Manager marsalese salva bambina caduta in piscina a Melbourne [VIDEO]

La piccola, due anni, era in visita a casa dei nonni

Farsi trovare pronti dalle emergenze, dotati delle conoscenze necessarie per intervenire in maniera efficace e, magari, salvare una vita umana. Questo è ciò che ha fatto qualche giorno fa il 36enne marsalese Paolo Palermo Patera che da dieci anni vive e lavora in Australia, prima a Perth e da qualche tempo a Melbourne.

Il manager lavora nell’ambito delle risorse umane per la Fluor Australia, una multinazionale che si occupa di servizi ingegneristici, e siede anche nel CdA della stessa compagnia ma, pur in tempo di lockdown, come è quello che sta vivendo adesso l’Australia, non ha esitato a correre in aiuto di una bambina di due anni, nipote di vicini di casa, che era accidentalmente caduta nella piscina del giardino dei nonni, confinante con quello della sua abitazione nel quartiere di Williamstown.

“È stata mia moglie, che in quel momento era in giardino – racconta Paolo Palermo Patera – ad accorgersi, intorno alle 14, delle disperate grida di aiuto della madre della piccola e mi ha chiamato fuori di casa. Io mi sono sporto al di là della staccionata che separa i nostri giardini e ho capito che si trattava di una situazione di emergenza. Ho subito preso una scala per scavalcare la recinzione, alta circa due metri, e calarmi velocemente nel giardino dei vicini nonostante la presenza di cani non proprio amichevoli”.

(Nel video le immagini riprese dalle telecamere installate nel giardino di Palermo Patera)

“La bambina – prosegue il 36enne marsalese – era a terra, cianotica e con gli occhi rovesciati in su e non respirava. La madre, disperata, era al telefono e chiamava i soccorsi, la nonna era lì accanto, impotente. Ho fatto tesoro di quanto avevo imparato in alcuni corsi di primo soccorso, il primo lo avevo seguito ai tempi del Liceo a Marsala e l’ultimo qui in Australia prima della nascita di mio figlio. Ho posizionato la bambina su un fianco e con una serie di opportuni movimenti e compressioni del torace sono riuscito a farle rigurgitare l’acqua che aveva ingerito. Solo dopo qualche minuto di operazioni la bambina ha ripreso a respirare, prima più irregolarmente poi in maniera normale, ed è scoppiata a piangere. Nel frattempo sono giunti i soccorritori, con due ambulanze, e anche un vicino che è medico. A quel punto ho deciso di allontanarmi e tornare a casa, attraversando l’isolato, dato che la gestione della situazione era stata presa in carico da chi di dovere”.

Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, quando Palermo Patera è tornato in giardino per recuperare la scala, il nonno della bambina lo ha informato che la piccola era stata ricoverata in ospedale e posta in coma farmacologico per valutarne le condizioni. Da una prima ricostruzione fornita dal nonno, la piccola avrebbe approfittato del fatto che il cancelletto della recinzione attorno alla piscina – misura di protezione obbligatoria in Australia – era momentaneamente aperto. Non è chiaro se abbia tentato intenzionalmente di immergersi o sia scivolata in acqua per una caduta mentre si muoveva attorno al bordo della vasca. Nei giorni successivi, quando dagli accertamenti non sono risultati danni cerebrali permanenti, la piccola è stata risvegliata e dimessa.

“Ho fatto, penso, ciò che chiunque avrebbe fatto al mio posto – commenta Paolo Palermo Patera – e per me è stato un sollievo apprendere dal padre di questa bambina, che ha la stessa età di mio figlio, che la piccola era fuori pericolo. Ho accolto con piacere il suo dono estemporaneo di una bottiglia di buon scotch”. La famiglia ha anche inviato a Palermo Patera un video in cui si vede la bambina che chiacchiera normalmente con la madre nel suo lettino di ospedale.

E c’è un altro legame importante, oltre a quello che questa vicenda ha creato per sempre tra Paolo e la piccola Airley, che gli deve la vita. Nel corso dei successivi contatti con i vicini, infatti, è emerso che il bisnonno paterno della bambina era italiano, emigrato dall’Abruzzo. Un retaggio che si è un po’ andato stemperando nelle generazioni successive, tant’è che né il padre né nonno della piccola parlano la nostra lingua, ma che non può essere cancellato.

E nel raccontare questa vicenda che lo ha visto attivo protagonista, Paolo Palermo Patera – che prima di concederci l’intervista ha voluto attendere di avere buone notizie sulla piccola – ci lascia con un consiglio, valido davvero per tutti: seguire i corsi per il primo soccorso e mantenere negli anni le nozioni e le tecniche imparate. Come è accaduto nel suo caso, queste capacità possono davvero fare la differenza e salvare vite.

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