara a fare qualcosa, ne diventa esperto e mette a disposizione degli altri le sue competenze… in un’ottica circolare in cui tutti lo fanno e la comunità prospera. E noi, a differenza dei nostri amministratori con decenni e decenni di esperienza, non siamo abbastanza competenti per andare oltre.

Ci è stato detto che “amministrare è una cosa seria” e non potremmo essere più d’accordo! Adesso, vorremmo sapere cosa c’è di serio, competente – e aggiungiamo anche umanamente tollerabile – nell’aver levato il cibo ai bambini, perché in soldoni di questo si tratta. Quale giustificazione potrà mai essere accettabile per aver tolto la serenità che bambini di diversa estrazione sociale possano contare su un pasto caldo, completo e dignitoso per tutti; con quale sensibilità si obbliga una famiglia senza reddito a pagare per far mangiare i loro bambini (le 40 ore settimanali sono anche il rifugio di tante famiglie che trovano nel pranzo della mensa un modo per garantire un pasto completo al giorno). Nessuna sensibilità a nessun titolo è stata dimostrata per chi non può e per dignità non parla.

In una città normale questo indignerebbe così tanto che gli amministratori non dormirebbero la notte pur di risolvere l’ingiustizia – rimettendoci di tasca se necessario (basterebbe una percentuale del raddoppio di stipendio deliberato a fine agosto, quando eravamo tutti a mare e non avevamo tempo di accorgercene) … ma noi non siamo in una città normale.

Noi siamo in una città in cui il nostro Primo Cittadino scarica la responsabilità di tutta la situazione sul Dirigente Scolastico e noi ci mettiamo tutti a urlare e fare confusione dietro la sua porta invece di intasare e assaltare il Gabinetto del Sindaco.

                                                 Sandra Piacenza e Guido Grammatico
sposi – genitori – cittadini

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