Pallacanestro Trapani, coach Parente: “Manca l’ultimo sforzo, ma senza lunghi è difficile” [VIDEO]

Nonostante la formazione granata ci abbia provato, non è riuscita a portare a casa il risultato. Tra l'assenza di lunghi sul campo e la stanchezza fisica dei giocatori la situazione è invalidante, bisogna stringere i denti e andare avanti fino alla fine

Giunti alla quarta partita in dieci giorni la 2B Control Trapani comincia ad annaspare, a causa delle assenze in squadra. Ieri sul parquet della Reale Mutua Torino la formazione granata ha incassato la sconfitta per un 79 a 63, in una partita sempre condotta dalla formazione piemontese, che ha meritatamente vinto.

“Il commento è abbastanza semplice, complimenti a Torino per la vittoria meritata – dichiara Daniele Parente -. Era una partita dal piano tattico molto scontata, Torino ha cercato sempre di dare la palla dentro e imporre la sua fisicità; per noi inizia a diventare una situazione invalidante perché diventa veramente difficile adesso competere senza neanche un lungo, è la quarta partita in una settimana, i ragazzi proprio fisicamente fanno fatica, ci abbiamo provato”.

Una partita evidentemente difficile per la formazione granata ormai davvero provata dalla competizione e dalle assenze. “Per vincere questa partita devi essere fresco, sperare che gli avversari non siano in giornata e devi tirare con percentuali non come le nostre oggi. Speriamo di non dilapidare quel mezzo miracolo delle partite in casa perché diventa difficile anche fare allenamento – continua coach Parente -. Siamo monotematici, possiamo giocare in una maniera sola, è dura in difesa; non ho nulla da recriminare a volte siamo un po’ distratti sui dettagli, ma ci stiamo provando”.

La speranza è quella di poter tornare con la formazione al “completo” al più presto, chiedendo a chi ha giocato in questo periodo “l’ultimo sforzo”. “Forse per la fase a orologio saremo tutti, ma poi devo reinserire un giocatore fermo da due mesi e un giocatore infortunato alla caviglia e con il Covid. Bisogna alzare la testa manca l’ultimissimo sforzo per l’obiettivo però non c’è nulla di scontato – conclude Daniele Parente – perché tutti giocano per qualcosa quindi nessuno ci fa lo sconto per le nostre condizioni”.