Dopo quattro pareggi ed una sola vittoria il Trapani esonera Alfio Torrisi

Ancora un pari contro una matricola, il 2-2 esterno contro il Canicattì costa la panchina al tecnico granata ed al suo entourage

La decisione era nell’aria e ieri sera il Trapani calcio ha rotto gli indugi, esonerando il tecnico Alfio Torrisi con tutto il suo staff, tranne Nicola Polessi, il preparatore dei portieri.
Anche in assenza di questa notizia, avrei comunque scritto che, a riguardo della partita di ieri pomeriggio, disputata in trasferta (in campo neutro e dinanzi ad una numerosa presenza di tifosi granata n.d.r.) contro il Canicattì, la colpa dell’inopinato, ennesimo, deludente pareggio, questa volta, era solo del Mister.
Un allenatore che, in vantaggio per 2-1 sui padroni di casa (si giocava però a San Cataldo), ad inizio ripresa ha deciso di ricorrere ad un abbondante turn over, sostituendo ben 4 calciatori nei primi 17 minuti.
L’effetto è stato quello di far saltare gli equilibri di squadra, che si erano formati in campo durante il primo tempo.
Prima frazione che era stata giocata finalmente all’altezza delle aspettative di società e tifosi, con azioni manovrate belle ed efficaci e due reti segnate.
I cambi di inizio ripresa hanno invece scombussolato la squadra, che non è più stata quella concreta ed efficace del primo tempo, smarrendosi e non più ritrovandosi.
Non solo i granata hanno subito il secondo pari del Canicattì ed hanno rischiato di perdere la gara, a seguito di due pali colpiti dagli agrigentini, ma soprattutto hanno smesso di giocare, non hanno mai tirato in porta, disunendosi e sfilacciandosi.
Torrisi si è giustificato nelle interviste del dopo partita, affermando che due dei quattro cambi (Di Domenicantonio e Romizi) sono stati forzati, perché entrambi i calciatori hanno accusato problemi fisici.
Ma, ammesso che fosse davvero così, ed a maggior ragione, avrebbe dovuto attendere di più prima di fare gli altri due (Marigosu e Falcone), sia per non stravolgere troppo l’undici del primo tempo, che aveva funzionato benissimo, sia in attesa di chiudere la gara, segnando il terzo goal.
A quel punto, non prima, in una situazione di pieno controllo e relativa tranquillità, anche gli altri due cambi avrebbero avuto un senso, così come il quinto (Musso).
Turn over dunque troppo precipitoso ed ampio. Il tecnico avrebbe potuto spalmarlo nel corso della ripresa, ma non lo ha fatto, scelta, a mio avviso, poco lucida e poco serena.
Poca tranquillità mentale del tecnico peraltro confermata dall’ennesimo cambio di sistema di gioco, osservato nella ripresa.
Con l’entrata di Mascari al posto di Falcone al 62’, Torrisi ha varato il quarto sistema tattico della stagione: abbiamo abbandonato il 4-2-3-1 e ci siamo schierati con l’inedito 4-3-2-1, arretrando Matese in posizione di vertice basso di centrocampo fra Civilleri e Cangemi. E lasciando alle spalle di Musso i soli Merkaj e Mascari.
Ciò per mettere uno schermo protettivo di tre calciatori (Matese, Civilleri e Cangemi), anziché due, davanti la linea dei 4 difensori, ma con risultati praticamente nulli. Abbiamo terminato con questo sistema di gioco, rischiando di perdere la gara.
Dunque, dopo il 4-3-3 delle prime due gare, dopo il 4-2-3-1 varato nella gara casalinga con la Cittanovese, sostituito nel finale di quella gara (minuto 80′) dal 4-3-1-2, mai più replicato, siamo giunti ai nuovi esperimenti tattici di ieri pomeriggio.
Tutto ciò ci dice una cosa sola: quando si cambia troppo spesso il sistema di gioco, vuol dire che la quadra non c’è. Cambiare così spesso è indice di difficoltà importanti nel fare gioco non risolte, che difatti hanno fin dall’inizio condizionato il rendimento della squadra.
Gioco brutto a vedersi ed enormi difficoltà a fare goal.
Ieri la tattica però non c’entrava. A determinare il passo falso dei granata (avevano la gara in mano ed erano in pieno controllo degli avversari nel primo tempo) è stato lo scellerato (nei tempi e nei modi) turn over, deciso dal tecnico ad inizio ripresa.
Evidentemente siamo di fronte ad un allenatore che ritiene che il modulo (ed i principi di gioco) siano più importanti dei calciatori che vanno in campo e che, dunque, li si possa sostituire come birilli in uno o più sistemi di gioco, che sono ritenuti dallo stesso tecnico di per se efficaci, quali che siano gli interpreti che lo/li eseguono sul campo.
C’era un altro allenatore che la pensava allo stesso modo e che agli europei d’Inghilterra del 1996 scelse di fare uno scellerato turn over; sappiamo tutti come finì: fu eliminato dalla competizione. E così, cinque gare, giocate senza mai fare vedere il Trapani che ci aveva promesso, l’esonero di Alfio Torrisi mi è sembrato non solo inevitabile ma anche giusto.
Se da adesso in poi la società andrà al ridimensionamento dei programmi, visto il corposo svantaggio dal Catania, questo non lo so ma mi pare comunque presto per alzare bandiera bianca. Lo potremo capire dal nome del sostituto di Torrisi. Se il nuovo allenatore sarà una sorta di traghettatore per l’anno prossimo, allora tutti i nomi sono buoni.
Se invece sarà uno che dovrà tentare la difficile rimonta, riaprendo le speranze in questo campionato, allora bisogna che sia un nome affermato per la categoria, uno che la D la conosca bene, che sia tutt’oggi un vincente, con carisma, personalità e capacità notevoli.
Questo prospetto però avrà un costo e non si trova al supermercato…
(foto di Nino La Macchia F.C. Trapani 1905)

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