Edith Bruck presenta il suo nuovo libro “Il pane perduto” all’Istituto Superiore “I. e V. Florio” di Erice

L'incontro si svolgerà online l'1 febbraio alle 11:30. La scrittrice racconta la sua vita da ebrea ungherese deportata ad Auschwitz quando era ancora una ragazzina; sopravvissuta a tanto terrore, il suo obiettivo è illuminare le giovani coscienze e abbattere il muro dell'odio razziale

Martedì 1 febbraio nuovo incontro di sensibilizzazione per gli studenti dell’Istituto Superiore ‘I. e V. Florio’ di Erice in collaborazione con la Libreria Galli Salve Ubik-Erice che, tramite la piattaforma Google Meet, incontreranno la scrittrice Edith Bruck che presenta il nuovo libro “Il pane perduto”, edito da La Nave di Teseo, finalista al Premio Strega.

Il nuovo appuntamento inserito nella Rassegna Culturale “Incontro con l’Autore”, si svolgerà alle 11:30. L’autrice, 89enne, da ragazza venne deportata nel campo di sterminio di Aushwitz in quanto ebrea ungherese, ma riuscì a salvarsi. Questa autobiografia non parla soltanto dell’esperienza nel campo di sterminio. Aushwitz/Dachau e la cosiddetta “marcia della morte”, infatti, sono solo alcune tappe del libro, dove si parla di tutta la vita dell’autrice: l’esperienza dello sterminio, infatti, si pone da crocevia, tra un prima e un dopo.

Il “prima” è la vita che la Bruck conduceva con la propria famiglia in Ungheria prima dell’arrivo della Gestapo, prima che bussassero alla loro porta e li portassero via. Ed è la vita di una normale ragazzina che amava scrivere e andare a scuola, sempre alla ricerca dell’affetto di una madre molto dura, poiché le mancanze economiche, causate anche dalle leggi razziali, la costringevano a dover ogni giorno inventare il modo per sopravvivere. Struggente, l’ultimo capitolo de ‘Il pane perduto’, in cui la Bruck scrive una lettera a Dio, senza rabbia, senza cattiveria, ma chiedendogli soltanto una cosa: di lasciarle ancora un po’ di tempo per illuminare le giovani coscienze, per raccontare ancora un po’ che cosa possa essere il dolore che le è stato destinato dalla vita, nelle scuole e nelle università, per provare, in extremis, a salvare il mondo dal terrore che lo sta ancora attaccando.

“Teniamo in modo particolare a quest’appuntamento che era in programma alla fine di gennaio – dice la Dirigente Scolastica Pina Mandina – organizzato, proprio in occasione dell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto. Il primo febbraio racconteremo ai nostri ragazzi una realtà terribile di cui è sempre fondamentale parlare, con una testimone d’eccezione”.

Per partecipare all’evento occorre prenotarsi contattando la professoressa Valentina Cordaro, responsabile della formazione, all’indirizzo mail [email protected]