Incendi nel Trapanese, individuati tre responsabili [VIDEO]

Uno in carcere, due agli arresti domiciliari

I Carabinieri del Comando provinciale di Trapani hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di tre incendi avvenuti nei mesi scorsi nel Trapanese.

Si tratta di un 56enne di Alcamo, operaio stagionale del Servizio anti incendi boschivi della Regione Siciliana, che lo scorso agosto, nella contrada Costa di Alcamo, avrebbe appiccato le fiamme in un’area di circa 12 ettari.
L’incendio, oltre a distruggere la macchia mediterranea, ha raggiunto e distrutto due veicoli e provocato danni alla recinzione di un deposito di carburanti che non è stato, per fortuna, raggiunto grazie al provvidenziale intervento di un operaio che ha azionato l’impianto antincendio. Hanno riportato danni anche un immobile privato, l’Istituto scolastico chimico-biologico “Danilo Dolci”, tre oliveti e due pali della linea telefonica. L’incendio, per il quale sono intervenuti diverse squadre dei Vigili del fuoco e il Corpo forestale, è stato domato solo poco più di 7 ore.

All’identificazione del presunto responsabile i militari della compagnia Carabinieri di Alcamo sono giunti sia grazie a testimonianze di residenti nella zona sia visionando le immagini registrate da sistemi di videosorveglianza. In particolare, le telecamere di alcune abitazioni hanno immortalato l’uomo che, circa 10 minuti prima dell’incendio e un’ora prima di prendere servizio, era arrivato nella zona con la propria auto e dopo aver raggiunto un terreno, da dove sono partite le fiamme, se ne era allontanato velocemente.
Una volta individuato, il 56enne è stato sottoposto ad intercettazioni dagli investigatori per raccogliere ulteriori elementi di prova. Il gip del Tribunale di Trapani lo ha sottoposto agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

Un 49enne di Custonaci, con a carico numerosi pregiudizi di polizia, anche specifici, invece, è indiziato di aver appiccato l’incendio sviluppatosi lo scorso 20 settembre in un’area del territorio comunale tra via Dante Alighieri e piazza Campicello. Dalle immagini recuperate dai militari dell’Arma lo si vede, a bordo della sua vettura, lanciare un oggetto che, caduto tra le sterpaglie, causa il divampare delle fiamme. Per lui il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Un 51enne di Paceco, pastore, con pregiudizi di polizia, sarebbe l’autore dell’incendio avvenuto lo scorso 13 ottobre con le fiamme appiccate in due punti della Riserva Naturale Orientata “Saline di Trapani e Paceco” che hanno distrutto la vegetazione in un’area di circa un ettaro. L’indagine avviata dai militari della compagnia Carabinieri di Trapani ha consentito di giungere in poco tempo alla sua identificazione. Nelle immagini del sistema di videosorveglianza della Riserva lo si vede mentre si allontana dal terreno interessato dalle fiamme a bordo di uno scooter. Il gip del Tribunale di Trapani lo ha sottoposto agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

Nel corso della conferenza stampa, il procuratore di Trapani, Gabriele Paci, ha sottolineato l’importanza del lavoro in sinergia tra i vari Enti e Organi pubblici prepositi sia al contrasto degli incendi sia alla loro prevenzione. In questo senso il procuratore ha sottolineato la necessità di una sempre maggiore attenzione, da parte dei Comuni, sui terreni appartenenti a privati che sono obbligati alla scerbatura.

“La ricerca dei mezzi di prova per questa tipologia di reati – ha detto il comandante provinciale colonnello Fabio Bottino – è molto complicata e difficile. Qualcosa, però, è cambiato e sta cambiando grazie anche alle tecnologie disponibili rispetto al passato. Il sistema di ripresa satellitare, in dotazione ai Carabinieri forestali, nonché l’acquisizione delle immagini di tutte le telecamere di sorveglianza presenti nelle aree interessate, sono di grande aiuto per identificare i responsabili. A questo si unisce la conoscenza del territorio dei nostri militari e i servizi di controllo preventivo che mettiamo in atto nelle giornate maggiormente a rischio incendi a causa delle condizioni meteorologiche”.

“C’è l’intenzione – ha detto il procuratore Paci – di creare un pool di magistrati che si occupi specificamente degli incendi nella provincia di Trapani, data l’ampiezza e la gravità che il fenomeno ha assunto negli ultimi anni. Non possiamo lasciare nelle mani di singoli sconsiderati – ha aggiunto – ma anche, eventualmente, di realtà più organizzate, la possibilità di distruggere impunemente l’ambiente che ci circonda, causando danni irreparabili”.

Le indagini proseguono per individuare i responsabili degli altri devastanti incendi – si pensi a quello nel Parco archeologico – di Segesta, a San Vito Lo Capo e Scopello avvenuti nei mesi scorsi. VIDEO

 

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