Raccolta differenziata, le difficoltà di Trapani e il modello Mazara

TRAPANI. A Trapani la differenziata arranca, a Mazara la differenziata vola. Eppure entrambe le città sono corse ai ripari la scorsa primavera per rispettare quanto chiedeva il governo regionale in tema proprio di raccolta differenziata.

L’AVVIO – A Trapani la differenziata porta a porta ha subito un processo complicato. E’ stata disposta a fine marzo dal commissario Messineo per essere attivata ai primi di aprile, con la rimozione dei cassonetti. A giugno l’amministrazione Tranchida l’ha sospesa disponendo il ritorno dei cassonetti, mentre il 31 ottobre il porta a porta è stato riavviato, in parte della città, come aveva previsto Messineo, anche se soltanto per umido e indifferenziato. Serie di avvenimenti che hanno confuso i cittadini, peraltro sempre in attesa che Energetikambiente, la società, che gestirà la raccolta dei rifiuti da gennaio, avvii il piano di comunicazione per informare la popolazione sulle modalità. A Mazara, invece, l’amministrazione Cristaldi ha avviato il porta a porta in ritardo rispetto a Trapani, ma ha proseguito in un’unica direzione, procedendo con una fase a step. Ed oggi i risultati danno ragione proprio a Mazara.

I DATI DELLA REGIONE – Gli ultimi dati comunicati dalla Regione sono relativi al mese di luglio e Trapani si assesta al 15,8% di differenziata, in calo rispetto al 23,1% raggiunto a giugno, al 24,2% di maggio e pure al 16,4% di aprile, il primo mese con il porta a porta, tornando in linea con l’inizio dell’anno. A Mazara, invece, a luglio, la percentuale di differenziata era al 39,5% contro il 25,4% di giugno, il 20,2% di maggio, il 13,5% di aprile e il 12,6% di marzo. Insomma, il trend a Mazara è in crescita ed ora l’amministrazione Cristaldi ha annunciato il raggiungimento del 60%, anche se questo dato deve ancora ricevere la certificazione della Regione.

PERCHE’ TRAPANI PRODUCE PIU’ RIFIUTI – La percentuale della differenziata viene calcolata in base al quantitativo di spazzatura conferito in discarica e, a riguardo, i trapanesi appaiono penalizzati per via del maggior quantitativo di rifiuti che producono. I dati della Regione, a luglio, certificano per Trapani un quantitativo totale di spazzatura che ha superato i 3 milioni di tonnellate, ben al di sopra della media dei mesi precedenti e raggiungendo, di fatto, il quantitativo di spazzatura portato in discarica da Marsala, città che, sulla carta, conta un numero maggiore di abitanti: poco meno di 70 mila Trapani e oltre 82 mila Marsala. Dato che può essere inteso in duplice modo: il primo che i trapanesi producano molta più spazzatura rispetto agli altri cittadini della provincia, tesi piuttosto improbabile, oppure, che a Trapani gettino i propri rifiuti anche abitanti provenienti da altre città. Posizione, quest’ultima, che nel corso degli ultimi decenni, è stata sostenuta da tutti i sindaci che si sono susseguiti alla guida del Comune. Oltre dieci anni addietro i primi furono Mimmo Fazio da sindaco ed il suo assessore all’Ambiente Diego Di Discordia e, poi, Vito Damiano durante il suo mandato da primo cittadino e dall’allora assessore all’Ambiente Giuseppe Licata. E anche Ninni Romano, attuale assessore all’Ambiente, ritiene che qualcosa non vada a riguardo, spiegandolo già qualche mese addietro nel corso di una conferenza a Palazzo D’Alì.

LE NOVITA’ DI MARSALA – Domani a Marsala verranno consegnati i nuovi kit per la differenziata. Ogni contenitore sarà abbinato all’utenza, attraverso un codice che verrà riportato sugli stessi e, contemporaneamente, saranno anche dotati di un dispositivo che ne rileverà gli svuotamenti. Un decisivo passo in avanti assicurato dalla Energetikambiente, la stessa società che da gennio gestirà il servizio anche a Trapani. E ad oggi non si è a conoscenza se questo nuovo sistema informatizzato sarà avviato anche nel capoluogo, magari in un secondo momento.

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