Si dice che il battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas…

Torna il blog "Lettere dal fronte" di Giancarlo Casano

C’è qualcosa di misterioso che affascina tutti: il mistero dell’esistenza. Capita di chiedersi se quello che accade sia frutto del caso oppure se tutto sia già scritto ma soprattutto se questa vita abbia un senso, capita di sentirsi come guidati da una brezza leggera verso un destino che sta prendendo forma, ci abbandoniamo al vento con leggerezza e fiducia perché è comodo, semplice e ci fa sentire protetti.

Come il corso di un fiume all’inizio pieno di rapide e di correnti impetuose poi giunto alla foce più calmo e quieto, così è la vita piena di sfide, di difficoltà, di decisioni impegnative che  caratterizzano i nostri primi passi poi man mano che si arriva alla maturità più tranquilla e serena.

La vita è curiosa, unisce e divide a proprio piacimento senza un apparente motivo e come Forrest Gump amava dire: “Non lo so… se abbiamo ognuno il suo destino, o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza. Ma io, io credo, può darsi le due cose! Forse le due cose capitano nello stesso momento…”. Ci sentiamo bombardati da responsabilità, scelte e aspettative, tenere il passo degli eventi spesso ci fa sentire sopraffatti quasi inadeguati, in questi momenti può essere utile lasciarsi andare al destino che non significa rinunciare a pensare, significa semplicemente che, ogni tanto, possiamo rilassarci e lasciarci guidare dal vento.

Come una barca in mare aperto, le vele sono gonfie, lo scafo scivola dolcemente sull’acqua, abbiamo la bussola ma possiamo decidere di non seguirla, di lasciarci trasportare dalla brezza marina. Non sappiamo dove la corrente ci porterà ma l’importante è essere felici di vivere il  momento, godiamoci il viaggio senza preoccuparci della destinazione.

Lasciarsi andare al destino può essere un’esperienza liberatoria, ci permette di alleggerire il peso delle nostre responsabilità e di sperimentare la vita in modo più spontaneo, può aiutarci a scoprire cose nuove su noi stessi e su quello che ci circonda, possiamo imparare a essere più flessibili e ad adattarci alle circostanze, possiamo anche liberarci dal peso delle responsabilità e delle scelte che dobbiamo compiere ogni giorno.

Abbandonarsi al destino non significa essere deboli o rassegnati, significa semplicemente accettare che non possiamo controllare tutto e che a volte è meglio affidarsi alla corrente, di vivere in modo più leggero e spensierato e di apprezzare le cose più semplici.

Viviamo immersi nell’oscurità, nel contingente, nell’illusione, siamo incatenati dalla routine e dal presente. Quali erano i nostri sogni, i nostri desideri, chi eravamo e cosa siamo diventati?

Quando qualcuno ci lascia oppure qualcosa ci blocca, ci sentiamo smarriti, arrivano alla mente domande alle quali non sappiamo dare risposte, alcuni si rifugiano nella religione, altri cercano risposte nella scienza, altri ancora si affidano alla propria sensibilità.

A chi non è capitato di chiedersi cosa ci sia oltre, io ho trovato risposte diverse in momenti diversi, a volte ho creduto al destino, altre volte alla ragione, altre ancora alla mia intuizione. Riflettere ci permette di capire il percorso già fatto, ci aiuta a dare un senso all’esistenza e a trovare la direzione. 

Ognuno di noi ha la sua personale visione della vita, non c’è una risposta giusta o sbagliata, l’importante è trovare una risposta che ci dia pace e ci permetta di vivere la nostra vita al massimo.

Il vento, la corrente delle acque sono simboli del destino, della fortuna, dell’imprevedibilità, sono elementi naturali che possono essere potenti e distruttivi ma anche gentili e generosi, sono simboli di speranza e di possibilità e ci ricordano che la vita è piena di sorprese e che tutto è possibile, l’importante è vivere senza paura di affrontare le sfide e i cambiamenti.

“Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”, la metafora del battito delle ali è usata per descrivere l’effetto farfalla, un concetto alla base della teoria del caos che afferma che anche un piccolo cambiamento nelle condizioni iniziali di un sistema complesso può portare a grandi differenze nelle sue condizioni finali.

Il battito delle ali della farfalla è un’analogia per spiegare che le nostre azioni anche le più insignificanti, possono avere un impatto profondo su ciò che ci circonda e che, ad esempio, un piccolo gesto di gentilezza può innescare una catena di eventi che porta a un cambiamento positivo, ci ricorda che il futuro è imprevedibile e che anche i piccoli cambiamenti possono avere una grande influenza sia dentro che fuori il nostro mondo.

Giancarlo Casano

Lettere dal Fronte è il blog di Giancarlo Casano. È possibile interagire con lui attraverso i suoi social. 

PS: Queste lettere rappresentano una prosecuzione scritta della trasmissione radiofonica Good Morning Vietnam, in onda su Radio 102 il mercoledì alle ore 21.

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