“Mio figlio non è un poverino e io non sono un eroe” [VIDEO]

Una donna di 35 anni ha una probabilità su 350 di concepire un figlio affetto dalla sindrome di down. Molte coppie, dinanzi a questa possibilità, decidono di praticare l’aborto terapeutico. Ezio Meroni racconta la sua invita insieme con il figlio Alberto, affetto dalla sindrome di down. “All’inizio neanche io l’ho presa bene”, confessa. “Quando ti comunicano che tuo figlio è disabile non è una bella notizia, la bellezza in realtà si scopre cammin facendo”.

 

Alberto, spiega il padre, oggi conduce una vita quasi normale, dal 2015 lavora in un ristorante ed è stimato dai titolari del locale e dai clienti. “Sin dall’inizio – dice Ezio Meroni, che ha anche scritto un libro – abbiamo deciso insieme con mia moglie di educarlo come fosse un ragazzo normale, non gli abbiamo mai fatto nessuno sconto. Guai a considerarlo un poverino. Si può affrontare la disabilità avendo una qualità di vita, come famiglia, e dando una qualità di vita ai figli più che buona, senza essere degli eroi”.

 

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