Mariglianese-Trapani, vi pare normale?

In questo clima palesemente contraddittorio e confuso, parlare della gara di ieri in se stessa risulta di marginale importanza

Vi pare normale? Come pensavo alla vigilia, la trasferta del Trapani per affrontare l’ultima in classifica non si prestava ad alcun tipo di pronostico: poteva succedere tutto ed il contrario di tutto. Ed alla fine la gara l’abbiamo persa e pure in malo modo.

Non vorrei soffermarmi troppo sulla partita in se, quanto semmai evidenziare come questa sconfitta sia la “spia” evidente di una situazione generale in seno alla società del tutto “anormale”, per usare un eufemismo. In condizioni normali, il Trapani questa gara l’avrebbe vinta.

Ma parlare di normalità in questa società da tempo ormai non è più possibile. Forse sarebbe meglio usare il termine “paradossale”. A cominciare dalla scelta infelice di partire in pullman alla volta di Napoli, perché il viaggio in nave o in aereo costava troppo. Posso capire se ci fosse stata una settimana fra l’impegno di ieri ed il successivo, ma qui invece si dimentica che già mercoledì si rigioca, in casa con il San Luca. E non è detto, stando così le cose, che la gara si riesca a vincere.

12 ore di pullman all’andata ed altrettante al ritorno incidono in negativo sia su questa gara che su quella di mercoledì, a livello di recupero di energie fisiche ma soprattutto di dispendio di quelle mentali. Va bene risparmiare sugli ingaggi, ridimensionando sensibilmente la rosa di prima squadra, ma ridursi a “situazioni – limite” come questa non è nè decoroso nè accettabile, nemmeno in serie D.

Ad andare in trasferta poi è stato un gruppo di calciatori, al quale si chiedono sacrifici di ogni tipo, ma che al momento vanta tre mensilità di stipendio arretrate.
Un gruppo nel quale a giocare sono sempre gli stessi ed in cui, se manca qualche titolare, vedi Marigosu e Gonzalez, si va in difficoltà: perché gli uomini sono contati, perché i due nuovi arrivati sono al momento privi di una accettabile condizione atletica e perché i rincalzi della juniores non possono essere utilizzati per una intera gara al posto dei titolari.

Mi domando allora quali soldi sia venuta ad amministrare la nuova D.G., la quinta (sic! della stagione, visto che nelle casse societarie soldi pare non ce ne siano oppure non si vogliano tirare fuori, per reciproci dispetti fra le due anime della società, quella di maggioranza e quella minoritaria. Costringendo di conseguenza la squadra a sciropparsi oltre 24 ore di pullman in due giorni.

Mi domando ancora perché la nuova D.G. non sia stata presentata ai tifosi ed alla stampa, con una evidente mancanza di riguardo e di rispetto nei confronti di entrambi e senza che la suddetta abbia sentito la necessità o la cortesia di interloquire pubblicamente di sua iniziativa con i giornalisti locali. Almeno fino ad oggi. Tutto questo vi pare “normale”? O lo si vorrebbe far passare per tale, solo perché in serie D un po’ tutte le società hanno le loro difficoltà? Ma noi non dobbiamo guardare alle disgrazie altrui, semmai dare corso ai nostri programmi. Per essere credibili ed efficaci.

Ed in tal senso, a maggior ragione: vi pare che si stiano ponendo le basi per un campionato di vertice il prossimo anno? Oppure, come appare più realistico, si sta solo dando corso ad un disimpegno generale, preludio ad un addio ormai scontato del socio di maggioranza? Se così fosse, il ruolo della nuova D.G., ad esempio, non sarebbe tanto quello di una manager chiamata a programmare il futuro, quanto piuttosto quello di una sorta di commissario liquidatore della società.

In tutto questo bailamme societario ci sta tutto. Ci sta ad esempio che i tifosi della curva nord, e non la squadra, come sarebbe stato normale, vadano a fare beneficenza al reparto di pediatria dell’ospedale, distribuendo doni offerti però dalla società granata. Perché? Perché i tifosi della curva hanno fatto ciò che da sempre in simili occasioni era un compito affidato ai calciatori, sostituendosi a questi ultimi? Per inciso, con tanto di comunicato stampa ufficiale da parte della società, a dare pubblica notizia di questa situazione quantomeno anomala. L’iniziativa era della società o dei tifosi della nord?

Ed in questo secondo caso, allora, perché il comunicato stampa societario, visto che i doni non sono stati distribuiti dai tesserati bensì da semplici tifosi? Capite quindi come, in questo clima palesemente contraddittorio e confuso, parlare della gara di ieri in se stessa risulti di marginale importanza. Qui non si tratta di rammaricarsi per avere perso contro l’ultima in classifica, alla quale in due gare abbiamo lasciato 4 dei 6 punti complessivi disponibili. Qui si tratta di capire che è in gioco il futuro societario, ma non la permanenza in serie D, a questo punto pure da mettere in discussione, quanto piuttosto la sopravvivenza stessa della società. Cosa ben più importante.

Con un socio di maggioranza che dice di volere chiudere l’anno senza un centesimo di debiti, ma che intanto deve ancora pagare spettanze arretrate a fornitori, dipendenti e tesserati; che fa partire in pullman la squadra fino a Napoli in un turno stretto di campionato per fare economia ma non dà alcuna garanzia di potere o volere reperire la provvista (si parla di centinaia di migliaia di euro) per portare a termine la stagione, dando la colpa di questa mancanza di liquidità al socio di minoranza.

Mercoledì prossimo è in programma l’assemblea dei soci, in cui si discuterà della messa in vendita delle quote proprio di Michele Mazzara, vicepresidente dimissionario. E non solo. L’impressione è che non si vada verso un rafforzamento del bilancio societario, attuabile attraverso un aumento di capitale, così da coprire le passività e le spese previste da qui a fine stagione, bensì verso un sempre più chiaro disimpegno totale del socio di maggioranza, che da qui a fine stagione preparerà le valige per tornarsene a casa oppure per approdare ad altri lidi.

Nel frattempo veniamo uccellati da una squadra, la Mariglianese, che ci ha colpito in contropiede, rubando palla in mezzo al campo, dove aveva la superiorità numerica con il suo 4-5-1 molto dinamico e correva molto più di noi, aggredendo gli spazi dietro ai nostri difensori. Mentre noi abbiamo solo fatto sterile possesso palla, sbagliando la scelta del trequartista dietro le due punte del 4-3-1-2 (Carbonaro un fantasma) e sbagliato ancora una volta un rigore, senza più tirare in porta da lì in poi. A parte la pessima esecuzione di Kosovan dagli undici metri, ci sono mancati la testa ed il mordente. E non è difficile a questo punto comprendere perché. I padroni di casa, oltre a correre più e meglio di noi, hanno sfruttato meglio le occasioni create. Senza che si sia notata la differenza di 18 punti in classifica fra noi e loro. Ma non è colpa di squadra e tecnico. I problemi stanno a monte e la prestazione è solo la punta dell’iceberg.

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