Dottore, sono depresso o stressato al lavoro?

Un nuovo articolo del blog "Tienilo inMente" del dottor Giuseppe Scuderi, psicologo clinico e digitale

Qualche dato e premesse importanti (avvertenze per l’uso!)

La depressione insieme ai disturbi d’ansia, ha superato nel 2022 come diagnosi, i disturbi cardio vascolari, che da anni tenevano il primato dei disturbi più diagnosticati, e quindi, più presenti tra la popolazione occidentale Europea.

Un recente studio condotto nel 2021 con l’ausilio dei dati biostatistici dell’Istituto Superiore di Sanità, lascia una fotografia allarmante della situazione dei disturbi d’ansia e depressione dopo gli anni della pandemia: su un campione rappresentativo di 6000 soggetti oltre il 40% ha riportato un peggioramento dei sintomi ansioso – depressivi durante il lockdown e post lockdown, con un peggioramento significativo della qualità di vita (alterazioni del sonno, consumo di ansiolitici e/o antidepressivi, abuso di alcool o altre sostanze, etc.)

Rispondere alla domanda di G., non è cosa semplice, perché la depressione si manifesta in modi differenti, seppur mantenga molte volte intatte alcune caratteristiche, ed in secondo luogo, perché la depressione può manifestarsi anche come patologia, che definirei “punta dell’icerberg” di altri disturbi sottostanti (come i disturbi della personalità, ad esempio), ma di questo ne parleremo dopo. In estremissima sintesi, per fare una diagnosi corretta ci vuole tempo, lo spazio, il professionista e l’ambiente corretto!

…Volendo provare a dare una risposta

La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato da sintomi come perdita di interesse verso le normali attività, pensieri negativi e pessimistici. I pensieri automatici di una persona con una grave depressione potrebbero essere:

“Sono un fallito. Tutto è colpa mia. Non sono degno di essere amato. Il mondo non ha nulla di buono per me. La vita non è degna di essere vissuta. Gli altri mi feriranno sempre. Il futuro per me è nero”.

Il mondo della depressione è un mondo completamente, o quasi del tutto, grigio e nero. Ed i pensieri, che poc’anzi abbiamo definito “automatici”, lo sono perché si affacciano alla mente della persona automaticamente, cioè contro la sua volontà, in uno spazio di coscienza molto povero (cioè la persona tipicamente non è consapevole di stare pensando tutto ciò, e vive le sue emozioni in maniera passiva, cioè le sopporta). Pensando costantemente, ad ogni azione svolta, qualcosa come:

“è tutto inutile, sono un fallito”

automaticamente si otterranno due effetti: tristezza continua e profonda, sensi di colpa o vergogna, e soprattutto, il mantenimento e l’aggravamento costante della sintomatologia depressiva. Pur volendo dare a questo blog un impronta quanto più leggera e spensierata, mi ritrovo nella posizione di dover dire che nel caso si sospetti una depressione (propria o di un caro), essendo un disturbo con possibilità di suicidio, è necessario intervenire il prima possibile per evitare la cronicizzazione del disturbo, e per evitare che si aggravi oltremodo.

Descritto uno dei tanti meccanismi di mantenimento della depressione, passiamo al resto dei sintomi. G., dice che non dorme, e che mangia pochissimo. Beh, sfido chiunque! Chi riuscirebbe a mangiare o dormire mentre la propria testa come un ripetitore rotto costantemente, ogni giorno, ci dice quanto la vita non abbia nessun senso?! Insomma, con la depressione non si scherza, è un disturbo grave, e va trattato tempestivamente. Per completezza d’informazione, dirò anche che la depressione si può caratterizzare in maniera del tutto opposta (come accennavo poc’anzi).

Ad esempio, G., potrebbe anche scegliere di fare l’opposto, giacché i sintomi, non sono solo cose che ci accadono, da curare con un farmaco, ma sono manifestazioni specifiche che trovano un senso nella storia di vita di una persona. Potrebbe, quindi, per alleviare la propria sofferenza emotiva, scegliere di mangiare quanto più possibile o di dormire più a lungo che può, per non sentire quei cronici sensi di colpa, i suoi pensieri o la tristezza ed il vuoto interiore.

Il mondo interiore

La depressione è caratterizzata da un cambiamento nel modo di pensare, di sentire e di agire da parte della persona che ne è afflitta. Anche se questo cambiamento può avvenire in modo lento, la persona depressa non è più la stessa di prima. Ad esempio, uno studente brillante potrebbe arrivare a convincersi di non essere in grado di terminare i suoi studi. Inoltre, la persona depressa anziché cercare cose piacevoli, finisce per evitarle. Anziché avere cura di sé, finisce per trascurare il suo aspetto. D’altro canto, se un sintomo della malattia consiste nel convincersi di non meritare nulla, perché avere cura di sé?

Cause

La letteratura è concorde nel dichiarare che è spesso un sentimento di perdita a causare il manifestarsi del disturbo. Tale perdita può essere una relazione genitoriale disfunzionale, un lutto, la perdita di un legame importante, e così via. Ciò nonostante, indipendentemente dal bene perduto, è la valutazione di quanto esso sia irrecuperabile e insostituibile a porre le basi per la depressione. Le cause, comunque, restano molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, lutti familiari, problemi di lavoro). Le ricerche mostrano la presenza di due fattori di rischio principali come cause della depressione:

  • Il fattore biologico: alcune persone nascono con una maggiore predisposizione
  • Il fattore psicologico: le esperienze e i comportamenti appresi nel corso della propria storia di vita (es: la ruminazione mentale) possono rendere vulnerabili alla depressione.
Principali bias cognitivi della depressione
  • Opinione negativa di sé stessi.
  • Autocritica e autocondanna.
  • Interpretazione negativa degli eventi
  • Aspettative negative riguardo al futuro.
  • Ingigantimento delle difficoltà e delle responsabilità.
Linee guida e terapia consigliata – Trattamento della depressione

Le linee guida NICE (National Institute for Health and Care Excellence) per il trattamento della depressione includono la sola psicoterapia cognitivo comportamentale per il trattamento della depressione.

Ritornando alla domanda di G.,

come si è potuto notare, la depressione è un funzionamento sistemico, organico della persona in ogni ambito della propria vita: lavoro, scuola, amici, relazioni familiari, coniugali… la persona con depressione ha un umore deflesso in ogni ambito. Il burn out, invece, o stress lavoro correlato, si riferisce soltanto al contesto lavorativo e, per definizione, non deve essere esteso ad altri ambiti della propria vita. Sebbene alcune caratteristiche possano essere in comune, il burnout è dovuto principalmente a:

  • Le aspettative connesse al ruolo come: carico eccessivo di lavoro, mancanza di controllo sulle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro, l’incongruenza tra i valori dell’individuo e dell’organizzazione, attività inadeguate rispetto alle competenze del lavoratore o aumento di responsabilità, senza la giusta compensazione.
  • Le relazioni interpersonali: difficili interazioni con colleghi o clienti; frequenti conflitti nella programmazione del lavoro o interruzioni.
  • Caratteristiche dell’ambiente di lavoro: politiche sanitarie e di sicurezza inadeguate, bassi livelli di supporto ai lavoratori,
  • L’organizzazione stessa del lavoro: comunicazione e gestione insufficiente, compiti e obiettivi poco chiari, programmi che cambiano spesso, orari inflessibili e scadenze irrealistiche, partecipazione limitata o scarsa nei processi decisionali della propria area di lavoro, mancato riconoscimento (sia sociale, che economico) del risultato, assenza di equità (cioè la percezione di onestà e correttezza che favorisce soddisfazione e motivazione), presenza di rischi alti, come per i soccorritori o gli agenti di pubblica sicurezza, mobbing e molestie psicologiche.

Capire, pertanto, che la depressione e lo stress lavoro correlato siano cose separate ma che possono produrre a volte sintomi simili era lo scopo dell’articolo di oggi. Tenete, però, inMente che in entrambi i casi, rivolgersi ad uno psicologo può essere la strada più corretta! Nel primo caso per un intervento psicoterapeutico, nel secondo, invece, per un sostegno psicologico ed un futuro orientamento al lavoro!

[Per il prossimo articolo cosa vi piacerebbe approfondire? Fatemelo sapere nei commenti! A presto!]

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