Dimmi chi ascolti e ti dirò chi sei

Debutta su Trapanisi.it il blog Lettere dal Fronte di Giancarlo Casano. Queste lettere rappresentano una prosecuzione scritta della trasmissione radiofonica Good Morning Vietnam, in onda su Radio 102 il mercoledì alle ore 21

Per molti (me compreso) la musica rappresenta un’espressione artistica che traccia in maniera decisa la crescita caratteriale di una persona. Ciò che ascoltiamo ci caratterizza, c’è poco da fare è un assioma cristallino.

È difficile condividere un lungo percorso di vita con chi non condivide le nostre scelte musicali perché queste sono frammenti della parte più intima della nostro essere, un imprinting musicale che ci accomuna e ci distingue gli uni dagli altri.

Basta qualche breve domanda per carpire i gusti musicali, fatto ciò sapremo se questi precludono o agevolano l’entrata in sintonia con il nostro l’interlocutore (facendo anche una scrematura dei più furbi che amano le citazioni musicali per sentito dire).

Col tempo ho anche pensato come identificarli in base ai gusti musicali, delle macro categorie di appartenenza.

Il tipo “reggaeton”

È quello che ha gusti talmente lontani dai tuoi da sembrare due rette parallele che non si incontrano mai.

Quello che ti fa avvertire il bruciore allo stomaco quando parla di musica e come un pendolo passi ossessivamente dal “Non guardarmi: non ti sento” al più missionario “La calma è la virtù dei forti”.

Per essere breve e chiaro, tutto ciò che immagini diverso dai tuoi gusti e pure orrendi.

In questi casi è buona regola annuire facendo orecchie da mercante sul resto della conversazione ma prestare attenzione solo alla fine del discorso per non continuare a ciondolare la testa “ad libitum” come un ciondolo.

Evitate di entrare nel raggio di interazione del soggetto “battezzato alla fede del reggaeton”.

Il tipo “nana-nannanana”

Accade quando la musica rimbalza nel padiglione auricolare, il soggetto in questione non ha mai provato alcuna emozione durante un ascolto, encefalogramma piatto che neanche una scarica di un defibrillatore può fare il miracolo. Per accennare un titolo si avvertura nel canto con “Non la conosci quella che fa… nana-nannanana”

Tutte le mattine sale in auto, accende la radio e la tiene come sottofondo impercettibile, giusto per fare compagnia.

Innocuo senza speranza.

Il tipo “La voce del padrone”

Si riconosce perchè ama dire ripetutamente: “La musica di adesso non si può ascoltare…”.

Fermo quasi paralizzato come una statua di sale nelle sue convinzioni di quaranta e oltre anni fa. Esiste solo un tipo di musica, quella degli anni 70-80 e non parlo di gusti musicali ma come fattore temporale.

E in quello spazio temporale c’è di tutto, un perfetto mix tra rock, disco, pop, una spruzzatina di cantautorato italiano (che non fa mai male) e le band trash degli anni 80.

Se gli proponi qualcosa di nuovo è come se avessi fatto un peccato di lesa maestà deturpando il suo timpano votato al sacro graal degli anni andati.

La risposta che ricevi in questi casi è quasi sempre: “Non lo conosco, la musica è altro… ai miei tempi…”, segue tiritera infinita di citazioni di aneddoti a caso di se stesso in tenera età.

La salvezza in questi casi è alzare i tacchi e fiondarsi il più lontano possibile dal soggetto in questione con delle scuse anche improponibili: “Qualcuno mi ruba la macchina! C’è un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!“.

Da compatire.

Il tipo “nichilista del mainstream”

E’ la nicchia del mainstream, l’inarrivabile per citazioni di artisti sconosciuti e amati solo da pochi intimi. Con queste persone la battaglia è persa in partenza, non c’è possibilità di scambio, ad ogni tua proposta corrisponde una sua proposta uguale e contraria.

L’unica salvezza è arrendersi al lato oscuro della forza senza possibilità di ulteriore replica, poi vieni a sapere che in perfetta solitudine si sparano a tutto volume masochisticamente Radio Gaga dei Queen.

Parlano di musica solo per spargere il loro verbo e istruire le masse, in tali circostanze è opportuno giocare con ironia sublimando la loro vasta conoscenza musicale.

Il tuo gusto musicale è commerciale, troppo pop, alla tua ennesima proposta… il loro sguardo passa dallo sdegno alla compassione.

Per rendere chiara l’idea della qualità della loro conoscenza musicale cito Fantozzi, dopo la visione de “La corazzata Potëmkin” di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn: “Una cagata pazzesca”.

Tutto il resto del mondo

Alla fine dell’elenco ci sono quelli che hanno ottimi gusti musicali maturati col tempo, non necessariamente uguali ai tuoi. Persone con le quali puoi parlare di musica e ricevere dei consigli su proposte sconosciute, con cui confrontarsi e condividere altre scelte parlando di film o libri. Uno scambio alla pari che accresce entrambi.

Come un film di John Waine, sono talmente rari da vivere nelle riserve indiane ma questa volta fanno parte dei buoni.

Giudicare le persone in base ai loro gusti musicali è un metodo infallibile e molto rapido per capire l’essenza del vostro interlocutore senza ulteriori perdite di tempo in inutili convenevoli, vi invito a fare un tentativo senza possibilità di essere smentito.

Lettere dal Fronte è il blog di Giancarlo Casano. È possibile interagire con lui attraverso i suoi social.

PS: Queste lettere rappresentano una prosecuzione scritta della trasmissione radiofonica Good Morning Vietnam, in onda su Radio 102 il mercoledì alle ore 21.
Sono un momento di riflessione, un ragionamento con serenità rispetto a quanto trattato in diretta.
Spesso le parole non dette finiscono per diventare grandi pesi per l’anima e i social non fanno altro che amplificare questa sensazione di solitudine. È arrivato il momento di concedersi del tempo, di analizzare i fatti, di comprendere gli errori commessi e di porre rimedio.
Perché il tempo è la nostra risorsa più preziosa.

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