Covid e Scuola, in provincia di Trapani episodi di abuso col green pass

La denuncia è del sindacato CUB Scuola di Trapani in una nota inviata all’Ufficio Scolastico Regionale

«La serenità dell’ambiente di lavoro scolastico e il diritto alla protezione dei dati personali sensibili sono messi in pericolo, anche dentro le scuole del Trapanese, con l’introduzione del green pass per l’accesso al luogo di lavoro». Lo afferma il sindacato CUB Scuola di Trapani in una nota inviata all’Ufficio Scolastico Regionale nella quale si denunciano episodi di “cattiva gestione, quando non illegittima” in occasione delle verifiche dei green pass dei docenti da parte di alcuni dirigenti scolastici.

Nella nota di protesta inviata agli Organi di controllo della Pubblica Istruzione, il delegato provinciale Natale Salvo cita episodi avvenuti ad Alcamo, Marsala e Petrosino.

“In particolare – si legge nella nota diffusa alla stampa – ad Alcamo a due docenti inizialmente non sarebbe stato consentito l’accesso ai locali della scuola per svolgere il proprio lavoro. A causa dell’irregolare procedura svolta dalla Direzione scolastica, attraverso la piattaforma digitale statale sarebbe risultato che i due docenti non fossero in possesso di green pass in corso di validità. Bloccati, in maniera poco dignitosa, dai collaboratori scolastici, i due docenti, però, avrebbero successivamente mostrato al verificatore il possesso del documento per poi, con un lieve ritardo, poter svolgere le regolari lezioni agli alunni”.

“A Marsala, invece, – prosegue la nota del sindacato – a una docente sarebbe stato telefonicamente richiesto il green pass durante una riunione di lavoro in remoto con le colleghe. La docente ha però prontamente contestato l’illiceità della richiesta all’assistente amministrativo all’altro capo dell’apparecchio. A Petrosino non sarebbe consentito al personale docente l’accesso alla piattaforma del “registro elettronico” senza prima dover sottoscrivere digitalmente una dichiarazione di responsabilità che non trova giustificazione nella norma di legge”.

“Una docente di sostegno di Trapani, poi, sarebbe stata vittima – riferisce il delegato provinciale della CUB – del malfunzionamento della piattaforma digitale nazionale del governo che gestisce i green pass e, nonostante avesse acquisito il tampone negativo al Sars-Cov-2 non ha ricevuto l’SMS per scaricare il certificato d’accesso alla scuola. L’inconveniente sarebbe stato risolto dal laboratorio d’analisi dopo che le era stato in un primo momento negato l’accesso a scuola. A pagarne le conseguenze, ancora una volta, gli alunni disabili che sono stati, per fortuna per poco, privati del servizio”.

“Degno di nota – sottolinea il sindacato – l’episodio avvenuto al docente di Castellammare del Golfo. Questi si è rifiutato di presentare il green pass al proprio dirigente denunciando come la richiesta dello stesso violasse la normativa europea. Il docente ha pagato con il salario della giornata la propria opinione politica, dato che il dirigente non ha voluto sentire ragione e l’ha considerato “assente arbitrario”. Sarebbe però meglio definire il docente un “presente fantasma” dato che lo stesso preside ha egualmente consentito all’assente di regolarmente firmare la “presa in servizio”.

«Tale genere di episodi – denuncia il delegato CUB della provincia di Trapani – rappresentano la punta dell’iceberg di cosa accadrà con l’estensione del green pass all’intero mondo del lavoro pubblico e privato a partire dal prossimo 15 ottobre. È anche per questo che la CUB ha proclamato per il prossimo 11 ottobre una giornata di sciopero generale, non solo per la scuola».