Femminicidio Castelvetrano, Favara tentò di strangolare la moglie otto mesi fa

Lo ha riferito il padre della 29enne uccisa con 12 coltellate dal marito che aveva lasciato

Emergono nuovo particolari sul femminicidio avvenuto lo scorso 24 dicembre a Marinella di Selinunte, nel territorio di Castelvetrano.

Secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, Ernesto Favara, il marito di Maria Amatuzzo, otto mesi fa avrebbe tentato di strangolarla utilizzando una lenza per la pesca. La donna è stata uccisa – come è emerso dall’autopsia – con 12 coltellate all’addome alla vigilia di Natale a circa una settimana da quando aveva lasciato l’abitazione familiare per andare a vivere con un vicino di casa. Quel pomeriggio era tornata nell’appartamento dove aveva vissuto con il marito per recuperare alcuni effetti personali.

A raccontare che il 63enne Favara aveva tentato di ucciderla già mesi fa è stato il padre della 29enne, madre di quattro figli, di cui due – due gemelle di quattro anni già da qualche tempo affidate ad una comunità – avute con l’anziano pescatore.

«Mia figlia non lo amava più ed era in passato fuggita in una casa famiglia vicino Selinunte. Gli avevo detto di venire a casa mia, io vivo da solo – riporta ancora il Giornale di Sicilia – ma lei era testarda e ha preferito andare in una casa famiglia anche perché sapeva che a me quell’uomo non piaceva e, quindi, se fosse venuta a casa mia non avrei permesso che tornasse da lui. Era troppo grande, poteva essere suo nonno. Lei era una ragazzina di 29 anni, lui era molto più grande di me. Poi quando l’ho conosciuto ho detto subito a Maria che non mi piaceva. Ho saputo che aveva tentato di strangolarla e che chi gestisce la casa famiglia aveva sporto querela ma poi mia figlia aveva ritirato tutto perché lui era riuscito a convincerla e cosi era ritornata a vivere con il marito. Io ero sempre preoccupato ma lei mi faceva sempre videochiamate e mi tranquillizzava. Adesso voglio giustizia, quell’uomo merita l’ergastolo».

Da qualche giorno Matteo Amatuzzo ha nominato un legale di fiducia, l’avvocato Vito Daniele Cimiotta del Foro di Marsala, che – sempre con il GdS – ha commentato: «Mi sto confrontando con gli altri familiari della vittima per capire che tipo di rapporti c’erano con Favara nell’ultimo periodo. Quando ho saputo che lo scorso anno, Favara aveva già tentato di uccidere la povera Maria, cercando di strangolarla con una lenza da pesca, sono rimasto basito. Probabilmente se la ragazza avesse avuto il coraggio di chiedere aiuto a chi di competenza e fosse stata realmente supportata, questa storia non sarebbe finita così”.

La Procura di Marsala, che conduce l’indagine, intanto ha disposto accertamenti tecnici non ripetibili sui due telefoni cellulari e sul pc portatile sequestrati dopo il femminicidio che dovrebbero essere avviati proprio oggi. Ernesto Favara si trova attualmente in custodia cautelare presso la Casa Circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani.

L’almanacco di oggi mercoledì 24 aprile 2024

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