Deposito nazionale rifiuti radioattivi, il Comune di Trapani chiede accesso agli atti

"Lotteremo in ogni sede per impedire la costruzione"

Il Comune di Trapani, per determinazione del sindaco Giacomo Tranchida e dell’assessore Giuseppe Pellegrino, hanno formalmente presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alla SoGIN S.p.A. istanza di accesso agli atti istruttori e a tutta la documentazione integrale, “compreso il provvedimento di approvazione dell’Ispettorato nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione, in forza della quale è stata adottata la Carta nazionale delle Aree Idonee (C.N.A.I.) per la costruzione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

Il documento è stato pubblicato lo scorso 13 dicembre e individua due siti nel Trapanese, uno nelle campagne della frazione di Fulgatore e l’altro nel territorio di Calatafimi Segesta.

L’amministrazione comunale di Trapani intende “conoscere le ragioni e le motivazioni che hanno indotto gli Enti e l’ISIN a mantenere tra quelli ritenuti idonei il sito TP 11 e a respingere le precise contestazioni e osservazioni sollevate dalla Regione siciliana e da questo Comune”.
La richiesta è stata inoltrata, per conoscenza, anche all’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia.

«Nonostante le numerose osservazioni poste dal nostro Comune e dagli ordini professionali della provincia di Trapani – affermano il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore Giuseppe Pellegrino – il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la SoGIN hanno comunque inserito Trapani (ma anche Calatafimi-Segesta) all’interno della lista dei possibili territori dove costruire il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico. Per noi, ciò è assolutamente inaccettabile e per questo motivo abbiamo preliminarmente richiesto l’accesso a tutti gli atti che hanno portato a rendere siti idonei due territori ad altissima vocazione turistica, con alto rischio sismico e che presentano numerose difficoltà di realizzazione. Noi diciamo no alla costruzione del deposito senza se e senza ma. Ci opporremo con tutte le forze e lotteremo in ogni sede affinché ciò non avvenga».

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