Petrosino ricorda Paolo Borsellino con un confronto tra i giovani amministratori nati dopo il 1992 e lo scrittore Polizzi

Il sindaco Anastasi: «Fare memoria significa soprattutto tessere un filo tra le generazioni, tra chi ha vissuto quegli anni e chi ancora non era nato»

«Oggi più che mai, in un Paese che si mostra disunito anche nella commemorazione della strage di via D’Amelio, per le recenti polemiche seguite alle dichiarazioni del ministro Nordio sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa, la memoria di chi ha sacrificato la propria vita in nome della legalità e della giustizia va necessariamente tenuta viva. Ed è per questo che a 31 anni dalla morte, l’Amministrazione comunale ha voluto ricordare Paolo Borsellino, affinché il suo impegno per la lotta alla criminalità sia fonte di ispirazione ed esempio per le nuove generazioni, per chi non ha vissuto direttamente uno dei periodi più bui della storia della nostra Repubblica».

Queste le parole del sindaco Giacomo Anastasi che per questo anniversario ha voluto promuovere, ieri pomeriggio, presso il Parco della Pace, a Petrosino, un confronto tra i giovani amministratori comunali nati dopo il 1992 e lo scrittore Renato Polizzi, autore del libro “Sul muso del coccodrillo. Gli anni di Paolo Borsellino a Marsala”: un volume in cui viene indagato e ricostruito il periodo in cui il magistrato fu a capo della Procura della Repubblica di Marsala, ovvero tra il 1986 e l’anno delle Stragi.

A dialogare con l’autore, l’assessora Caterina Marino e i consiglieri comunali Chiara Sansone e Antonino Bilello, che hanno espresso grande soddisfazione per il confronto su tematiche conosciute solo indirettamente: «Per noi è stata un’esperienza molto significativa e costruttiva. Abbiamo dialogato con un testimone diretto di quella stagione e per chi come noi non c’era o non ha un ricordo diretto delle stragi del ‘92, è stata un’occasione per approfondire, contestualizzare ed interpretare fatti che, sia pur non vissuti in prima persona, ci hanno indubbiamente formato, da un punto di vista individuale e collettivo. Siamo convinti che oggi sia necessario impegnarsi quanto più possibile nella diffusione della cultura della legalità e dell’educazione alla cittadinanza democratica, anche avvalendosi del sostegno delle nuove generazioni».

A far eco alle parole dell’assessora Marino e dei consiglieri Sansone e Bilello quelle del sindaco Anastasi: «Le giornate di commemorazione corrono sempre il rischio di scadere nella retorica. Per fare memoria e tenere vivo il doloroso ricordo del tragico eccidio di via D’Amelio e del sacrificio del giudice Borsellino e degli agenti della scorta, abbiamo voluto ricordare attraverso un libro gli anni del magistrato al Tribunale di Marsala. E abbiamo voluto che a conversare, a discutere, a fare domande, fossero i giovani amministratori di Petrosino che nel ‘92 non erano ancora nati. Ricordare, fare memoria, significa soprattutto tessere un filo tra le generazioni, tra chi ha vissuto quegli anni e chi ancora non era nato, per provare così ad attivare una riflessione “concreta” sui temi della legalità, della giustizia e della lotta alla mafia».

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