Giornata nazionale vittime della strada, le iniziative della Polstrada di Trapani

Programmati incontri con gli studenti dell'Alberghiero "Ignazio e Vincenzo Florio" di Erice

Ricorre oggi la “Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada”, una iniziativa dedicata a quanti hanno perso la vita sulla strada e ai loro familiari che impone una riflessione su quanto sia importante, sulla strada, adottare condotte consapevoli e corrette.

In occasione di questa Giornata, la Polizia Stradale di Trapani ha pianificato incontri presso l’istituto Alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice: sarà l’occasione per parlare e sensibilizzare gli studenti di 12 classi.

Distrazione, velocità elevata, mancato rispetto della distanza di sicurezza e della segnaletica stradale, sono alcuni dei tanti errori che si commettono quando si è al volante di una vettura o si guida uno scooter o anche una bici o un monopattino elettrico. Anche tra i pedoni non sono infrequenti comportamenti azzardati, dettati molto spesso dalla distrazione o, più semplicemente, dalla fretta.

La Polizia Stradale – anche la sezione di Trapani – ricorda a tutti che sulla strada non si scherza. Guidare un veicolo dopo aver bevuto alcolici o aver assunto droghe, oppure “chattare” mentre si guida o si attraversa strada è estremamente pericoloso per sé e per chi si incrocia sul proprio percorso.

Come è noto, anche il solo rispondere al cellulare fa distogliere lo sguardo dalla strada per un tempo, variabile, di alcuni secondi che, se si è alla guida di un veicolo, possono diventare fatali. Ad una velocità di 50 km/h, infatti, bastano solo due secondi per percorrere circa 30 metri e se in quel lasso di tempo lo sguardo non è rivolto alla strada è come se si stesse conducendo bendati. Il pericolo aumenta ulteriormente se si viaggia in autostrada dove, alla velocità massima consentita, si percorrono ben 36 metri al secondo. Il che significa che bastano 3 secondi di distrazione per percorrere
108 metri – praticamente la lunghezza di un campo di calcio – senza accorgersi di ciò che accade.

In Italia, come negli altri Paesi europei, la sicurezza stradale è uno dei maggiori problemi da affrontare, soprattutto in previsione dell’obiettivo europeo di ridurre drasticamente il numero delle vittime entro il 2030, fino ad azzerarlo completamente entro il 2050.
È stato avviato un complesso percorso per fronteggiare il fenomeno dell’incidentalità con campagne di sensibilizzazione e iniziative che coinvolgono soprattutto i giovani. La Polizia Stradale interviene nelle scuole con programmi educativi strutturati e modelli comunicativi adeguati, per far comprendere, a chi vive la strada, quali comportamenti adottare per salvaguardare la vita propria e altrui.

Secondo i dati ISTAT, nel 2021, gli incidenti stradali sono stati 151.875 nei quali hanno perso la vita 2.875 persone, mentre 204.728 sono state quelle ferite. Dati incoraggianti se confrontati con il 2001, anno in cui si sono verificati 263.100 incidenti provocando 7.096 vittime e 373.286 feriti. A fronte di volumi di traffico sempre maggiori, dunque, gli incidenti e, soprattutt, le morti si sono quasi dimezzate (quasi il 58% in meno di incidenti e il 40% di decessi in meno).
La Polizia di Stato è, comunque, sempre al fianco delle vittime e dei loro familiari grazie ad operatori che, opportunamente formati per fronteggiare situazioni particolarmente dolorose come possono essere gli incidenti stradali o ferroviari, aiutano chi è sopravvissuto o i familiari della persona deceduta a riprendere il controllo della propria vita e/o ad elaborare il lutto.

In questa Giornata nazionale dedicata a tutte le vittime di incidenti, infine, un ricordo particolare va anche agli appartenenti alle Forze di polizia che sono sulla strada tutti i giorni per compiere il proprio dovere e che spesso pagano, purtroppo, un tributo altissimo.

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