Incendio al Santuario di Birgi, la Polizia arresta un uomo

Ha spiegato il suo gesto come frutto di un raptus dovuto a motivi personali

Identificato e arrestato dalla Polizia l’autore dell’incendio appiccato lo scorso 4 agosto all’interno del Santuario di contrada Birgi Nivaloro a Marsala.

Gli agenti del locale Commissariato erano intervenuti, a seguito della segnalazione sul fumo che usciva dalla chiesa e avevano appreso che un uomo, conosciuto in quella comunità religiosa, si era introdotto al momento dell’apertura pomeridiana all’interno dell’edificio sacro con una tanica di benzina e due bombole di gas. Il custode lo aveva sorpreso mentre versava il liquido infiammabile sull’altare e sulla pedana in legno sotto il tabernacolo e poi appiccava il fuoco.

L’uomo si era allontanato precipitosamente, invitando anche il custode a fuggire dato che aveva anche collocato nella chiesa due bombole di gas che sarebbero potute esplodere da un momento all’altro.

Nell’allontanarsi l’incendiario è stato raggiunto ai pantaloni da una vampata di ritorno del fuoco e, per cercare un bagno dove trovare acqua e spegnere le fiamme, si è rifugiato in un alloggio attiguo alla chiesa per poi fuggire a bordo della sua vettura.

Poco dopo il suo allontanamento, oltre alla Polizia, sono giunti sul posto i Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza la struttura, spegnendo le fiamme e portando all’esterno le due bombole, una rinvenuta vicino al leggio dell’altare, l’altra nella stanza della sacrestia. Il Santuario, quindi, grazie alla tempestività dell’intervento, non ha riportato danni strutturali anche se la zona dell’altare è stata gravemente danneggiata.

Mentre si raccoglievano più elementi utili alle indagini, ascoltando i testimoni ed effettuando i rilievi di Polizia Scientifica, altri poliziotti del Commissariato di Marsala e della Squadra Mobile di Trapani si sono recati al Pronto Soccorso dove l’uomo, in effetti, si era recato per farsi curare le ustioni riportate.

L’incendiario aveva ancora indosso i vestiti intrisi di liquido infiammabile e in parte bruciati dalle fiamme e ha ammesso di essere l’autore dell’incendio, spiegando il suo gesto come frutto di un raptus dovuto a motivi personali. L’uomo, che è stato condotto alla Casa Circondariale di Trapani, dovrà rispondere di incendio doloso aggravato.