Giovanni De Santis risponde a Tranchida: “Uomo di teatro e non certo personaggio artistico”

Una risposta pacata del portavoce del Comitato pro fusione, un ramoscello d'ulivo ma anche una puntualizzazione importante

Le parole di Giacomo Tranchida su fusione, rettifica e area vasta hanno generato numerosi commenti sui social ma non solo. Tra coloro che sono intervenuti anche Giovanni De Santis, tirato in ballo dal primo cittadino. Ecco la sua risposta.

Caro Sindaco,
ho ascoltato attentamente la Tua intervista e dovendo prendere atto del Tuo riferimento alla mia persona, mi corre l’obbligo di dare riscontro agli interrogativi da Te posti in ordine al progetto di fusione portato avanti, con passione, dal nostro Comitato.

Non posso sottacere, in premessa, un certo dispiacere per lo sprezzante Tuo apostrofare le persone e le idee portate avanti da chi, sull’argomento, non la pensa come Te: definire il nostro progetto di fusione una “barzelletta” e sostenere che ami “perdere il suo tempo” chi lo sottrae al proprio lavoro, ai propri figli e alle proprie famiglie per dedicarlo alla “civitas”, è ingeneroso, caro Giacomo, oltre che poco rispettoso della democrazia, il cui sale è il rispetto dell’opinione altrui ancorché diversa dalla nostra.

Comprendo che il Tuo definirmi “personaggio teatrale” sia finalizzato a deridermi, come a volere dire che un professionista della gestione dei teatri non abbia titolo e diritto a dire la sua su argomenti che riguardano la città in cui vive.

Posso dolermi del fatto che Tu abbia inteso dileggiare una persona che ti ha sempre rispettato e che nelle occasioni di collaborazione è stata con Te sempre leale e lineare ma debbo dirTi che il Tuo definirmi “teatrale” mi inorgoglisce perché il teatro è la parte più nobile e culturalmente avanzata di una comunità e chi ha la fortuna di lavorare in teatro acquisisce la capacità di guardare il mondo con una prospettiva visuale che va ben oltre il suo naso.

Ciò premesso, andando nel merito della questione, debbo dirTi che alcune idee da Te criticate, come quella del centro servizi, sono state rassegnate con dati numerici oggettivi e quindi meriterebbero controdeduzioni più argomentate rispetto al semplicistico liquidarle come “barzellette”.

Per il resto, trattandosi di argomenti seri, il confronto dovrebbe avvenire in sedi di approfondimento più idonee di un’intervista della durata di qualche minuto e a tal proposito, se lo vorrai, potremo confrontarci anche in un dibattito pubblico, sviscerando in dettaglio i singoli temi e proponendo alla comunità le nostre soluzioni alternative e forse anche trovando punti d’intesa su singoli aspetti del tema in argomento.

Permettimi di concludere chiedendoTi di riflettere sull’opportunità di scegliere come metodo di confronto il rispetto che io debbo a Te come uomo e come sindaco e che Tu devi a me come uomo e come professionista: per quanto mi riguarda, continuerò a rispettare il Tuo ruolo e la Tua persona, auspicando che da domani Tu mi voglia definire, piuttosto che “personaggio artistico”, “uomo di teatro”.

Quanto alla Tua candidatura a sindaco di Trapani Erice, comune del futuro e per il futuro? Perché no.

Se ne avessi voglia, sarebbe nelle Tue prerogative; per quanto mi riguarda, sto esercitando un diritto di cittadinanza attiva, spendendomi per l’elaborazione di un progetto di avanzamento sociale, economico e culturale e non certo per candidature ad elezioni che sono di là da venire e non dovrebbero rappresentare certamente né una prospettiva irrinunciabile né uno spettro per chicchessia.

Spero di essere stato chiaro e che Tu possa cogliere la serenità e la propositività di questo mio messaggio.

Ti saluto con la cordialità di sempre e Ti auguro sinceramente buon lavoro, ben sapendo quanto difficile e degno di rispetto sia il Tuo lavoro.

Giovanni De Santis

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