Scuola, Tranchida: “La Regione organizzi screening di massa o 3 giorni di chiusura non serviranno a nulla”

Il primo cittadino di Trapani: "Tuteleremo in ogni modo studenti, lavoratori e famiglie. Il vaccino rimane però la strada maestra per evitare ulteriori dolorosi lutti e gravi danni sociali"

I sindaci siciliani in sede Anci si sono riuniti nel pomeriggio di ieri in seguito alla decisione della Regione Siciliana di rinviare a giovedì 13 gennaio l’apertura delle scuole. Si tratta di un primo passo rispetto alla vertenza che abbiamo avanzato ma che però non rappresenta la soluzione ai tanti problemi che permangano, specialmente a proposito dell’impennata contagiosa del virus e del suo tracciamento tra i più giovani, ormai fuori controllo.

«Alle numerose famiglie trapanesi che da giorni ci invitano ad intervenire affinché le scuole possano riaprire in sicurezza – dichiara il Sindaco Tranchida – garantisco, insieme ai colleghi Sindaci, di essere estremamente vigile e di non aver nessuna intenzione di fare passi indietro nel provare a fronteggiare, seppur nei limiti dei poteri attribuitimi dalla legge, tanto la necessità di combattere per ripristinare immediatamente il pieno funzionamento delle Asp e dell’Usca quanto insistere nello screening gratuito prima del rientro in classe degli studenti oltre che per reperire le mascherine FFP2 per il sistema scolastico. Laddove ciò non dovesse avvenire nei 3 giorni che la Regione Siciliana si è presa per organizzare queste operazioni, di concerto con i colleghi anche in ambito regionale e gli Istituti Scolastici locali, valuterò ogni necessaria azione a tutela tanto degli studenti e delle loro famiglie quanto di tutto il personale scolastico. Di certo, sebbene i poteri di un Sindaco anche in materia sanitaria oggi si scontrino con i limiti imposti in specifica materia dal legislatore nazionale, il diritto alla salute della comunità trapanese e le cause effetti conseguenti anche sull’economia sociale, non possono essere cestinati dalle logiche di fredda burocrazia governativa. Non è un caso che di già a fine anno abbiamo sospeso eventi, limitato occasioni di assembramenti e financo già chiuso le scuole per il 7 e 8 gennaio in presenza dell’allarme rosso lanciato dal Dipartimento epidiemologico Asp. La salute deve trovare pari diritto costituzionale con quello dello studio, ma in sicurezza».