Mafia, arrestata Rosalia Messina Denaro, sorella del boss

Secondo gli inquirenti gestiva la "cassa" e la rete dei pizzini del boss

Arrestata dai Carabinieri del Ros, con l’accusa di associazione mafiosa, Rosalia Messina Denaro, sorella del boss mafioso di Castelvetrano.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Palermo. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe aiutato per anni il fratello a sottrarsi alla cattura e avrebbe gestito per suo conto la “cassa” della “famiglia” e la rete di trasmissione dei ‘pizzini’, consentendo così al capomafia di mantenere i rapporti con i suoi uomini durante la sua lunga latitanza.

Rosalia è a maggiore delle quattro sorelle di Messina Denaro e madre di Lorenza Guttadauro, l’avvocata che, dal giorno del suo arresto, assiste il capomafia e la moglie di Filippo Guttadauro, fratello del capomafia di Brancaccio, a Palermo, che ha scontato 14 anni di reclusione per associazione mafiosa ed è tuttora in carcere al cosiddetto “ergastolo bianco”. Il secondo figlio della donna, Francesco, nipote prediletto del boss castelvetranese, sta scontando una condanna a 16 anni sempre per associazione mafiosa.

L’operazione che ha portato all’arresto di Rosalia Messina Denaro è stata condotta, oltre che dal Ros, dai militari del Comando provinciale di Trapani e dello Squadrone eliportato dei Cacciatori di Sicilia. La misura cautelare è stata disposta dal gip Alfredo Montalto. Sono in corso decine di perquisizioni in provincia di Trapani.

Con l’arresto di Rosalia, la famiglia Messina Denaro, perde un altro pezzo. Dei sei figli di “don Ciccio”, boss indiscusso del mandamento, morto da latitante e il cui corpo, pronto per la sepoltura, fu trovato nel 1998 per strada dopo una chiamata anonima alla Polizia, l’erede designato al vertice della famiglia, Matteo, è stato catturato lo scorso 16 gennaio dopo una caccia lunga 30 anni.
L’altro figlio, Salvatore, il primogenito, scarcerato nel 2006 dopo avere scontato una condanna per mafia, è stato riarrestato con le stesse accuse nel 2010. Attualmente sono in carcere anche Patrizia, condannata in via definitiva a 16 anni per associazione mafiosa e il marito Vincenzo Panicola. Pesanti guai giudiziari hanno avuto anche i mariti delle due figlie ancora libere: Bice e Giovanna. Il consorte di Giovanna, Rosario Allegra, è morto in carcere nel 2019, quello di Bice, Gaspare Como, è ancora detenuto in regime di 41 bis.

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