“Le Vie dei Tesori”, quando un festival genera ricchezza in un territorio

“Le Vie dei Tesori” che è riuscito a mettere insieme un patrimonio di oltre 120 mila presenze in quasi due mesi di iniziative, in quindici tra città e borghi dell’Isola. Sul Trapanese si è avuta una ricaduta complessiva che supera i 210 mila euro

Il 2020 è stato l’anno del coronavirus, delle restrizioni, delle presenze contingentate, della ricerca di luoghi sicuri, ma la nostra Isola ha dimostrato di avere comunque fame di cultura, bellezza e condivisione.

Grazie al festival “Le Vie dei Tesori” che è riuscito a mettere insieme un patrimonio – oggi ancora più prezioso – di oltre 120 mila presenze in quasi due mesi di iniziative (da metà settembre ai primi di novembre), in quindici tra città e borghi dell’Isola. Quest’anno ha composto un programma ricco e adeguato ai tempi, escludendo tutti i luoghi che non si potevano visitare in sicurezza. E dove non è stato possibile condurre percorsi in presenza, sono state ideate audio guide d’autore smart, registrate da giovani storici dell’arte, archeologi, studiosi del paesaggio, esperti della città e curate dagli Amici delle Vie dei Tesori, la “costola” appena nata ma già molto attiva, composta da appassionati che hanno scelto di restare accanto al festival tutto l’anno.

A Trapani il festival, supportato logisticamente dall’associazione Agorà, quest’anno si sono fatti amare soprattutto per l’inedita Villa Aula, l’elegante Palazzo Milo – Pappalardo e la simbolica Torre di Ligny. Il capoluogo ogni anno riesce a ottenere un ottimo risultato – ricordiamo l’exploit del 2019 – e chiude l’ultima edizione con 5.300 presenze, distaccata da Marsala con 2.925 e con la debuttante Mazara del Vallo, che la tallona con 2.850.

Nel Trapanese i visitatori infatti si sono recati sia a Marsala sia nella multiculturale Mazara del Vallo, dove si è svolta la prima edizione del festival. I cittadini di Marsala – dove ha lavorato Nonovento – hanno fatto visita al gettonato Palazzo VII Aprile, lo straordinario complesso ipogeo di Santa Maria della Grotta e l’archivio delle cantine Pellegrino dove leggere la storia dei commerci marittimi degli ultimi due secoli. A Mazara del Vallo, in cui ha operato Casa Periferica, ha “insidiato” da vicino le colleghe, e ha proposto la chiesa di San Francesco, il teatro del popolo intitolato a Garibaldi, e ha aperto l’intera cittadella Diocesana.

Non solo visite nei luoghi ma anche attività su terra, acqua e mare, passeggiate, esperienze, incontri, visite teatralizzate, mostre e concerti; in collaborazione con oltre cento tra partner pubblici e privati: “Le Vie dei Tesori” conferma la sua funzione aggregatrice.

Nel 2020 il festival è riuscito a mantenere la sua capacità di forte attrattore. Le Vie dei Tesori ha prodotto una ricaduta economica sull’Isola di 2 milioni 330 mila euro in termini di spese fra bar, ristoranti, shopping, trasporti. La maggior parte su Palermo, la città più visitata, dove il festival ha generato una spesa di quasi un milione e 300 mila euro. Sul Trapanese si è avuta una ricaduta complessiva che supera i 210 mila euro: la fetta più ampia è su Trapani dove il festival ha generato una ricchezza di 102.492 euro, segue Marsala con oltre 55.560 euro e la debuttante Mazara quasi alla pari con 55.113 euro.

“È stata un’edizione di resistenza – dice la presidente delle Vie dei Tesori, Laura Anello – in cui abbiamo dovuto reinventare le modalità di fruizione del Festival per adattarlo alla situazione sanitaria, ma siamo felici di avercela fatta, consentendo le visite in sicurezza. Di fronte alle mille difficoltà siamo andati avanti, convinti che i tesori delle città siano un patrimonio condiviso; e che, ancor più nei momenti di crisi, è da qui che bisogna ripartire come luoghi di riconoscimento della comunità, di tenuta sociale, di rinascita collettiva. Devo ringraziare come non mai tutto lo staff, ogni singolo collaboratore impegnato nei siti, e i visitatori che hanno dimostrato grande senso di responsabilità”.

“In questi tempi difficili in cui molte certezze sono in discussione, ammiro il coraggio e la tenacia del festival che ha deciso di andare avanti, nonostante le restrizioni, per realizzare un programma di grande qualità – interviene l’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà -. Le Vie dei Tesori costituiscono un elemento di fiducia e speranza che dona alle persone il piacere di tornare alla normalità. Il bilancio è positivo perché ha contribuito ad aprire luoghi, alcuni poco conosciuti; 120 mila presenze che confortano e testimoniano come la cultura sia l’arma vincente per uscire dalle secche e restituire prospettiva alla società. La Regione Siciliana non poteva che essere tra i partner dell’iniziativa, perché la cultura è il più bel biglietto da visita della nostra terra”.

Dona 1 euro per la bellezza!
Un euro per i restauri sostenuti dal festival. Quest’anno, comprando i coupon, si poteva scegliere se donare 1 euro in più per gli altri progetti dell’associazione “Le Vie dei Tesori Onlus”. Come quelli già completati negli ultimi cinque anni: i restauri trapanesi di una preziosa tavola della Cappella della Mortificazione, unico intervento portato avanti durante il lockdown; e di un antico corale della Fardelliana, oltre alla manutenzione della cupola del campanile del Carmine di Marsala.

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