Passeggiata in via Torrearsa con “sorpresa”

La zona pedonale "fantasma" del centro storico di Trapani. Altro che Indiana Jones

La fortuna, o sfortuna (dipende dai punti di vista) di abitare al centro storico di Trapani, ti consente di dimenticare per giorni interi la macchina in garage (fortunato chi ce l’ha) e fruire delle strade cittadine da pedone.
La strada del centro storico, spesso priva di marciapiedi, non diventa più il modo più veloce per congiungere il “punto A” col “punto B”, ma diventa parte integrante della passeggiata, diventa tua, come tua è la casa dove abiti e tuo è il luogo che devi raggiungere nello spostamento a piedi.
La viuzza del centro, la scopri viva di voci, di odori, di colori che la rendono unica ai tuoi sensi, che ormai dovrebbero essere abituati a certe emozioni.
Da residente, non puoi che importi di rispettare il centro storico e di indignarti se ti rendi conto che questo “rispetto”, molti altri non lo condividono, o addirittura non lo capiscono.
Tra questi, purtroppo, anche qualche turista, italiano e non che, per fare tutto quello che vuole, all’insegna del “sono in vacanza e mi devo divertire”, approfitta della quasi assoluta assenza di occhi vigili, che siano quelli dei comuni cittadini che si fanno i fatti loro, che siano quelli delle autorità preposte al controllo del territorio, che siano anche telecamere.

Così ieri mattina, decido di raggiungere la spiaggetta “urbana” alla destra della “Chiazza”, sotto le Mura di Tramontana, scendo da casa con telo mare e siggitedda sotto braccio, attraverso la via degli Argentieri e piazzetta Notai (con le solite macchine parcheggiate in ztl, ma dicono che sono autorizzate) ed attraversando l’arco dell’Orologio di Palazzo Cavarretta, entro in via Torrearsa.
Questa è una delle due storiche strade pedonali  di Trapani: corso Vittorio Emanuele che taglia il centro storico da torre di Ligny al Palazzo Senatorio, e la perpendicolare via Torrearsa che congiunge la Marina con la Litoranea. Da qualche decennio, a queste due strade pedonali se n’è aggiunta un’altra: via Garibaldi, strade che col loro basolato di marmo, col loro barocco, con le loro attività, hanno sempre rappresentato il “salotto buono” di Trapani.

Fino agli anni ’60-’70 da due di queste strade, passava il tram su rotaie e poi il filobus, ma tendenzialmente sono nate con l’unico scopo di consentire ai trapanesi la classica “passiata a’ loggia” alla quale d’estate si aggiungeva la “passiata alla marina” sui marciapiedi di Viale regina Elena.
Ora queste strade, pur mantenendo il loro status iconico di “zona pedonale”, sono state inserite in una fantomatica “zona a traffico limitato” dove ad oggi l’unica limitazione risiede nella “fantasia” di chi le vuole percorrere. Nessun controllo, nessun varco vigilato, solo qualche minuscolo cartello di divieto d’accesso messo in alto e piccolo quanto basta, giusto per mettersi la coscienza a posto quasi a non voler dare troppo fastidio.

Forse proprio per questo motivo, ieri mattina, in via Torrearsa, io a piedi in pantaloncini, loro tutti bardati da giubbotti, guanti e caschi, mi imbatto in quattro motociclisti che, facendo slalom con le loro moto di grossa cilindrata, tra tavolini ed espositori di gadget,  calamite e cappellini, usciti da via Libertà, anziché proseguire verso la Litoranea, avevano ben pensato di dirigersi verso via Ammiraglio Staiti.
Anch’io sono stato motociclista, anch’io con moto e bauletti carichi e pesanti, spesso mi son trovato alla ricerca di un luogo, un indirizzo, un hotel o un B&B, e come impone l’esperienza, ho sempre cercato di seguire le indicazioni stradali, i segnali di divieto, i limiti di velocità nei centri abitati e i percorsi obbligati, proprio per evitare di vedermi rovinata la vacanza da qualche multa o sanzione. Per questo motivo mi sono meravigliato del comportamento di questi non troppo giovani mototuristi, e per questo li ho fermati.
Con garbo ed ospitale educazione ho fatto loro notare che erano entrati in una zona pedonale dove non avrebbero potuto mettere ruota, neanche a motore spento con moto condotte al passo.

“Non l’avete visto il segnale?”, chiedo loro.
“Quale segnale”, mi risponde il capobranco.
“Il divieto d’accesso – zona pedonale, lì, all’incrocio. Potete girare solo a destra, non a sinistra. questo è il centro della città. è zona pedonale!”, ribadisco.
“Guarda che lì all’incrocio non c’è nessun segnale. Ne abbiamo visto uno seminascosto piccolo piccolo che indicava una ztl e divieto d’accesso nella strada di fronte (via Garibaldi), ma siccome dobbiamo andare al porto, abbiamo preso da questa strada dove cartelli e divieti non ce ne sono. Comunque grazie per avercelo detto, ora giriamo, torniamo indietro e  cerchiamo di uscire dalla zona pedonale. Ciao, e complimenti, Trapani è bellissima”.

E con le loro grosse Bmw e Jap girano e se ne vanno piano piano. Io li seguo a piedi ed arrivato all’incrocio li saluto e mi do uno sguardo attorno. Amaramente mi rendo conto che… avevano ragione loro. All’inizio di via Torrearsa non c’è nessun cartello. L’unico divieto invece, lo trovo dall’altra parte all’angolo di via Ammiraglio Staiti, (lo vedete in foto). Ma, da quanto si evince dalla macchina parcheggiata di fronte alla Casina delle Palme, non è neanche troppo rispettato. Che bella sorpresa!

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