Trapani, chiude la Piscina comunale

Il "caro bollette" ha piegato le gambe ad un'attività già in difficoltà per l'emergenza Covid

La Piscina Comunale “Tenente Alberti” di Trapani chiude da oggi i battenti.
Il “caro bollette” ha piegato le gambe ad un’attività già in difficoltà per l’emergenza sanitaria da Covid-19.

L’impianto sportivo era affidato in gestione all’ASD Aquarius Nuoto del presidente Sergio Di Bartolo che spiega: “Abbiamo provato a resistere e lo abbiamo fatto per i nostri ragazzi, per i loro genitori e per gli oltre 25 collaboratori sportivi e dipendenti. Per difendere il loro posto di lavoro. Abbiamo resistito al calo delle iscrizioni pensando che prima o poi tutto sarebbe passato ma, il rincaro delle tariffe di luce e gas di oltre il 100% questo no, non ce lo aspettavamo “.

La Piscina comunale di Trapani è, da anni, un centro di aggregazione non solo sportiva, cuore pulsante di vitalità e socialità con alle spalle progetti che hanno coinvolto nel tempo, gratuitamente, decine e decine di minori a rischio di povertà educativa del territorio, anche con il partenariato del settore sport e pubblica istruzione del Comune di Trapani.
É la realtà sportiva che, attraverso un progetto Erasmus, è riuscita a portare a Trapani nel 2018 oltre 50 atleti ed allenatori da tutta Europa..

“Nell’ultimo trimestre 2020, prima della pandemia – prosegue Di Bartolo – con consumi inferiori di energia elettrica rispetto all’ultimo trimestre 2021, si è passati da una spesa di 10.555 euro a quella scandalosa di 20.255 euro, con aumenti che sfiorano il 100%”.

Stessa cosa per il gas per riscaldare ambienti, acqua della vasca e acqua sanitaria: “Nello stesso periodo di riferimento – commenta il presidente – si è passati da una spesa di 12.050 euro nel 2019 a quella di oltre 25.000 euro del 2021 e sempre pressoché con gli stessi consumi. La situazione è paradossale: proprio nel momento in cui si ha un calo delle iscrizioni, i costi lievitano a dismisura. Non accendiamo neppure una stufetta nei locali di segreteria e negli uffici proprio per contenere i costi ma non serve a nulla. Abbiamo fatto di tutto per rimanere aperti, utilizzando un finanziamento del Credito Sportivo per pagare alcune bollette in piena pandemia ma non è più possibile. Tutti i nostri collaboratori, sono arrivati al punto di voler donare il compenso di febbraio per dare una mano all’associazione dove lavorano da oltre 15 anni. È una cosa che non posso accettare”.

“Una realtà sportiva come l’Aquarius – dice Salvatore Giacomazzi, portavoce dei collaboratori – è una risorsa per il territorio. Migliaia di ragazzi sono passati da queste acque ma penso, soprattutto, alle decine di ragazzi disabili che utilizzano giornalmente questo impianto anche come terapia e contro l’isolamento sociale. Da poco avevamo installato per loro un sollevatore per piscina abbattendo ormai l’ultima barriera architettonica presente”.

“I nostri ragazzi del settore agonistico di nuoto, pallanuoto, nuoto sincronizzato finalmente stavano riprendendo con costanza i loro allenamenti- evidenzia Giuseppe Cipolla responsabile del settore agonistico dell’Aquarius – ragazzi che sanno coniugare bene scuola e sport. Oggi si ritrovano, loro malgrado, in questa situazione. Questi ragazzi hanno bisogno di allenarsi e non solo per il loro benessere fisico, troppo tempo sono stati isolati dal covid. Ce lo chiedono i ragazzi, ce lo chiedono le loro famiglie”.

La dirigenza dell’Aquarius ha avuto un primo incontro con il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, con l’assessore allo sport Vincenzo Abbruscato e con la dirigente del settore sport del Comune Nunzia Gabriele che hanno dato disponibilità a trovare soluzioni condivise. Nell’attesa di risposte, i contatori girano e da qui la decisione di spegnere tutto: motori e caldaie.

L’Associazione proverà a tenere l’impianto aperto per le informazioni e per le attività sociali dell’Aquarius, continuerà il servizio gratuito di doposcuola per alcuni minori del quartiere Sant’Alberto, la preparazione a secco delle squadre agonistiche, “nella speranza – conclude il presidente Di Bartolo – che il Comune e il Governo centrale possano farci ritornare in acqua velocemente e far riprendere il lavoro ai nostri collaboratori e dipendenti che guardano a noi con fiducia”.

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