Natale 2023, il messaggio del vescovo di Mazara del Vallo: «Guardare a sofferenze»

Angelo Giurdanella: "Pensiamo alla strage degli innocenti che si rinnova nelle stragi e nei giochi dei potenti di oggi: le guerre, la miseria e la fame, le mafie, la corruzione, la disoccupazione, il lavoro nero, la crisi dell’agricoltura e del sistema sanitario, i femminicidi"

Non limitarsi agli auguri, quindi restare superficiali, ma «guardare a tante sofferenze e anche a tanti dubbi dentro di noi». È questo uno dei passaggi del Messaggio di Natale del Vescovo monsignor Angelo Giurdanella. «Pensiamo alla difficoltà di Giuseppe e Maria come simili a quelle di tante famiglie di oggi nel trovare casa o ad arrivare alla fine del mese – scrive il Vescovo – pensiamo alla strage degli innocenti che si rinnova nelle stragi e nei giochi dei potenti di oggi: le guerre, la miseria e la fame, le mafie, la corruzione, la disoccupazione, il lavoro nero, la crisi dell’agricoltura e del sistema sanitario, i femminicidi».

Poi un passaggio sui migranti: «Nella fuga in Egitto c’è il dramma dei migranti, che ancora oggi ci interpella e chiede una lettura attenta e una risposta umana, intelligente e solidale». Monsignor Giurdanella aggiunge: «Dio non ci lascia soli, ma ci mette insieme a cercare i passi del cammino, come fecero i pastori e i magi: ecco il cammino sinodale che sta aiutando la Chiesa a vivere meglio la sua identità e missione e che diventa un messaggio per tutti.

Anche per la città, per la politica che, nell’essere insieme per il bene comune, trova la sua verità: «Uscire da soli da un problema è egoismo, uscirne insieme è politica!». Bisogna dedicare spazio all’ascolto della Parola, dice il Vescovo: «La bontà del Natale non può consumarsi in un’effimera emozione ma deve diventare lo stile della nostra vita, apprendendo dal farsi piccolo di Dio la sua qualità principale. Per questo auguriamoci gli uni gli altri in questo Natale di dare sempre più spazio all’ascolto della Parola come Maria, come Giuseppe, i pastori, i magi. E poi costruiamo nelle nostre case, parrocchie, luoghi di incontro un presepe simbolico e uno vivo, condividendo la festa con chi è solo e attivandoci perché questo diventi poi uno stile in tutto l’anno».

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