Paceco, misure dell’Amministrazione contro lo spreco di acqua potabile

L'ordinanza ha effetto immediato e resta valida fino al prossimo 31 dicembre

Il sindaco di Paceco, Aldo Grammatico, ha emesso oggi una ordinanza “contingibile e urgente” che mira ad evitare l’utilizzo improprio dell’acqua potabile, al risparmio idrico potabile e alla riduzione dei consumi per fronteggiare il problema siccità determinato dalla ridotta disponibilità di acqua negli invasi siciliani.

“La Giunta regionale, con deliberazione dello scorso 11 marzo, – ricorda il primo cittadino – ha dichiarato lo stato di crisi idrica nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani fino al prossimo 31 dicembre, stabilendo nel territorio di Paceco la riduzione, a monte, della fornitura d’acqua del 15%. Pertanto, si impone una disciplina finalizzata al contenimento del consumo e alla limitazione degli sprechi di acqua per garantire la fornitura di acqua potabile”.

Il provvedimento stabilisce, in tutto il territorio comunale, con effetto immediato e fino al 31 dicembre (o fino a nuova comunicazione di cessata emergenza) il divieto di utilizzare l’acqua potabile erogata dall’acquedotto cittadino per: innaffiare le piante del balcone e del giardino (farlo, eventualmente, nelle ore notturne, dalle 23 alle 5); il lavaggio dei veicoli privati (e in ogni caso utilizzando il secchio anziché il getto continuo); il lavaggio di cortili e piazzali; alimentare fontane ornamentali, vasche e piscine.

Nei casi di violazione dell’ordinanza, è prevista l’applicazione di sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro. L’ordinanza integrale è pubblicata sull’albo pretorio on-line del sito web del Comune di Paceco.

Di seguito, il vademecum contenente suggerimenti e buone pratiche, errori da evitare ma anche soluzioni e tecnologie per ottenere un buon risparmio idrico – e anche energetico – soprattutto in ambito residenziale.
1. Controllare l’efficienza dell’impianto idrico e verificare la presenza di eventuali perdite: con un rubinetto che gocciola si possono perdere fino a 5 litri al giorno d’acqua.
2. Non fare scorrere inutilmente l’acqua. L’esempio più classico? Lavarsi i denti con il rubinetto aperto, sprecando fino a 30 litri d’acqua, a fronte di un solo litro e mezzo con un utilizzo corretto.
3. Razionalizzare gli utilizzi anche in cucina, usando bacinelle per il lavaggio della verdura invece dell’acqua corrente. Attenzione anche quando si lavano i piatti a mano: tenere il rubinetto aperto significa lasciare scorrere 12 litri al minuto.
4. Scongelare gli alimenti all’aria e in una bacinella. L’abitudine di lasciarli sotto l’acqua corrente calda o fredda comporta un consumo di circa sei litri al minuto.
5. Riutilizzare l’acqua tolta dall’acquario. Si può usare per annaffiare le piante e i fiori in quanto è ricca di sostanze fertilizzanti.
6. Nel caso in cui si usi la lavastoviglie, i piatti possono prima essere sciacquati con l’acqua di cottura della pasta o usata per lavare le verdure.
7. Utilizzare lavastoviglie e lavatrici sempre a pieno carico. Questi i consumi medi stimati: fino a 15 litri per un carico di lavastoviglie (classe A) senza prelavaggio (7 litri in classe A+++), 45 litri per un carico di lavatrice (classe A), preferendo lavaggi a temperature basse.
L’ENEA, inoltre, specifica che con l’installazione di pannelli solari si eviterebbero i consumi elettrici per scaldare l’acqua necessaria agli elettrodomestici.
8. Sostituire i vecchi elettrodomestici con modello a risparmio energetico. Dovendo sostituire una nuova lavatrice o lavastoviglie, acquista quelle di nuova generazione che consentono di risparmiare il 50% d’acqua e di regolare la quantità erogata in base al carico. Per avere il massimo dell’efficienza e del risparmio, selezionare la modalità eco.
9. Se possibile utilizzare rubinetti con sensori o comunque utilizzare dispositivi che riducono il flusso dell’acqua (valvole rompi-getto).
10. Installare sciacquoni a doppio tasto. In questo modo è possibile risparmiare anche 100 litri d’acqua al giorno, considerando che con lo scarico mono-pulsante si usano fino a 16 litri di acqua.
11. Preferire l’uso della doccia a quello della vasca da bagno. Nel primo caso si usano 40 litri d’acqua, mentre nel secondo si consumano mediamente fra i 100 e i 160 litri di acqua. Il risparmio è di circa 1.200 litri d’acqua all’anno.
12. In caso di lunghi periodi di inutilizzo (ad esempio quando si parte), è bene chiudere l’impianto idrico centrale.
13. Installare sistemi di raccolta per l’acqua piovana per usi non potabili (ad esempio lavaggio auto) e per innaffiare.
14. Utilizzare sistemi temporizzati per l’irrigazione a goccia o in subirrigazione, ottenendo maggiore efficienza idrica.
15. Innaffiare, se proprio è indispensabile farlo, le piante del tuo balcone o giardino, la notte (23- 5). L’acqua evaporerà più lentamente, per un risparmio medio complessivo di circa 5-10 mila litri all’anno.
16. Non utilizzare l’acqua potabile per il lavaggio dei veicoli privati e in ogni caso utilizzando il secchio anziché il getto continuo, in questo modo potremmo risparmiare 400-500 litri.
17. Non utilizzare l’acqua potabile per il lavaggio di aree cortilizie e piazzali.
18. Non utilizzare l’acqua potabile per alimentare fontane ornamentali, vasche e piscine. La grave crisi che attraversiamo ne impone il non utilizzo.
19. Recuperare l’acqua di condensa dei condizionatori o dell’asciugatrice e riutilizzarla per usi domestici, ad esempio per il ferro da stiro (è molto simile all’acqua distillata o demineralizzata).
20. Diversificare l’uso dell’acqua a seconda della sua qualità: tra acqua potabile, piovana, grigia e nera.
21. Utilizzare, se possibile, tecnologie per il riutilizzo delle acque generate dalle operazioni di igiene personale (acque grigie).
22. In giardino, effettuare operazioni sul terreno per trattenere il più possibile l’acqua.
23. Installare coperture vegetali sui tetti e giardini pensili. Esse possono assorbire fino al 50% di acqua piovana, riducono la possibilità di allagamenti in caso di forti precipitazioni. Non solo: esse favoriscono l’isolamento termico del tetto, riducono le polveri sottili e creano un microclima più gradevole, con meno calore dovuto all’irraggiamento.
24. Utilizzare pavimentazioni drenanti nelle superfici esterne agli edifici, favorendo la ricarica delle falde e mitigando l’effetto “isola di calore”.

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