Insulti omofobi durante Consiglio Comunale, la versione del gruppo LiberEgadi

Sulla vicenda degli insulti omofobi durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Favignana, in cui si discuteva la mozione di sfiducia al sindaco Forgione, il gruppo
LiberEgadi – formato Antonella Armetta, Emanuela Serra e Giuseppe Nicolò Bannino – ha diffuso una nota stampa. La pubblichiamo integralmente.

“Il gruppo LiberEgadi, prendendo le distanze da qualsiasi atto scomposto e da qualsiasi offesa verbale pronunciata durante il Consiglio comunale di giovedì scorso, comprese le offese di Sindaco e Assessori verso la cittadinanza o verso i consiglieri comunali, vuole esprimere massima solidarietà alle persone offese, il consigliere e concittadino Pietro Giangrasso e il giornalista Maurizio Macaluso, qualora effettivamente la parola pronunciata da un cittadino presente in aula fosse riconducibile ad un insulto omofobo.

Purtroppo la parola utilizzata, che non abbiamo sentito chiaramente, vista la confusione dell’aula e che oggi ci viene resa nota attraverso i Social, la dice lunga sulla provenienza stessa del termine che non è di matrice locale e che forse è stato confuso con un’altra parola, “pupo” dicono… volendo dire che uno dei consiglieri che sostengono il sindaco è un burattino.

Nell’uno o nell’altro caso, le offese verso chiunque sono da condannare e infatti la Presidente ha prontamente allontanato dall’aula il soggetto che ha proferito l’insulto. Un anziano ultraottantenne favignanese, figlio del suo tempo e della sua cultura, che ha sbagliato e che è stato immediatamente allontanato.
Da qui a dire che in Consiglio comunale c’è omofobia o che si sia tollerato un insulto omofobo c’è del marcio e del falso. Né una parola pronunciata da un singolo, che ne deve rispondere personalmente, può essere estesa a pensiero collettivo o associata in alcun modo al comportamento dei consiglieri.

La comunità egadina è accogliente e aperta da sempre, lo dimostrano non solo i Pride organizzati negli ultimi anni, svoltisi con serenità, allegria e partecipazione, ma anche l’assenza nel territorio episodi di violenza verbale o attacchi per l’orientamento sessuale. Il consigliere Pietro Giangrasso vive nelle Egadi e può confermarlo.

Ci dispiace che ancora una volta Francesco Forgione e l’assessore Monica Modica cerchino di distogliere l’attenzione dal loro fallimento politico, non accettando il dibattito svoltosi in Consiglio, argomentato con l’elenco delle tante promesse disattese, strumentalizzando una parola, che forse non era nemmeno quella, detta da un anziano, noto a tutti, dal temperamento particolare.

E ci dispiace ancora di più che la signora Modica abbia influenzato giornalisti e politici regionali, come la sua amica Cristina Ciminnisi, donna intelligente e stimatissima, a proprio favore, facendo uscire comunicati stampa del tutto errati.
È all’onorevole Ciminnisi che ci rivolgiamo, invitandola ufficiosamente e se necessario anche ufficialmente, a incontrare il nostro gruppo, che include le due maggiori cariche istituzionali del Comune: Presidente e Vicepresidente del Consiglio, per ascoltare la voce di chi ha fatto eleggere questo Sindaco e ha sempre avuto a fondamento del proprio credo politico, la libertà di pensiero, l’inclusione sociale, il ripudio di ogni forma di discriminazione.

Si sta cercando di far passare il messaggio che vi sia una “guerra tra fazioni politiche” arrivata a tal punto da far tollerare insulti omofobi in Consiglio Comunale.
Siamo alla frutta e ci vergogniamo ancora una volta per questa amministrazione. Le parole pesano e sono macigni di cui ciascuno deve portare il peso per sempre. La guerra di cui si parla è solo opposizione politica, le fazioni non ci sono, perché il sindaco è stato sfiduciato in questi 4 anni dai suoi stessi sostenitori, dai consiglieri della sua maggioranza e dai fiduciari da lui stesso scelti.

La verità è che il cortocircuito ormai grottesco che si è innescato è fra due gruppi: Forgione da un lato e i 7/12 del Consiglio comunale, ovvero i 7/12 della popolazione dall’altro.
L’unica sconfitta visibile è quella della democrazia. A Marsala lunedì si discuterà la sfiducia del sindaco Grillo, ogni giorno decine di sfiducie si discutono in tutta Italia, ma per fortuna, non tutti hanno la tracotanza di Forgione.
Per dirla fino in fondo, Forgione e la sua Giunta hanno offeso e continuano a offendere in questi anni cittadini, consiglieri, assessori e impiegati comunali.
Noi rinneghiamo qualsiasi forma di discriminazione, di insulto, di violenza, compresa quella inaccettabile e pericolosissima della negazione della democrazia, di cui il Consiglio comunale è espressione. A Pietro e a Maurizio, la nostra solidarietà massima e incondizionata”.

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