Superbonus: L’Ordine degli Architetti della provincia avvia un’indagine [AUDIO]

Il Consiglio dell'Ordine provinciale invoca con urgenza l’intervento risolutivo di una situazione che mette a dura prova, tra l’altro, la tenuta di migliaia di studi professionali.

Con la presidentessa dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e pianificatori della Provincia di Trapani, architetta Giuseppina Pizzo, parliamo di questa iniziativa degli architetti trapanesi contro lo stop deciso dal Governo allo sconto in fattura e alla cessione del credito per il Superbonus.
“Come Ordine Professionale abbiamo deciso di avviare un’indagine statistica tra i Professionisti iscritti all’Ordine per conoscere la situazione a livello territoriale dei cantieri ancora bloccati, dei crediti incagliati, ed il reale impatto economico che questo ulteriore blocco avrà sulla categoria ma anche sui beneficiari delle agevolazioni fiscali, ovvero i cittadini. La situazione sta diventando drammatica in tutto il Paese ed anche nel nostro territorio le ripercussioni diventano sempre più gravi”.

Il comparto edilizio, già fiaccato dal caro energia, ha bisogno di soluzioni concrete. Si confermi il credito d’imposta e si apra un confronto serio sul costo di materie prime ed energia, emergenza che in maniera incosciente il Governo continua a ignorare.

Per ascoltare l’intervista schiaccia PLAY:

COMUNICATO STAMPA DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI PPC DELLA PROVINCIA DI TRAPANI

STOP AI CREDITI DA BONUS EDILIZI. DURO COLPO NON SOLO PER PROFESSIONISTI E IMPRESE, MA PER TUTTA LA FILIERA DELLE COSTRUZIONI.
Gli architetti trapanesi contro lo stop deciso dal Governo allo sconto in fattura e alla cessione del credito per il Superbonus: il Consiglio dell’Ordine provinciale invoca con urgenza l’intervento risolutivo di una situazione che mette a dura prova, tra l’altro, la tenuta di migliaia di studi professionali.
La decisione assunta dal Governo di impedire di ricorrere allo sconto in fattura e di vietare alle pubbliche amministrazioni di acquistare i crediti fiscali mette a repentaglio migliaia di imprese e decine di migliaia di posti di lavoro. Ancora una volta, senza alcun confronto con il mondo professionale e la rappresentanza della filiera delle costruzioni, vengono assunte decisioni che modificano le “regole del gioco” a partita in corso. L’operazione appare tanto più scellerata se si considerano le motivazioni addotte come giustificativo basate su dati parziali e prive di una più ampia valutazione complessiva. Dalla sua conversione in Legge il Superbonus 110% ed il meccanismo di cessione del credito sono stati modificati oltre venti volte, a cui si aggiungono ulteriori cambiamenti di rango secondario, circolari applicative, provvedimenti della Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate e centinaia di interpelli.
Una confusione che rischiano di pagare salato i Professionisti e le migliaia di imprese che sono ormai al collasso ed in crisi di liquidità e la cui unica “colpa” risiede nell’aver utilizzato, in maniera corretta, le regole emanate dallo Stato che improvvisamente, di contro, si è “rimangiato” la parola data rendendo impossibile la cessione dei crediti ed il proseguo dei lavori.
Le decisioni assunte dal Governo, senza minimamente occuparsi né risolvere il vero tema dei crediti bloccati, pongono una brusca frenata sui bonus fiscali in materia di edilizia e risparmio energetico e una pietra tombale sul Superbonus 110% e favoriscono esclusivamente i ceti sociali con maggiore capienza fiscale, mettendo a rischio gli impegni già assunti dalle famiglie per la riqualificazione sismica ed energetica delle proprie abitazioni.
I Professionisti che hanno operato con trasparenza e correttezza, spesso assumendosi responsabilità che non gli competevano e assecondando richieste sempre più astruse e contraddittorie e talvolta vessatorie, si ritrovano, dopo queste ultime modifiche, a non poter più operare e tantomeno a concorrere al raggiungimento degli obiettivi di risparmio e di autonomia energetica che, solo a parole, il Governo ha sempre dichiarato di voler perseguire.
Ciò che, altresì, appare incomprensibile è l’atteggiamento “ideologicamente” orientato e sordo a tutti gli appelli provenienti da parte delle innumerevoli associazioni di categoria. A gran voce, da lungo tempo infatti, da ABI ad ANCE, dalle Associazioni Condominiali alla Rete delle Professioni Tecniche, dagli Ordini Professionali a Confedilizia e a CNA, vengono richiesti interventi risolutivi rispetto al blocco nella cessione dei crediti.
Il Governo emana quest’ultima norma giustificandola con numeri parziali ma tacendo rispetto a quanto affermato, attraverso analisi e studi approfonditi, da primari Istituti quali fra gli altri NOMISMA e la LUISS Guido Carli. Analisi che dimostrano, di fatto, la sostenibilità economica e sociale della misura.
È, altresì, del tutto evidente che l’applicazione della Legge sul Superbonus necessiti di correttivi sanzionatori in presenza di comportamenti poco virtuosi, quali ad esempio sulle speculazioni dei materiali da costruzione. Gettare però via “il bambino insieme all’acqua sporca” non pare una soluzione accettabile e tantomeno sensata.
Manca del tutto nei recenti provvedimenti una strategia strutturale, da perseguire nel lungo tempo, che garantisca l’efficienza energetica  degli edifici in coerenza con la Direttiva sulle “case green” varata recentemente dal Parlamento europeo e verso la quale la decisione del Governo sembra essere in decisa contraddizione.
Queste le valutazioni complessive che dovrebbero far riflettere e che insieme ad un ascolto attento delle categorie interessate possono e debbono condurre ad un quadro di regole chiare e stabili.
Come Ordine Professionale abbiamo deciso di avviare un’indagine statistica tra i Professionisti iscritti all’Ordine per conoscere la situazione a livello territoriale dei cantieri ancora bloccati, dei crediti incagliati, ed il reale impatto economico che questo ulteriore blocco avrà sulla categoria ma anche sui beneficiari delle agevolazioni fiscali, ovvero i cittadini.
La situazione sta diventando drammatica in tutto il Paese ed anche nel nostro territorio le ripercussioni diventano sempre più gravi.
Il comparto edilizio, già fiaccato dal caro energia, ha bisogno di soluzioni concrete. Si confermi il credito d’imposta e si apra un confronto serio sul costo di materie prime ed energia, emergenza che in maniera incosciente il Governo continua a ignorare.

Per il Consiglio dell’Ordine Architetti PPC della provincia di Trapani
La Presidente, Arch. Giuseppina PIZZO

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