Pesca e acquacoltura: “Pesca InForma” sceglie Trapani come città simbolo per rilanciare il settore

“Il progetto – ha spiegato Bruno Mariani in apertura – ha avuto l'obiettivo di promuovere e favorire un'acquacoltura sostenibile sotto il profilo ambientale, economico ed allo stesso tempo innovativo e competitivo"

È stata scelta Trapani come città di mare, tra le diverse coinvolte, per chiudere “PescaInForma”, progetto della Confsal pesca in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Fueb ed Ebiasp, per rilanciare il settore. Alla presenza, infatti, dell’assessora al commercio Andreana Patti, che ha portato i saluti dell’Amministrazione complimentandosi per l’iniziativa, del segretario regionale di Ebiten Vito Campo, dei sindacalisti Confsal Bruno Mariani ed Angelo Raffaele Margiotta, Girolamo Mauro di Unci e Giovanni Basciano di Agci Agrital, si è svolto il seminario-convegno-dibattito sulla “gestione imprenditoriale in acquacoltura”.

“Il progetto – ha spiegato Bruno Mariani in apertura – ha avuto l’obiettivo di promuovere e favorire un’acquacoltura sostenibile sotto il profilo ambientale, economico ed allo stesso tempo innovativo e competitivo, dedito allo sviluppo di nuove competenze per incentivare il lavoro nel comparto” a cui, – ha detto poi nel suo intervento Angelo Raffaele Margiotta – , “la Confederazione tiene parecchio e sostiene come possibile”.

Per Vito Campo “è stato importante portare anche a Trapani progetti di questo tipo in linea con il Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2022-2024 con lo scopo di unire competenze, esperienze e professionalità nell’ambito della formazione e nella gestione di progetti complessi. Lo sviluppo professionale degli acquacoltori in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica si basa su una serie di attività di formazione professionale, apprendimento permanente, divulgazione delle conoscenze e creazioni di reti, come fatto appunto tramite Pesca InForma”.

“Con la prossima programmazione Feampa – ha continuato Giovanni Basciano nella sua relazione tecnica – abbiamo ragionato insieme come far nascere nuove opportunità e come coinvolgere il comparto della pesca con le produzioni ittiche all’interno del sistema dell’acquacoltura con i pescatori. E’ fondamentale che questo legame si crei e rafforzi, poiché la pesca sarà sempre più ridotta con una conseguente diminuzione dell’occupazione che in qualche modo dovremmo ricreare diversamente, ma chiaramente sempre legata al prodotto che porteremo nei nostri mercati e nelle nostre tavole”.

Per il rappresentante di Unci Girolamo Mauro, infine, “davanti ad una crisi così evidente della pesca e dell’acquacoltura, percorsi di formazione, tecnologie innovative e lo sviluppo del pesca turismo, rappresentano la scialuppa di salvataggio su cui bisogna aggrapparsi per dare in ogni modo futuro al settore”.

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