lunedì, Febbraio 26, 2024

Femminicidio nel Trapanese, le reazioni

Dal mondo politico, sindacale, delle associazioni e religioso

“Siamo davvero in stato di emergenza, la violenza contro le donne fra le mura domestiche e fuori, sembra dilagare in modo sconvolgente nelle nostre città, bisogna costruire un fronte unico contro questi fenomeni, creare politiche adeguate che consentano alle vittime di uscire dall’incubo, sostenere di più i centri antiviolenza, che spesso si sostituiscono alle istituzioni nell’affiancamento in questo percorso di liberazione e serve fare una seria prevenzione attraverso centri di recupero e riabilitazione che agiscano sugli uomini”.

Ad affermarlo sono Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani e Delia Altavilla, responsabile Coordinamento Donne Cisl Palermo Trapani, che intervengono così dopo aver appreso dell’ennesimo caso di femminicidio e suicidio, stavolta avvenuto nel Trapanese tra Marsala e Mazara. “Siamo vicini alle famiglia dell’ennesima vittima. Tra i gravissimi fatti di violenza emersi a Palermo, che confermano che spesso il male si nasconde proprio fra le mura domestiche e quelli che hanno confermato quanto fra i giovani dilaghi troppi la prevaricazione e l’abuso senza il minino ritegno, appare chiaro che il tema del contrasto alla violenza deve diventare priorità delle istituzioni, del mondo sociale, delle scuole dove si forma buona parte della coscienza delle future generazioni”. La Piana e Altavilla concludono “servono i centri di ascolto, servizi adeguati, politiche formative e di integrazione reali che intercettino i bisogni e non continuino a proporre percorsi preconfezionati e che davvero mirino a fare prevenzione, a fare educazione sentimentale ponendo come prioritario il rispetto dell’altro, perché questo clima ha man mano fatto perdere il valore delle relazioni tra le persone. Le vittime quindi spesso sono considerate alla stessa stregua di oggetti. Bisogna fare di più per tutelare le vittime che hanno bisogno di una società pronta a ‘salvarle’”.

“Siamo addolorati – ha detto il sindaco di Marsala Massimo Grillo – dall’apprendere la notizia dell’ ennesimo femminicidio, questa volta avvenuto nel Trapanese. La nostra comunità è sotto shock per questo gesto di assoluta follia.
A nome mio e di tutta la comunità marsalese voglio esprimere, dal profondo del mio cuore, il nostro cordoglio alla famiglia di Marisa Leo, giovane donna e professionista, che lascia una bambina in tenera età. Serve una rivoluzione culturale.
È necessario educare i nostri giovani al rispetto della vita umana, al rispetto della Donna”.

Siamo profondamente sconvolti – dichiara la vice sindaca Valentina Piraino. Adesso è il momento del silenzio. Vanno però trovate nuove forme e nuove soluzioni per contrastare la violenza di genere e il femminicidio. Noi Istituzioni assieme alle comunità dobbiamo individuare nuovi modi per stare accanto e sostenere le donne vittime di violenza”.

“Ancora una volta in provincia di Trapani ci troviamo a fare i conti con l’ennesimo femminicidio sul nostro territorio. Marisa Leo, donna, madre, professionista stimata e riconosciuta è morta nelle scorse ore per mano del suo compagno. Ancora una volta una donna muore per mano di un uomo, una donna alla quale è stata negata la libertà di scegliere, di autodeterminarsi. Le è stata negata perfino la libertà di esistere. La sua vita tragicamente spezzata in un atto di violenza inaccettabile. La UIL di Trapani esprime il suo più profondo cordoglio ai familiari della vittima e ribadisce ancora una volta l’urgente necessità di affrontare la questione della violenza contro le donne in modo più efficace e risoluto. Nessuna persona dovrebbe mai sentirsi minacciata o vittima di abusi all’interno o all’esterno delle mura domestiche”. Lo affermano il segretario generale Uil Trapani Tommaso Macaddino e la responsabile Uil Pari Opportunità Trapani Antonella Parisi.

“Ancora una volta – aggiungono – evidenziamo una grave lacuna nel nostro sistema di protezione sociale ovvero l’insufficienza nel nostro territorio di strutture come sportelli d’ascolto e centri antiviolenza adeguati, luoghi essenziali per offrire un sostegno immediato e sicuro alle vittime di violenza domestica e di genere. Come sindacato, chiediamo alle istituzioni locali di rivedere e rafforzare gli sforzi per istituire sportelli d’ascolto e centri antiviolenza ben finanziati e accessibili a tutte le vittime, in grado di fornire supporto legale, psicologico ed emotivo, alloggio sicuro e assistenza”.

“L’orrore per l’ennesimo femmicidio testimonia una dilagante violenza che, oramai con cadenza quotidiana, spezza e distrugge le vite di donne, bambine e bambini vittime di maltrattamenti e abusi. Fermare questa escalation di morte e di violenza deve essere l’obiettivo delle Istituzioni che devono agire, anzitutto, sulla prevenzione, su un adeguato ed efficace sistema di protezione nei confronti delle donne che denunciano e sull’ applicazione di pene severe per coloro che commettono i reati, a partire dai maltrattamenti.”
Ad affermarlo sono la segretaria generale della Cgil di Trapani Liria Canzoneri e la responsabile provinciale del Coordinamento donne della Cgil Daniela Milana a seguito dell’ennesimo femminicio, culminato con un suicidio, avvenuto la scorsa notte tra Marsala e Mazara del Vallo.
“Il fenomeno del femminicidio – dicono Canzoneri e Milana – sta assumendo proporzioni incontrollate. Bisogna attivarsi e subito, iniziando, anzitutto, a parlare di salute mentale, di disagio sociale, promuovendo la cultura della non violenza, del rispetto, contro ogni forma di prevaricazione, e della reale parità tra uomini e donne. Di contro, le donne non possono continuare a denunciare le violenze subite, ma poi essere lasciate da sole, ancora più indifese e ancora più esposte al pericolo. Il divieto di avvicinamento si è dimostrato, in troppi casi culminati con il femminicidio, una misura inefficace. Per chi commette violenza occorre una pena certa e severa”.

“Da moglie, mamma e donna delle Istituzioni – afferma la deputata regionale Cristina Ciminnisi- mi stringo al dolore e allo sgomento dei familiari, degli amici e di tutte le persone che stanno vivendo questa tragedia. Un’altra vita spezzata per mano di un uomo, che a sua volta si è tolto la vita lasciando orfana una piccola incolpevole. Al di là dei necessari interventi normativi, delle manifestazioni contro i femminicidi, è necessario un cambio di paradigma a livello sociologico. Se non iniziamo ad affrontare seriamente il problema, anche Marisa finirà per essere l’ennesimo nome di una lista che già solo chiamarla lista fa venire il voltastomaco. La lotta alla violenza maschile sulle donne deve diventare una priorità culturale, sociale e politica, non un’emergenza occasionale che ci fa distrarre brevemente da altre catastrofi quando l’ennesima donna viene uccisa dal compagno o marito, e l’ennesima ragazzina viene stuprata in gruppo. Occorre ripartire dalle scuole, dall’educazione, dall’affettività sana, dall’ascolto accogliente del dolore degli altri, dal rispetto reciproco, dal linguaggio”.

“Un’altra donna uccisa per mano dell’ex convivente, ennesimo femminicidio.
Orrore, rabbia, impotenza, dolore, questi i sentimenti che sentiamo a pochissime ore da questo evento che si è verificato nel nostro territorio. Un nuovo dramma, un’altra vita spezzata dalla violenza brutale di un uomo”. Così la nota diffusa dalla Segreteria del circolo PD di Marsala che prosegue: “Certamente, possiamo affermare che c’è un enorme problema sociale che va affrontato con ogni strumento in nostro possesso.
Troppi gli episodi di violenza domestica nel nostro paese, la politica deve agire in fretta.

Dobbiamo intercettare ogni situazione di degrado, di pericolo, di abuso. Servono occhi vigili e orecchie attente. Ogni segnale può Esser importante per capire e aiutare chi è in difficoltà.
Ci vogliono campagne di sensibilizzazione, servizi efficaci, ma soprattutto affidarsi, per fare tutto ciò, alle persone specializzate e formate sul tema della violenza di genere, al personale dei centri antiviolenza.

La violenza di genere è un problema collettivo, perché è il frutto di una cultura patriarcale, che da sempre vede la donna in una posizione subordinata rispetto all’uomo, la donna vista come oggetto, quindi dobbiamo interrogarci su come la società nel suo complesso valuta la donna indipendente ed autonoma, che decide della propria vita che afferma e rivendica scelte di libertà.
Una donna che sceglie di separarsi ed iniziare un suo percorso autonomo nella vita o nella professione, è vista con diffidenza, cosa che non accade mai per un uomo.

Il femminicidio non è che la punta dell’iceberg, che affonda in un mare profondo.
Noi dobbiamo portare a galla la parte sommersa dell’iceberg perché dobbiamo distruggerla, quindi, quando erroneamente, narrando gli eventi, usiamo termini impropri quali raptus, gelosia, per spiegare il femminicidio, non faremo altro che nobilitare un crimine piuttosto che sdradicarlo. Il circolo PD di Marsala esprime sentite condoglianze alla famiglia di Marisa Leo, con un pensiero particolare per la piccola figlia”.

“Ti scrivo da Marsala – esordisce in una nota stampa don Francesco Fiorino – dove ieri sei stata brutalmente uccisa da chi ti aveva detto di amarti. Un uomo che, probabilmente, aveva dimenticato che l’amore autentico non uccide, non maltratta, non violenta, non umilia, non tratta una donna come se fosse una ‘cosa” di sua proprietà. Nessun uomo può ritenersi padrone della esistenza e del futuro di una donna.
Marisa, tu sei stata l’ennesima vittima di femminicidio. Come te, tante donne hanno subito l’agire malvagio e crudele di uomini che pensano di essere possessori della vita degli altri – delle donne in particolare
che si sentono superiori a qualsiasi legge morale e al rispetto di ogni essere umano, come il Buon Dio ci ha insegnato.
Aumentano, purtroppo, gli individui – eterni adolescenti – ossessionati dalla ricerca esasperata del benessere economico, immersi in un materialismo pratico, guidati dal soggettivismo dominante, che vivono e agiscono unicamente per il proprio interesse e per i loro egoismi senza limiti.
Cara Marisa, tu che ora sei tra le braccia misericordiose del Padre, la tua vita rifiorisca nella gioia eterna. Marisa, la tua tragica e violenta morte, risvegli le nostre coscienze, perché sappiamo essere sempre di aiuto e sostegno a chi subisce maltrattamenti e violenze. Ogni omicidio, ogni azione contro la vita umana, sono una sconfitta per tutti. Nel tuo nome, cara giovane mamma, possiamo impegnarci a non lasciare sola nessuna persona e ad promuovere i valori dell’ascolto attento, della solidarietà e dell’accoglienza”.

“La notizia del femminicidio avvenuto nella scorsa notte nel trapanese, con la perdita della vita di una giovane donna, Marisa Leo, una professionista del settore vitivinicolo, madre di una bimba di 4 anni, ci fa ulteriormente riflettere sul fenomeno della violenza di genere, affrontato sovente soltanto in presenza di casi di cronaca e che al contrario andrebbe affrontato, con carattere di emergenza ed urgenza, con adeguati interventi istituzionali e culturali”. Ad affermarlo è Gaspare Ingargiola, presidente di CIFA Trapani, nonchè presidente regionale dell’UNPI (Unione Nazionale Professionisti Italiani) che esprime, a nome del presidente nazionale Andrea Cafà e dei componenti del Direttivo provinciale, profondo cordoglio ai familiari e ai colleghi di lavoro della 39enne originaria di Salemi. “Necessita –aggiunge- la creazione ed il potenziamento di strumenti sociali, quali ad esempio i centri di ascolto e antiviolenza, e l’implementazione di misure finalizzate alla protezione della vita umana nel caso di segnalazione dei primi casi di violenza fisica e verbale e/o di stalking. Bisogna creare una rete antiviolenza che coinvolga, operativamente e congiuntamente, forze dell’ordine e servizi sociali locali e che monitori costantemente il fenomeno della violenza di genere. È di buon auspicio – conclude Ingargiola – l’approvazione nelle scorse ore alla Camera dei Deputati, in via definitiva, della proposta di legge sulle nuove norme al ‘Codice rosso’ per le vittime di violenza domestica”.

“Si continua ad assistere, purtroppo inermi, alla continua strage di donne che vengono uccise dai loro ex. Riteniamo necessario ed improrogabile che vengano accesi i riflettori sull’inaccettabile e insopportabile fenomeno del femminicidio. Marisa Leo, giovane donna lavoratrice, attiva contro la violenza di genere, ha pagato con la vita la pazzia che in questo momento impera in Italia. La Rete Zeromolestie Sinalp da tempo denuncia la non più prorogabile necessità di interventi normativi duri e diretti contro queste violenze da parte del Governo.

Zeromolestie Sinalp nel suo agire contro la violenza di genere è riuscita, grazie al supporto ed alla piena disponibilità del Sen. Raoul Russo, a far inserire ed approvare,nel “decreto lavoro” la possibilità per le donne violentate di poter presentare richiesta ISEE da sole senza inserire i redditi prodotti dal suo nucleo familiare, così facendo queste donne avranno una maggior possibilità ad accedere ai servizi sociali ed economici che lo Stato predispone in questi casi. Basta violenza sulle donne, è una mattanza ormai quasi giornaliera che fa inorridire.

Il Sinalp nella persona del suo segretario Andrea Monteleone con la responsabile della Rete Zeromolestie Sinalp Natascia Pisana e la presidente di AVO Sicilia Cetty Moscatt da tempo chiedono che la querela di violenza o tentata violenza presentata non deve poter essere successivamente ritirata da parte della vittima, e deve procedere d’ufficio. Chiedono che le donne violentate siano inserite nell’elenco delle categorie protette per dargli una opportunità in più di reinserimento nel mondo del lavoro; chiedono che le attività commerciali inseriscano nello scontrino fiscale che emettono, oltre alla ragione sociale della loro azienda, anche il numero di telefono antiviolenza valido per quel territorio.

La violenza contro le donne fra le mura domestiche dilaga in modo sconvolgente nelle nostre città e per far fronte a questo stato d’emergenza bisogna costruire un fronte unico creando politiche adeguate che consentano alle vittime di uscire dall’incubo, politiche che debbono vedere partecipi anche gli uomini.
Lavorare sulle famiglie che, con l’assurdo inseguire di scelte ideologiche errate negli ultimi venti anni, si sono disgregate, venendo meno al loro importantissimo ruolo di nucleo educativo per i giovani.

Bisogna ridare dignità al mondo dell’istruzione, le scuole ed i loro operatori sono ormai abbandonati a se stessi e non riescono più a dare certezza sulle regole da seguire e sulla parità di ruolo. Basta all’uccisione continua di donne che hanno come unica colpa la dignità di voler essere padrone della loro vita.

Chiediamo al Governo nazionale di intervenire con scelte decise, concrete e certe, affinchè si metta fine a questa esplosione di violenza che sta distruggendo la nostra società ed il nostro stile di vita. I rappresentanti del Sinalp, della Rete Zeromolestie Sinalp e dell’Associazione Volontari Ospedalieri AVO Sicilia sono pronti a fare la loro parte in collaborazione con le istituzioni affinchè si attivi una vera politica di parità di genere che non si fermi solo alla sostituzione di una lettera nelle parole identificative delle professioni di uomini e donne”.

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