La morte di un detenuto di 26 anni che si è tolto la vita nella Casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani riaccende il dibattito sulle condizioni dell’istituto penitenziario.
Sinistra Italiana interviene con una dura presa di posizione, chiedendo chiarimenti sulle circostanze della tragedia e sulle misure adottate per garantire la sicurezza e l’assistenza sanitaria e psicologica delle persone detenute.
Il giovane si trovava nel reparto “Tirreno”, destinato all’isolamento, e avrebbe manifestato una particolare fragilità psicologica. Circostanze sulle quali Sinistra Italiana chiede di fare piena luce. «Se il giovane era considerato psicologicamente fragile, perché si trovava in isolamento? Quali misure di assistenza e prevenzione del suicidio erano state predisposte?», si legge nel comunicato diffuso dalla stampa dalla referente Antonella Parisi che esprime anche cordoglio alla famiglia della vittima.
Il partito ricorda le criticità già denunciate nel luglio 2025, quando il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Marco Grimaldi e il segretario regionale di Sinistra Italiana, Pierpaolo Montalto, durante una visita ispettiva, avevano segnalato condizioni igieniche precarie, temperature elevate nelle celle e difficoltà nell’assistenza sanitaria. Pochi giorni dopo quella visita, un altro detenuto si tolse la vita all’interno del carcere trapanese.
A quelle segnalazioni se ne sono aggiunte altre tra cui, nel marzo 2026, quelle del Garante regionale dei detenuti che aveva evidenziato problemi legati all’approvvigionamento idrico e allo smaltimento dei rifiuti, annunciando interlocuzioni con le Amministrazioni competenti.
«Non possiamo più accettare che il carcere “Pietro Cerulli” venga ricordato soltanto quando muore qualcuno – dichiara Parisi – da troppo tempo si susseguono denunce, visite ispettive e segnalazioni ufficiali. Eppure continuano a emergere criticità gravissime. Sono trascorsi otto mesi dalle segnalazioni del Garante regionale: quali interventi sono stati realizzati? Il problema dell’acqua è stato risolto?».
Parisi chiama in causa anche le Amministrazioni comunali di Trapani ed Erice, chiedendo di conoscere le iniziative assunte nell’ambito delle rispettive competenze. Un appello viene rivolto alle Garanti comunali dei diritti dei detenuti, Alessandra Vitalba per Trapani e Francesca Di Caro per Erice, affinché rendano pubblici gli interventi effettuati, le problematiche ancora presenti e le azioni necessarie per migliorare le condizioni di detenzione. «La dignità delle persone detenute non può dipendere dall’attenzione che si accende soltanto dopo una tragedia», sottolinea la referente trapanese del partito.
Sulla vicenda interviene anche Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra Italiana, che richiama le denunce avanzate durante la visita ispettiva dello scorso anno. «Quello che accade nel carcere di Trapani non può essere liquidato come una tragica fatalità. Già nel luglio 2025, insieme al deputato Marco Grimaldi, avevamo denunciato condizioni di detenzione incompatibili con i principi costituzionali. Oggi siamo nuovamente di fronte alla morte di un giovane detenuto». Montalto chiede accertamenti sulle circostanze del suicidio e una verifica dell’adeguatezza dell’assistenza sanitaria e psicologica garantita all’interno della struttura. «Le Istituzioni competenti devono assumersi la responsabilità di intervenire, con provvedimenti concreti e verificabili», afferma, richiamando anche la necessità di tutelare il personale penitenziario.
Sinistra Italiana sollecita la convocazione di un confronto pubblico nei Consigli comunali di Trapani ed Erice, con il coinvolgimento delle Garanti dei detenuti e delle Autorità competenti, per affrontare le problematiche del “Cerulli” e individuare possibili interventi. «La pena è privazione della libertà, non della dignità», ribadisce il partito, richiamando i principi della Costituzione e chiedendo risposte concrete dopo l’ennesima morte all’interno dell’istituto penitenziario trapanese.













